Dietro le quinte: i segnali nascosti nella conferenza dell’opposizione sulla Sanità

Come si interpreta a Cassino conferenza dei 'Magnifici Sei' con Bevilacqua assente e Fardelli al fianco delle opposizioni. Petrarcone morbido, ma a randellare ci pensano Fontana e Abbruzzese. Manca la rotta, ma in compenso abbondano le letture politiche.

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

I Magnifici Sei escono dalla chat di whatsapp alla quale hanno dato questo nome e si ritrovano seduti uno di fianco all’altro per una conferenza stampa. La location è la sala Restagno del comune di Cassino, dove sono consiglieri di opposizione. L’oggetto, neanche a dirlo, è la Sanità. Tra accuse a Salera e critiche a Zingaretti la conferenza scivola via senza particolari novità dal punto di vista della sostanza. Ma quella tavolata dice molto dal punto di vista politico.

Anzitutto a partire da chi c’era e chi no: al tavolo erano in sei, è vero, ma non erano tutti i “magnifici” della chat. Mancava la consigliera della Lega Michelina Bevilacqua, sembra per un sopraggiunto imprevisto.

Fardelli “surroga” Bevilacqua

LUCA FARDELLI

Ma è stata prontamente sostituita. Al tavolo è andato infatti Luca Fardelli. Era dalla fine del 2019 che non si sedeva più al fianco dei consiglieri di opposizione. Si stava ritagliando il suo ruolo di indipendente, ma più vicino alla maggioranza che all’opposizione.

Ma nella squadra di Salera l’ingresso di Fardelli non è ben visto. A sbarrare la strada è in particolare Rosario Iemma. Che non a caso Fardelli ha citato in conferenza sottolineando il suo voto contrario all’ordine del giorno sulla Sanità. Con lui è contrario Fabio Vizzacchero, il consigliere di Caira che coltiva il suo feudo con Barbara Di Rollo. E che mal si concilierebbe con Fardelli perché farebbero a gara per prendersi i meriti anche solo di chi si è adoperato per far riparare un lampione della luce.

Astuzie da vecchio democristiano

In maniera plastica, Luca Fardelli è tornato visibile tra le file della minoranza. A scanso di equivoci, in conferenza ha rimarcato di essere un consigliere di opposizione. E quindi parlando a nuora (i cronisti) affinché suocera (i compagni di banco) intenda ha spiegato che se oggi si parla di Sanità è solo ed esclusivamente grazie a lui.

Carte alla mano ha evidenziato per filo e per segno tutte le tappe che si sono susseguite dal 12 settembre – quando ha presentato il primo Ordine del Giorno sulla Sanità – ad oggi. Poi ha lasciato la sala. Con l’astuzia dei vecchi democristiani ha solamente voluto marcare il terreno per non lasciare all’opposizione “dura e pura” la battaglia sulla Sanità. Una battaglia che lui aveva iniziato in tempi non sospetti.

Legittimo, da parte di Fardelli, rivendicare una sua battaglia storica. Resta però il rischio evidenziato nei giorni scorsi: che il Santa Scolastica diventi solo il pretesto per il consenso e non un vero traguardo da raggiungere in maniera compatta. (leggi qui Il Consiglio sulla Sanità: a caccia di like più che di soluzioni).

Petrarcone smussa gli angoli

GIUSEPPE GOLINI PETRARCONE

L’altro segnale politico importante è quello di Giuseppe Golini Petrarcone. Venerdì scorso è andato a pranzo con il sindaco Salera, i suoi assessori e qualche consigliere di maggioranza. Una mossa che non è piaciuta ai suoi compagni, tuttavia Petrarcone ha rimarcato con la sua presenza la chiara volontà di restare all’opposizione. Cosa che mai ha messo in discussione. nemmeno durante quel pranzo. E infatti non si è defilato dalla conferenza stampa sulla Sanità. (leggi qui Rissa in consiglio: carte bollate all’orizzonte e pranzo a sorpresa fra “vecchi amici”).

Ma il suo atteggiamento è stato diverso, molto diverso, rispetto a quello di Salvatore Fontana e Mario Abbruzzese. Non una parola contro il sindaco Enzo Salera. Non un’opposizione urlata. Una strategia micidiale quella di Petrarcone: perché non lascia spazio alle polemiche e perché porta il tutto sul piano della responsabilità di governo.

Come ha fatto quando ha solo chiesto al sindaco di fare squadra con tutti. Così come fece lui nel 2012 quando indossava la fascia, per salvare e potenziare il Tribunale di Cassino. Ha chiesto di ascoltare il grido di dolore che viene dal personale medico del Santa Scolastica perché, ha spiegato «quella dell’ospedale è una vicenda seria e grave».

Fontana lancia il tracciante

MARIO ABBRUZZESE E SALVATORE FONTANA

Cauto anche il consigliere Mignanelli che ha però rivolto un nuovo invito al sindaco a non chiudersi a riccio e a collaborare. Come? Convocando anche la consulta dei sindaci.

A strepitare contro l’amministrazione comunale e regionale ci hanno pensato Abbruzzese e Fontana. L’affondo di Fontana. «Il problema è politico, non tecnico. L’ospedale di Cassino è un Dea di primo livello ma in questo territorio si potenzia la sanità privata, quella pubblica non è stata messa al centro di questo territorio. Il sindaco Enzo Salera ha detto che il Santa Scolastica è un fiore all’occhiello, quindi si nasconde la verità».

Chiude Mario Abbruzzese che randella il sindaco senza se e senza ma. «Salera ha un peso politico pari a zero». Primo schiaffo. «Il sindaco sa solo dire che quello che succede è colpa di Mario Abbruzzese. Cosa dobbiamo fare per far capire al primo cittadino che la situazione è grave? Salera deve essere più responsabile del ruolo che riveste. Noi come opposizione Consiglio straordinario del 27 luglio arriveremo con una nostra proposta e pretenderemo un accordo scritto tra Asl e Comune».

Abbruzzese è un diesel. Arriva al terzo colpo, quello finale, con il quale risponde al sindaco e al presidente Barbara Di Rollo. Che in Consiglio gli avevano chiesto perché non si fosse occupato così tanto di Sanità quando era presidente del Consiglio regionale. «Forse Salera non sa che grazie al decreto 80 del 2011 a Cassino sono raddoppiati i posti letto».

Evangelista: so’ ragazzi…

FRANCO EVANGELISTA

Ma il consigliere Franco Evangelista tira in ballo implicitamente anche Abbruzzese nella catastrofe Sanità. E dice: «Io vorrei fare un passaggio politico. E sottolineare che se noi abbiamo questo governo cittadino non è perché loro sono stati bravi e capaci. Anzi Salera era amministratore prima e non fu riconfermato grazie all’abilità politica di Abbruzzese. Ma poi l’egocentrismo della politica ci ha portato a non governare più questa città». Il primo colpo al leader del centrodestra è servito.

E subito arriva il secondo: «Oggi noi non possiamo essere parte attiva e principali attori di questa sanità. Sanità che negli ultimi 25 anni ha visto al governo della Regione Lazio il centrosinistra per 16 anni e il centrodestra per 9 anni. E che è sempre rimasta in uno stato pietoso».

Abbruzzese impugna lo smartphone e fa la parte del finto disinteressato. Fino a quando Evangelista fornisce anche l’alibi all’amministrazione Salera per quanto sta accadendo sulla Sanità. «Questi sono incapaci perché sono giovani, ma noi dobbiamo fare un esame di coscienza. Il sindaco è sempre impegnato in molte cose e sulla sanità dice bugie per colpa della Regione».

Cala il sipario

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