Saldi di Natale: Cartaginese alla Lega, Biancofiore va via

Foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Cartaginese ufficializza l'ingresso nella Lega. Micaela Biancofiore lascia Forza Italia. In bilico Marcello Fiori: gli sono stati revocati gli incarichi. Segnali a Palozzi per tornare. Ciacciarelli 'gradito' dalla Lega

Il Cavaliere è sempre più solo. Non c’è folla intorno all’albero di Natale addobbato dai domestici di Silvio Berlusconi. Va via l’amazzone Micaela Biancofiore, ufficializza l’adesione alla Lega Laura Cartaginese, è rottura con Marcello Fiori, non rientra Adriano Palozzi.

Ufficiale Cartaginese

Il Consigliere regionale Laura Cartaginese è ufficialmente un’esponente della Lega. Nei giorni scorsi aveva chiesto la tessera. Oggi è arrivata. “Annuncio il mio ingresso nella Lega. Ringrazio l’amico ed onorevole Massimo Garavaglia per il sostegno, Claudio Durigon, Francesco Zicchieri e il Capogruppo in Regione Lazio Angelo Tripodi che mi hanno accolto come una persona di famiglia”.

Su Facebook ha postato la sua foto assieme a Matteo Salvini. Accompagnata da un messaggio nel quale spiega di riconoscere nella Lega la sua nuova casa politica. Nella quale “portare avanti le battaglie sostenute in questi 25 anni dentro Forza Italia sul territorio, nelle istituzioni, per il rispetto e l’apprezzamento del ruolo della donna in politica, seguendo quell’ideale di centrodestra dove sono sempre stata e continuerò a stare“.

Non una parola sul suo ex Partito, Forza Italia. Che in Regione a questo punto rimane solo con il capogruppo Pino Simeone ed il consigliere Giuseppe Cangemi. (leggi qui Cartaginese va alla Lega: Forza Italia è quasi sparita).

L’ultima Amazzone

Quest’anno, a fare gli auguri sotto l’albero a Berlusconi non ci sarà nemmeno Micaela Biancofiore: l’amazzone che da 26 anni era la sua più devota sostenitrice.

Micaela Biancofiore © Valerio Portelli / Imagoeconomica

Il messaggio d’addio è arrivato in nottata sui telefonini. «Cari amici, vi comunico le mie dimissioni dal gruppo di Forza Italia e dal Partito nel quale ho militato per oltre 26 anni e che non riconosco più».

Una riflessione politica? Peggio. «Vi sia chiaro che la decisione non è maturata per la mia destituzione da coordinatrice regionale del Trentino ma perché al mio posto, è stata nominata una persona che non é iscritta al Partito, non ha mai mosso un dito per noi, che era in odore di entrare in FdI e che non ha mai versato gli emolumenti. Tutto si può accettare ma non la nomina del demerito».

Un addio pieno di amarezza. «Con la morte nel cuore, ma anche liberata. La Forza Italia nella quale sono nata e cresciuta, non esiste più. Siamo diventati come i grillini, uno vale uno senza distinguo, senza storia, senza rispetto per le persone».

Dicono che se ne andrà. Forse nella Lega. Forse con Mara Carfagna appena avrà definito il suo futuro politico.

In bilico anche Fiori

Non è l’unico sussulto all’interno di ciò che resta della Forza Italia d’un tempo. È in bilico anche il potentissimo Marcello Fiori. È stato uno dei pochi che metteva mano sulle candidature: responsabile nazionale Enti Locali. Da un suo si o no dipendevano i destini dei quadri intermedi.

Marcello Fiori © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

Fino a qualche mese fa era il diretto superiore di Mario Abbruzzese prima che se ne andasse da Forza Italia denunciando il progressivo disfacimento del Partito.

Marcello Fiori in mattinata è stato destituito dall’incarico di coordinatore nazionale Enti Locali e di Commissario per la Regione Marche. A lui si devono i risultati delle ultime Europee e le caselle occupate da Forza Italia all’interno dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia.

Fiori è stato uno di quelli che ha aderito all’associazione varata da Mara Carfagna nei giorni scorsi.

Adriano torna da noi

Voci romane riferiscono di un tentativo per riportare a casa Adriano Palozzi, l’ex vice presidente del Consiglio regionale del Lazio che ha lasciato il Partito nei mesi scorsi approdando a Cambiamo di Giovanni Toti.

Le indiscrezioni parlano di segnali inviati in quella direzione, lasciando capire che la porta è aperta. Ma Paolozzi non sembra minimamente intenzionato a tornare sui suoi passi. Sulla sua bacheca ci sono ancora i simboli arancione e blu del Partito, dieci giorni fa ha postato la foto del comitato realizzato a Mogliano veneto.

Il silenzio di Pasquale

Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli

Silenzio assoluto invece da Pasquale Ciacciarelli. Il presidente della commissione Cultura della Regione Lazio l’altra sera ha riunito a cena i fedelissimi per fare gli auguri di Natale. Non ha commentato le indiscrezioni che lo vogliono sulla rotta della Lega: se ne parla a Roma e non le ha smentite nemmeno il suo mentore politico Mario Abbruzzese (leggi qui Ciacciarelli alla Lega, il caso Ottaviani, la caduta di Cassino: le verità di Mario eleggi anche Ciacciarelli alla Lega. Lui nega: “Voci infondate”).

Indiscrezioni romane dicono che sull’operazione ci sia il placet di tutta la catena gerarchica: dai parlamentari locali fino al coordinatore Claudio Durigon.

Una mossa che imporrebbe a Mario Abbruzzese di ridefinire il proprio ruolo: se davvero vuole stare in panchina, come sostiene da settimane, non potrà essere più quella di Cambiamo. Un sacrificio inevitabile se vuole spianare realmente la strada alla generazione successiva.

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