Il Capitano ci mette la faccia. Sul palco

Questa sera Matteo Salvini a Sora e poi ad Alatri per sostenere i candidati a sindaco del centrodestra Federico Altobelli e Maurizio Cianfrocca. In un’intervista a Il Tempo detta la linea: “Siamo nati così: di lotta, ma per governare”. E prepara la controffensiva nel partito, anche a livello locale, dove nessuno è più intoccabile.

Doppio appuntamento elettorale in Ciociaria per Matteo Salvini, leader della Lega. Alle 21 a Sora per sostenere il candidato sindaco Federico Altobelli, alle 22.30 ad Alatri per Maurizio Cianfrocca. Il Capitano ci mette la faccia e lo fa in uno dei momenti più delicati della sua segreteria politica. La linea è quella che ha anticipato in un’intervista al direttore de Il Tempo Franco Bechis. Ha detto Salvini: “Non dono Draghi a Pd e M5S”.  Ma non donerà neppure la Lega a Giancarlo Giorgetti, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga.

L’inversione di rotta

Mario Draghi all’assemblea di Confindustria

A Bechis Matteo Salvini ha dichiarato: “Siamo nati così: di lotta, ma per governare . Vero che abbiamo alleati che ci attaccano quotidianamente, ma siamo lì per amore del Paese. E sentire all’assemblea di Confindustria Mario Draghi dire che non avrebbe aumentato nessuna tassa, dà un senso al nostro sacrificio: se avessimo lasciato lì solo Pd e M5S figuratevi fra Imu e patrimoniali quante tasse sarebbero aumentate. Loro farebbero carte false per farci uscire dalla maggioranza e puntano ogni giorno i fucili su di noi”.

Siccome il 90% del sistema mediatico è in mano a chi  è di sinistra o comunque la pensa come loro, ogni cosa viene amplificata a dismisura. Ma è 30 anni che siamo abituati a questo trattamento, andiamo avanti lo stesso. Senza noi gli altri avrebbero approvato ius soli e ddl Zan a raffica. Nel giro di un mese sarebbe tornata la legge Fornero”.

La rotta d’ottobre del Capitano

Matteo Salvini

E’ un Matteo Salvini determinato a combattere. Per questo è già oltre il 3 e 4 ottobre, perché lui è il primo ad aspettarsi un risultato non proprio esaltante per la Lega. Ma poi cambierà lo spartito. Intanto cercherà di accelerare sulla federazione con Forza Italia. Quindi nessuno sconto a Giorgia Meloni e ai Fratelli d’Italia. La Lega di lotta e di governo non intende cedere la leadership della coalizione.

Ma è nei territori che Salvini dovrà cambiare e conteranno solo i risultati. Lo sfondamento al sud non c’è stato, non nelle percentuali che lui pensava. La provincia di Frosinone è un esempio tipo: nessun sindaco eletto. Troppo poco. Dovranno cambiare registro tutti: i parlamentari (Claudio Durigon, Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi, Gianfranco Rufa), i vertici politici della segreteria (Nicola Ottaviani e Pasquale Ciacciarelli). Tutti.

Questo non vuol dire che Salvini li cambierà, ma che a questo punto giudicherà dai risultati, dal consenso, dalle percentuali, dalle cifre, dagli eletti. Saranno importanti, per esempio, le provinciali di dicembre. E poi le comunali di Frosinone. Complicato che la Lega possa rinunciare ad esprimere il sindaco, visto che l’uscente è del Carroccio (Nicola Ottaviani).

Si apre una fase convulsa, pure in Ciociaria. E stasera a Sora e Alatri Salvini lo farà capire.

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