Il ‘campo largo’ di Peppe per battere il centrosinistra

Un campo largo del centrodestra che parta da una base civica: è il progetto del presidente emerito della Provincia Giuseppe Patrizi per la sua Ferentino. Nella quale ha tentato l'elezione a sindaco nel 2008

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Nasce democristiano, apprezza la Destra ma guarda a Sinistra. Ed a quell’idea di Campo Largo che ha consentito a Nicola Zingaretti di realizzare una stagione vincente. Giuseppe Patrizi ha tentato l’elezione a sindaco di Ferentino nel 2008, è stato capogruppo di Forza Italia in Provincia e poi Presidente durante l’interregno tra l’uscita di Antonello Iannarilli ed il riassetto decretato dalla riforma Delrio. 

Oggi è il presidente Emerito della Provincia. Un ruolo che gli piace molto e che esercita girando quotidianamente in lungo ed in largo i 91 comuni ciociari. Da sempre in Forza Italia, ne era uscito per qualche mese per aderire alla Lega. Ma è tornato subito in quella che dal 1994 considera la sua “casa”. Nella quale oggi è responsabile degli Enti Locali.

Giuseppe Patrizi
Patrizi il centrodestra di Ferentino è tornato a riunirsi dopo tre anni di silenzio seguiti alla sconfitta elettorale del 2018 alle comunali contro Antonio Pompeo. Come mai tutto questo tempo?

È vero far passare tre anni per organizzare un tavolo ed analizzare una sconfitta elettorale è davvero troppo tempo. Credo che sia stato dovuto al fatto che ognuno di noi ha molteplici impegni. Il problema non è il centrodestra di Ferentino: oggi la politica è fatta meno di militanza e più di società civile. Se da un lato questo ci ha portato ad una politica più vicina al Paese reale, dall’altro ci ha portato ad una politica che fa i conti con le reali incombenze quotidiane di chi lavora ed ha meno tempo per le riunioni. Quindi non ci vedo nulla di allarmante nel fatto che siano trascorsi tre anni”.

Alla fine avete capito perché tre anni fa avete perso le Comunali?

“Ha molte ragioni. La prima è che quella di aver dovuto affrontare un sindaco uscente che oltretutto era presidente della Provincia in carica. Poi il fatto di avere tirato fuori il candidato Franco Collalti all’ultimo momento. Non ultimo, il fatto di non aver avuto una prospettiva di veduta politica. Ed il pochissimo coinvolgimento di associazioni, parte civica e cittadini“.

Il centrosinistra negli ultimi 25 anni è riuscito ad eleggere parlamentari, presidenti di provincia, assessori regionali, la vostra coalizione invece resta spesso a guardare.

“A me i dati anagrafici del candidato ideale non interessano. Si parla molto di giovani, ma a mio parere la prima caratteristica del candidato sindaco è quella che deve essere capace di amministrare. Per me un primo cittadino deve agire come l’amministratore delegato di una grande azienda multinazionale”.

Franco Collalti
E come vi state muovendo per individuarlo?

Stiamo costruendo una piattaforma civica. Poi devono essere i Partiti del centrodestra ad unirsi a noi e non viceversa. Se ci saranno parti di centrosinistra che condividono con noi 5-6 punti programmatici sono ben accetti. Ben vengano. Una cosa è certa, Ferentino non deve tornare indietro, ma guardare al futuro. Il passato è passato. Cambiare si può. A volte nel centrodestra non riescono le sintesi qualcuno dovrebbe aprirsi di piu’ e non essere ancorato a posizioni personalistiche“.

Cosa rimprovera al centrodestra ed al centrosinistra in questi ultimi anni?

La cosa che rimprovero maggiormente è quella di non dare risposte veloci agli operatori economici del territorio. Non dico solo agli imprenditori, ma anche ai commercianti. Ormai un imprenditore non chiede piu’ soldi, ma risposte veloci e certe. Non è possibile che per una autorizzazione debbano ancora trascorrere due-tre anni. In questo modo un progetto valido scade, non è conveniente. Bisogna purtroppo constatare che abbiamo portato il territorio a non essere piu’ appetibile per gli investitori“.

Quali sono le sue ricette per rilanciare Ferentino?

La prima cosa da fare per rilanciare Ferentino ed il comprensorio è quella di realizzare un polo logistico. Ci sono tutte le condizioni per farlo e mi batterò per la sua realizzazione. Poi Ferentino ha molti siti dismessi. Me ne viene in mente uno su tutti, l’ex Cemamit. Si deve ripetere l’operazione ex Videocolor con l’Asi e la legge 448 grazie alla quale con la presidenza Asi a guida Arnaldo Zeppieri dove ero vicepresidente abbiamo avviato la riacquisizione a costo zero del sito. È una esperienza che bisogna ripetere su Ferentino. Poi ancora un progetto turistico per la città, la tutela ambientale e la risoluzione dei problemi quotidiani dei cittadini“.

Ci sta parlando da candidato sindaco. Ha in mente di farlo?
Il Consiglio Comunale di Ferentino

E’ presto per lanciare nomi. Una cosa è certa tornerò in campo, con quale ruolo vedremo. Potrei farlo anche da semplice consigliere comunale. Se poi ci sarà un progetto serio basato sui punti programmatici che ho detto prima potrei pensare anche ad altri ruoli. Sono a disposizione per la crescita del territorio, cambiare si può. Ferentino non deve tornare indietro“.

Patrizi non lo dice ma il suo “non deve tornare indietrosembra quasi un no al ritorno di Piergianni Fiorletta ex primo cittadino che sconfisse proprio Patrizi nel 2008. E che ha manifestato la volontà di candidarsi a sindaco anche attraverso le Primarie di coalizione. (Leggi qui “Piacere Piergianni e mi piace fare il sindaco”).

Quella sconfitta del 2008 fu difficile da digerire. “L’aria era favorevole al centrodestra – ricorda Patrizi – andai vicino alla vittoria da sindaco. Purtroppo nell’area della mia coalizione eravamo tre candidati, io, Alessandra  Di Legge e Paolo Picchi. Se fossimo andati uniti sarei diventato sindaco. Ma questo è il passato che non torna, ora bisogna guardare avanti partendo dalla piattaforma civica“.

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