Il caso Alessandrello mette sulla graticola D’Ercole

La cacciata del responsabile dell'Ufficio tecnico apre un fronte politico. Perché ad indicare il funzionario era stato il vice sindaco. Che una sorta di responsabilità morale sul caso la ha. Le opzioni per il sindaco.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Io era tra color che son sospesi”: con questo verso Virgilio descrive sé stesso nel 2° canto dell’Inferno. Virgilio si descrive così perché, come noto, si trova nel Limbo; ovvero, la sede delle anime che non sono né all’Inferno né in Purgatorio, né in Paradiso. Sospese, appunto.

Col tempo, l’espressione ha assunto un valore metaforico. Un modo per dire che si sta in una condizione di precarietà, senza sapere bene cosa accadrà.

Una condizione nella quale, da qualche giorno, sembra trovarsi il vicesindaco di Anagni, l’avvocato Vittorio D’Ercole, dopo le polemiche roventi scatenate dal licenziamento dell’ingegner Alessandrello. (leggi qui Ufficio tecnico: “Ne resterà solo uno”).

Lo aveva indicato D’Ercole

L’ingegnere è stato messo alla porta rimproverandogli di aver rallentato troppo la tabella di marcia dell’amministrazione, almeno a quanto ha detto il sindaco (cosa che peraltro Alessandrello ha negato). Ma al di là delle vicende tecniche, la questione, come si sarebbe detto qualche anno fa, è politica. E cioè; se, come sembra, il tecnico messo alla porta qualche giorno fa era stato chiamato dal vicesindaco con tutti gli onori del caso, e presentato come il Ronaldo della situazione, salvo poi essere messo alla porta per risultati non soddisfacenti, non è che qualche responsabilità ce l’ha l’assessore di riferimento?

Perché è chiaro che, per quanto riguarda gli eventuali errori tecnici è il tecnico che risponde. Ma sul piano politico c’è, o dovrebbe esserci, qualcosa da spiegare anche per il vicesindaco. Che dovrebbe dire, ad esempio, perché un tecnico scelto a gennaio, buono ancora fino a luglio, diventa poi una palla al piede ad agosto.

E che si tratti di una questione attinente al solo D’Ercole lo ha chiarito lo stesso sindaco Daniele Natalia, spiegando che lui con Alessandrello ci ha parlato pochissime volte, mentre i contati li ha tenuti (appunto) D’Ercole. Un modo elegante per dire “non sono fatti miei”.

Che succede ora?

Daniele Natalia

Ora, assunto che la patata bollente sta tutta nelle mani del vicesindaco leghista, che succede? In comune, scherzando, ma non poi tanto, c’è già chi pensa ad un possibile toto assessore per sostituire Vittorio D’Ercole. Ipotesi molto difficile sia sul piano personale che politico: Daniele Natalia e Vittorio D’Ercole sono legati da una sincera amicizia, al punto che D’Ercole rifiutò la proposta di candidatura quando seppe che in campo c’era anche il nome di Natalia; politicamente si andrebbe ad aprire un nuovo fronte nel centrodestra provinciale: il sindaco di Anagni è anche sub commissario provinciale di Forza Italia, se rimuovesse un assessore espressione della Lega la questione avrebbe un peso politico provinciale.

Secondo i vicini di stanza, il sindaco avrebbe tuonato sul caso Alessandrello, dicendo più o meno “così non si può andare avanti, non è finita qui”. Parole che sembrerebbero far pensare a qualche scossone clamoroso. Anche perché Natalia sa benissimo che è sulla nuova progettualità che si gioca la fase finale della consiliatura. (leggi qui Dopo Covid-19, «La mia città green, smart, produttiva: nessuno provi a fermarci»).

Fin qui la logica. Che però si lega agli equilibri politici. Che suggeriscono prudenza. Per almeno due motivi.

Il primo. Perché se, per assurdo, domani mattina Natalia togliesse le deleghe a D’Ercole poi sarebbe in difficoltà sulla successiva assegnazione. Certo, potrebbe esercitarle ad interim. Ma sarebbe come ammettere che ad Anagni tutta questa classe dirigente di centrodestra non c’è.

Il secondo. Perché una mossa del genere aprirebbe un fronte politico provinciale con la Lega ed in questo momento Daniele Natalia ha bisogno di tutto ma non di una grana politica di dimensione extracomunale. 

Con ogni probabilità, dipenderà tutto dalla nuova figura apicale che arriverà dopo Alessandrello. Se le cose andranno per il verso giusto, bene. Altrimenti D’Ercole potrebbe rischiare davvero.

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