Il ciclo dell’eterno ritorno di Berlusconi e l’ennesimo richiamo all’Altra Italia

L’annuncio di candidarsi alle europee, sull’ennesimo predellino, sancisce il trionfo del cerchio magico. Antonio Tajani in questo schema è blindato. Ma a naufragare sono le aspettative di chi, come Nicola Ottaviani, pensava ad un cambio di rotta vero.

Dunque, il ciclo dell’eterno ritorno di Silvio Berlusconi continua. Si candida di nuovo, per senso di responsabilità (sottolinea lui stesso) e per provare ad accelerare la caduta del governo gialloverde.

Stavolta alle europee. Lo fa citando Don Sturzo, ma anche l’Altra Italia, il vero punto di riferimento da oltre un anno di un progetto che è sempre lo stesso ma che assume connotazioni nuove.

In una lettera al direttore del Corriere della Sera, Berlusconi scrive:

“Penso davvero che un nuovo appello ai “liberi e forti”, a cento anni da quello di Sturzo e a 25 anni dalla fondazione di Forza Italia, sia oggi di drammatica attualità. E suona pressappoco così: «A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo», scrisse Don Sturzo «a tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti», all’altra Italia — aggiungo io — che alla politica chiede serietà e sobrietà, competenza e onestà, coerenza ed esperienza, anche io oggi ritorno a chiedere di scendere in campo, prima che sia troppo tardi, di fronte ai rischi del sovranismo, del pauperismo, dello statalismo, del giustizialismo che si ripropongono in forme nuove ma ancor più pericolose del passato.

Oggi come allora, di fronte a grandi sfide e a grandi pericoli, per tornare a costruire un futuro di responsabilità, di crescita e soprattutto di libertà è indispensabile un’alta risposta civile e morale della parte migliore dell’Italia.

Io ci sono, Forza Italia c’è. Vi aspettiamo”.

Torna dunque il tema dell’Altra Italia, anche se Berlusconi stavolta usa la lettera minuscola, magari per non dare troppo nell’occhio. In realtà  non è cambiato e non cambia nulla. La sua discesa in campo vuol dire che sarà capolista in tutte le Circoscrizioni, che cercherà di usare ancora una volta il traino del cognome.

Accanto a lui ieri, ad assistere all’ennesimo predellino, tutte le componenti del “cerchio magico”. Naturalmente in questo schema Antonio Tajani, numero due del partito e presidente del Parlamento europeo, recita da protagonista. Dopo Berlusconi c’è lui.

Per il resto è messaggio è chiaro: non cambia nulla. A questo punto bisognerà davvero vedere quali saranno le scelte di politici come il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che peraltro da mesi ha capito che si andrà avanti in questo modo.

Forza Italia è solo Silvio Berluscponi. Non cambierà nulla. E adesso tutti facciano le scelte che ritengono più opportune.

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