Il cambio di passo per salvare l’ambiente del Lazio

Cosa c'è dietro all'improvviso attivismo di Anbi? C'entra molto la nuova mission. E la necessità di ricostruire un sistema adeguato di relazioni. Con il quale difendere i territori dai cambiamenti climatici

Cosa c’entra il commissario per la fusione dei consorzi industriali del Lazio Francesco De Angelis? Perché era seduto accanto al direttore nazionale della Bonifica Massimo Gargano? E perché accanto a loro, nella redazione centrale di Ciociaria Oggi, doveva esserci anche un esponente del centrodestra cone Massimo Ruspandini, poi trattenuto all’ultimo momento a Roma? (leggi qui L’allarme di Gargano: «Il clima cambia, salviamoci finché siamo in tempo»).

Le risposte stanno tutte nel cambio di indirizzo politico deciso da Anbi, l’associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica. La mission è cambiata ed è chiaro che di conseguenza debbano cambiare le strategie: c’è un nuovo bisogno di relazione e c’è la necessità di fare con urgenza ciò che si chiama ‘sistema‘.

È esattamente questa la chiave di lettura. I Consorzi di Bonifica ora hanno un’urgenza: la tutela del suolo, la controffensiva ai cambiamenti climatici, gestire le conseguenze che determineranno sull’acqua e sulle irrigazioni.

Tanto per fare un esempio: il clima si è tropicalizzato anche nel Lazio, le ‘bombe d’acqua‘ non sono più una rarità;la gestione dei canali, delle idrovore, degli scolmatori, non può più essere quella del passato.

Occorrono però risposte politiche ed amministrative precise e rapide. La Regione Lazio è un interlocutore fondamentale sotto questo aspetto e la particolare situazione politica alla Pisana fa in modo che tutti i gruppi politici siano impegnati con attenzione. In questa fase c’è la possibilità di essere ascoltati e di ottenere quel necessario appoggio istituzionale che è decisivo per realizzare le grandi trasformazioni con cui difendere il suolo e le risorse.

In questa chiave va letta anche la presenza del direttore regionale Andrea Renna, con la sua nota capacità di fare sistema sui territori. (leggi qui Il Principe conquista la Bonifica: Renna è il nuovo Direttore Generale).

Il progetto prevede l’individuazione delle best pratics nazionali e portarle all’attenzione di una Regione Lazio sensibile nel suo insieme a questa tematica. Ma anche al resto del mondo politico nazionale che a Roma ha le sue massime espressioni tra Montecitorio e Palazzo Madama e con gli uffici di rappresentanza della Ue. E da qui riverberare i risulati su tutti i territori nazionali.

Le bollette e le polemiche delle settimane scorse sono un elemento marginale in questo contesto. Un fenomeno strettamente locale. Che rischia di rallentare però la trasformazione. Non è un caso che il direttore Massimo Gargano ed il direttore regionale Andrea Renna abbiano sottolineato in modo chiaro la necessità di riavviare al più presto il dialogo con i territori. Che vuol dire ‘tornare a parlare con i sindaci e condividere con loro la gestione’.

Il vero cambio di passo è proprio questo.

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