Il centrodestra che non c’è va avanti alla giornata

Il tavolo della coalizione non si riunisce mai. Ruspandini (Fratelli d’Italia) pensa a Ceccano, Gerardi (Lega) a Pontecorvo. Forza Italia è stretta all’angolo dagli alleati, nessuno guarda agli scenari futuri. E il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani non starà a guardare.

Nonostante i ripetuti annunci, nonostante la formula che nei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti la coalizione non è obbligatoria, la riunione del centrodestra provinciale continua a slittare. In provincia di Frosinone nessuno ha voglia di farla, nessuno intende ragionare in termini di coalizione. Ma soltanto di “caselle”, che è un’altra cosa.

Francesco Zicchieri (Lega) e Massimo Ruspandini (FdI)

In realtà ognuno guarda al proprio orticello e non si preoccupa minimamente di una visione complessiva. Il senatore Massimo Ruspandini, leader “maximo” di Fratelli d’Italia, aveva ed ha una preoccupazione sola: vincere al Comune di Ceccano. Per questo ha riproposto Roberto Caligiore dopo averlo sostanzialmente fatto sfiduciare. Francesca Gerardi, coordinatrice della Lega, vuole battere Anselmo Rotondo a Pontecorvo.  Il resto viene dopo. Anni luce dopo.

Quanto a Forza Italia, la situazione è la seguente: il vicecoordinatore regionale Gianluca Quadrini è stato affiancato da tre commissari provinciali, Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli. Ma lo schema non funziona, perché non c’è un coordinamento e questo vanifica sul nascere la possibilità di azioni comuni ed unitarie. Claudio Fazzone ha prestato fede alle lamentele che gli sono arrivate per settimane: “Noi non facciamo niente perché fa tutto Quadrini, è lui a toglierci il ruolo”; così è partito l’input: i commissari curino i loro territori e Quadrini si limiti ai temi provinciali ed alla supervisione. Risultato? Peggio di prima: zero riunioni, zero adesioni, zero iniziative, restano solo quelle organizzate e fatte da Quadrini.

Ma il centrodestra ha pure altre preoccupazioni, a cominciare dalla riconferma delle candidature degli uscenti. Al Parlamento e alla Regione. Non sarà semplice considerando il taglio di 345 seggi parlamentari e la nuova legge elettorale che si prospetta.

Gianluca Quadrini

Nella Lega ci sono Claudio Durigon, Francecso Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa, in Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini. Poi, alla Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli, sempre del Carroccio. Ma gli altri non vogliono restare a guardare. Non Forza Italia, ma neppure il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, del Carroccio. E neppure Antonello Iannarilli e Alessia Savo, ora in Fratelli d’Italia.

Il rischio è che si moltiplichino gli scontenti preventivi nei vari Partiti del centrodestra. Però poi bisognerà votare ovunque: Frosinone, Alatri, Sora, Veroli, Anagni. Oltre alla tornata della prossima primavera.

Il motivo per il quale la coalizione non viene convocata è evidente: Lega e Fratelli d’Italia vogliono piazzare i loro candidati mettendo gli “azzurri” davanti al fatto compiuto. Ma così non si andrà da nessuna parte. E poi c’è il problema più grande: non ci sono spazi per tutti per le candidature di Camera e Senato. Nemmeno per la Regione Lazio. Il primo a capirlo è stato il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che infatti ha smorzato gli entusiasmi.

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