Il Capodanno manda in crisi la Giunta: in due non votano

Nuove tensioni nella maggioranza che governa Formia. Due assessori non votano l'affidamento del veglione di Capodanno. E vanno via nel pieno dei lavori. Un chiaro segnale al sindaco. Ed al suo assessore.

Il fuoco che da tempo cova sotto la cenere della maggioranza civica al comune di Formia rischia di innescare un pericoloso incendio. E le festività Natalizie saranno tutt’altro che facili estintori. Le scintille si sono viste venerdì durante la seduta di giunta convocata per affidare l’incarico di organizzare la festa di Capodanno.

Il sindaco Paola Villa con l’assessore Kristian Franzini

Doveva essere poco più di una formalità. Al punto che era stata già fissata per sabato mattina la conferenza stampa  in cui illustrare i dettagli del veglione. Invece la giunta è stata rinviata a lunedì 23 dicembre. Perché i due assessori della civica “Ripartiamo con  voi” (che fa riferimento all’imprenditore della sanità Maurizio Costa), hanno abbandonato l’ufficio del sindaco in cui si stava svolgendo la Giunta. Sono andati via nel momento in cui doveva esserci la tradizionale “alzata di mano” sul documento approntato dall’assessore al Turismo Kristian Franzini.

Gli assessori “CostianiPasqualino Forte (Lavori Pubblici) e Alessandra Lardo (Politiche Giovanili e Sport) non hanno voluto votare l’ennesima delibera “last minute” presentata dall’assessore Kristian Franzini, considerato il sindaco ombra di Formia.

Forte confermato di non aver votato: ma solo perché “eravamo già andati via”. Monseur Jacques de La Palice, cui si deve il termine lapalissiano per indicare un’ovvietà, apprezzerebbe molto.

Il tema vero è: perché erano ‘già andati via‘. Gli addetti ai lavori spiegano che i due assessori hanno voluto dire no alla logica dell’uomo solo al comando. In sintesi, non è la prima volta che Franzini chiede all’esecutivo di approvare in assoluta fretta delibere che riguardano il suo assessorato, predisposte senza alcuna collegialità ed una preliminare discussione interna.

In pratica si tratterebbe di un chiaro segnale politico alla sindaca di Formia Paola Villa: così non si va, non si può più andare avanti.

Il gruppo “Ripartiamo con noi” è formato da tre consiglieri comunali: Dario Colella, Lino Martellucci e Ida Brongopresente; in Giunta ha i due assessori. Per alcuni loro alleati il rapporto Giunta-consiglio è spropositato.

Maurizio Costa

I 3 consiglieri sarebbero sufficienti per  dare il via alla mozione di sfiducia nei confronti della prima sindaca donna della storia di Formia.  Ma è un rischio che al momento è solo teorico e senza alcuna possibilità di applicazione pratica. Il perché è legato alla forte trasversalità della formazione civica. Il suo dominus Maurizio Costa è un nipote d’arte: suo zio Mario, andreottiano doc, nella metà degli anni Settanta è stato senatore e sottosegretario al Lavoro.

Per ben due volte ha Costa jr ha tentato la carta di diventare sindaco a Formia, non riuscendovi nel 2001 per il centrosinistra e nel 2013 per il centrodestra. I suoi sponsor furono due ‘giganti’ della politica cittadina, Sandro Bartolomeo e Michele Forte. Ora Costa – per via della sua professione – dialoga con tutti i fronti: dal centrosinistra del governatore Nicola Zingaretti e dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato fino al sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano: i quattro consiglieri Costiani (una poi ha cambiato Gruppo) la scorsa primavera hanno votato alle elezioni per il Consiglio Provinciale l’ex presidente del consiglio comunale di Gaeta Luigi Coscione di Forza Italia.

Il dialogo è attivo anche con il senatore di Fondi e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone. Alcuni sostengono che ci sia un confronto anche con l’uomo forte della Lega laziale l’ex sottosegretario Claudio Durigon.

Insomma le sorti dell’amministrazione comunale di Formia potrebbero dipendere da altri fattori esterni. Potrebbe essere il centrodestra a decidere se in  primavera, oltre a Fondi e Terracina, ci sarà o meno il ricorso anticipato del voto amministrativo a Formia.  L’insoddisfazione della lista civica del dottor Costa in rapporto all’azione amministrativa del sindaco Paola Villa è datata da mesi. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso non è stata la delibera sul Capodanno bensì la numero 352 del 3 dicembre scorso, a causa della quale il Prefetto di Latina Maria Rosa Trio ha sventolato un autentico cartellino giallo in faccia al sindaco di Formia. Le ha chiesto “spiegazioni” dopo una velenosa diffida arrivata in Prefettura da parte del gruppo della Lega: “Professoressa Villa – ha scritto il Prefetto  – pretendo i dovuti chiarimenti”.

Il consiglio comunale di Formia

Ma l’abbandono degli assessori Forte e Lardo sarebbe stato dettato anche da altro. Dal forte imbarazzo maturato dopo la levata di scudi fatta da 7 dei 9 consiglieri comunali di opposizione. Hanno evidenziato perplessità sulla concessione di una tranche dei contributi natalizi assegnati dalla Giunta Villa il 3 dicembre scorso. Sostiene l’opposizione che una delle domande approvate fosse stata presentata appena due ore prima della seduta di Giunta, direttamente al protocollo generale (luogo inaccessibile per un cittadino qualsiasi). Il tutto “senza un passaggio nella commissione consiliare competente”; “non era evidenziato il nome del presidente dell’associazione richiedente” (costituitasi soltanto il 23 ottobre scorso); che “non era neanche iscritta all’albo, condizione necessaria per ottenere i contributi stessi”. 

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il dimissionario coordinatore politico della maggioranza formiana Enrico D’Angelis. “C’è Formia sott’acqua. E – evidenzia – in giunta si fanno prove di abbandono sulle delibere per il Capodanno. Con due assessori che escono, due dimissionari (Fulvio Spertini al Bilancio e Giovanni D’Angiò ai Servizi Sociali), in quanti l’avranno votata sta delibera?

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