Il candidato è Zaccheo: se non hai allevato Messi giochi con Altafini

Sarà Vincenzo Zaccheo il candidato sindaco unitario del centrodestra per le amministrative di Latina. Sarà lo scontro tra chi vorrà continuare il lavoro interrotto 10 anni fa e chi vorrà continuare quello avviato 5 anni fa. Ma in entrambi i casi, la città è cambiata in modo radicale. Ed ha bisogno di altro

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Li ha stancati, uno ad uno. Poi ci ha messo lo zampino. Ed ora è il candidato sindaco del centrodestra di Latina: Vincenzo Zaccheo dopo 10 anni ritorna. Lo scontro sarà tra una nostalgia lunga (la sua) e una nostalgia breve (quella dell’uscente Damiano Coletta). Le elezioni comunali di ottobre a Latina saranno questo: due gruppi con due capi, non due proposte politiche con due leader.

Zaccheo proporrà di continuare quello che si era interrotto dieci anni fa, Coletta di continuar quello che è iniziato cinque anni fa. Entrambi “continueranno”: peccato che Latina abbia bisogno di altro. Perché chiude la sua vocazione industrale (come dimostra il caso Corden Pharma); chiude la sua vocazione commerciale (come dimostrano i casi Panorama, Morbella e i tanti negozi chiusi in centro).

Zaccheo, Coletta e due sensazioni

Damiano Coletta, sindaco di Latina (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Ma di questo non si parlerà. Dai palchi invece si parlerà di onestà. Si parlerà di prima-prima e di prima-più-vicino. Si parlerà di due capi alla guida di sensazioni: la prima di una nostalgia Littoria, la seconda di una Littoria che si nasconde in una ipocrisia di Latina. Entrambi, culturalmente, dentro la destra che vuole restaurare. Tutte cambellottiane, tutte pennacchiane, tutte di una città chiusa in se come “maso chiuso” e non come capitale.

Sarà un derby di città d’entroterra chiusa al mare e non ci sarà mai l’idea di una Venezia aperta al mondo.

La resa del centrodestra

Oggi il centrodestra a Latina ha portato se stesso alla resa incondizionata: non conteranno nulla il coordinatore regionale della Lega Claudio Durigon, il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini. E… aggiungete chi chi vi pare.

Torna Vincenzo Zaccheo: in dieci anni la destra pontina non è riuscita a trovare un suo sostituto. Mortificante. Una sconfitta senza precedenti di una intera classe dirigente.

Zaccheo, naturalmente fa il suo: se non hai trovato altri nuovi, giochi con Jose Altafini che almeno ha giocato.

Praticamente gli alunni dopo aver avuto il tempo di finire l’università si ripresentano con la cartellina e i regoli dal vecchio maestro e gli chiedono di “insegnargli le aste” .

La competizione a Latina diventa non politica, ma personale. Le prossime elezioni stanno alla politica come la corsa dei 100 metri con due che hanno più fiato, qualche comprimario, ma è corsa personale non esperienza collettiva.

Scontro tra caudilli

Claudio Fazzone, Nicola Calandrini e Claudio Durigon

Studiai da studente universitario storia dell’America Latina. Ci spiegarono che lì, in America Latina, non c’è la politica delle parti ma ci sono i caudilli, che nei loro ambiti fanno politiche personali. Li si vota non per parti ma per amicizia, conoscenza, vicinato, frequentazione.

Sarà così a Latina tra un ciclo politico da continuare (quello di Coletta) e uno da riprendere (quello di Zaccheo). Ancora valanghe di vecchio e nuovo, di onesto e disonesto.

Intanto Panorama è andato via, la Corden Pharma licenzia, Morbella se non chiude male campa, il centro storico è un deserto, il teatro, la biblioteca, l’intermodale sono tutti chiusi. Ma si parlerà non di questo ma di vecchio e nuovo; di cacciate dei mercanti dal tempio di Gerusalemme, di Latine e Littorie.  Una campagna anagrafica.

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