Il calciatore è morto, il ragazzo s’è salvato

Senza Ricevuta di Ritorno. La ‘Raccomandata’ del direttore su un fatto del giorno. La parabola di Eriksen ed il cuore che riparte. Ma ora è diverso

La palla che rotola è uno dei primi giochi da bambini. Chissà quanto è istinto e quanto è proiezione dei genitori che incoraggiano quel corpicino malfermo sulle gambe, a calciare.

Crescendo, diventa passatempo: nel cortile o in giardino fa poca differenza. Non è da lì che si vedono i campioni. Ne sono nati tanti, imbattibili, sulla sabbia di una spiaggia in Brasile, su un campo in terra battuta in periferia.

La palla che rotola diventa un’ossessione. C’è un ragazzo approdato ora al Frosinone, che tre anni fa lavorava sui cantieri e montava porte: si allenava la notte, dopo una giornata di lavoro. Ora ha un contratto da professionista. (leggi qui Frosinone, la favola di Gatti: “Ero muratore, ora gioco in Serie B”).

Immaginate il massimo: la maglia di un club internazionale e carico di storia. E – insieme – quella della vostra Nazionale: rappresentarne i colori nella sfida dell’Europeo, moderna trasposizione della disfida di Barletta, o tra gli Orazi ed i Curiazi. Solo che in questo caso non ci si ammazza con la spada in nome e per conto di un intero esercito ma si corre su un campo appresso ad un pallone nel nome di un intero Paese. Con le sue storie, le sue angosce, le sue sconfitte.

Nino Manfredi in Pane e Cioccolata

Come dimenticare il mitico film con Nino Manfredi che da emigrante si era talmente inserito in Svizzera da tingersi i capelli di biondo e parlare solo tedesco. Per poi saltare fuori gridando a squarciagola quando la Nazionale azzurra segna all’Europeo.

La palla che rotola è anche questo. Rotola e si gira in un attimo come il destino. Come quello che ha colpito Eriksen: il giocatore danese morto in campo durante la partita contro la Finlandia. Arresto cardiaco. Poi è stato rianimato. È vivo.

Oggi gli hanno detto che dovranno mettere un defibrillatore nel cuore. In Italia, con quello non potrà giocare. (Leggi qui)

Perché lì, in campo, è morto solo il calciatore; si è risvegliato il ragazzo di 29 anni.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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