Il blitz di Zingaretti: apertura a Berlusconi e Cinque Stelle spalle al muro

Il leader del Pd chiarissimo sul Mes: «Utilizziamolo senza se e senza ma». L’obiettivo politico è una convergenza (non un’alleanza) con Forza Italia per le grandi tematiche del rilancio. Perché vuole sfilare Berlusconi da Salvini e Meloni e impedire un Governo Draghi.

Si è aperta un’altra fase politica e Nicola Zingaretti lo ha capito prima e meglio di altri. Lo ha capito da segretario del principale partito della sinistra italiana. E il suo uno-due è davvero significativo. Oggi in un intervento su Il Sole 24 Ore, Nicola Zingaretti ha scritto in chiarezza. «Serve un cambio di rotta, il servizio sanitario va letto come grande driver di sviluppo e di benessere. La più grande infrastruttura pubblica di questo Paese che ne contribuisce alla ricchezza complessiva».

La sanità? Un’occasione economica

Nicola Zingaretti

Per questo «la spesa sanitaria, oltre che a tutela della vita, è un investimento produttivo importante. La logica dei tagli alla spesa sanitaria, sotto la pressione del risanamento finanziario, è stata una strategia sbagliata».

Poi ha rincarato la dose. «Ora dobbiamo aprire una nuova fase per costruire un nuovo modello basato sulla rivoluzione digitale. E sul rafforzamento della rete territoriale di sanità pubblica».

Quindi la sottolineatura più importante sul piano politico. «Per farlo abbiamo bisogno di grandi investimenti. Per questo il Mes è fondamentale e fino a 36 miliardi di euro senza condizioni a tassi bassissimi. Tassi che ci permetterebbero di fare un grande salto nella qualità della sanità pubblica».

Sul Mes quel che va fatto è evidente

Poi aggiunge: «Abbiamo emesso 14 miliardi di Btp a dieci anni con un rendimento dell’1,7%. Se volessimo finanziarci per 36 miliardi di euro sul mercato ai tassi attuali ci costerebbe 580 milioni di euro in più all’anno. Questo per dieci anni rispetto al costo dell’accesso al Mes. Pertanto già solo questo rende chiaro che non dovremmo avere dubbi sulle scelte da fare. Ma dovremmo chiamare le Regioni, la scienza medica, gli operatori. Dovremmo farlo per lavorare insieme a un piano nazionale di ricostruzione. Parliamo di un piano punti su ospedali, territorio, tecnologie, personale sanitario».

Una svolta che lega le mani

Silvio Berlusconi © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

È una svolta, che ha come sponda la presa di posizione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Infatti Zingaretti aveva subito detto: «Quelle del leader di Forza Italia sono parole importanti». Ma non pensa ad un Governo di unità nazionale. «Si tratta però di ritrovare un’unità di intenti patriottica», ha confidato ai fedelissimi. Evitando che almeno una parte delle opposizioni cavalchi il disagio sociale.

Nicola Zingaretti sa bene che fin quando si è trattato di attuare le misure di contenimento sociale, il Governo è andato bene. Ma ora c’è la fase economica, complicata, difficile. Con Confindustria di traverso. E con lo spettro di un Governo di unità nazionale, magari a guida Mario Draghi, con il quale nessuno toccherebbe più palla. Mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni, senza Silvio Berlusconi, avrebbero la strada sbarrata in Europa. Ecco perché Zingaretti ha deciso di ribaltare il tavolo dei rapporti con le opposizioni. E con i Cinque Stelle.

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