Il commercio disonesto che sfrutta le famiglie

L'impennata nei prezzi del gas, gli aumenti dei generi alimentari: solo in parte sono dovuti alla guerra. Dietro c'è anche una speculazione. Fatta sulle tasche della povera gente

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Voi che calpestate il povero

e sterminate gli umili del paese,

voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio

e si potrà vendere il grano?

E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,

diminuendo l’efa e aumentando il siclo

e usando bilance false,

per comprare con denaro gli indigenti

e il povero per un paio di sandali?

Venderemo anche lo scarto del grano”».

Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:

«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere». (Amos 8, 5-7)

Le parole del profeta Amos, scritte quasi 800 anni prima di Cristo, sembrano quelle di un contestatore del mondo dominato dai mercanti, che si mascherano da buoni “credenti”, da persone rispettabili. E che invece poi non hanno alcun rispetto della vita umana, sacrificandola al demone del profitto.

È impressionante l’attualità della descrizione: il mercante disonesto è lì che attende che passino le lunghe ore del sabato, nelle quali deve mostrare a tutti di essere un pio ebreo, per cominciare, subito dopo, a brigare, ad imbrogliare sui contratti, sui pesi, sulle misure, ad utilizzare soldi falsi…

Il commercio disonesto

Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

Sembra di essere in uno di quei film americani che ci narrano delle truffe miliardarie negli ambienti della finanza. D’altronde, l’autore del libro di Apocalisse, 9 secoli dopo, metterà il commercio disonesto alla pari della guerra, della carestia e della peste: i 4 cavalieri dell’Apocalisse, appunto inviati a devastare la terra.  

Il profeta Amos stigmatizza il comportamento di questi farabutti, che arrivano a comprare gli indigenti per denaro e i poveri per un paio di sandali

Quante persone sono costrette a delinquere dalla fame, dalla mancanza di un lavoro dignitoso, dalla necessità di pagare una rata del mutuo… Quante sono costrette a comportamenti infamanti perché sono state imbrogliate da farabutti che li hanno illusi, basandosi sulla fiducia che avevano loro instillato. E quante donne vengono ridotte in schiavitù dopo essere state illuse con promesse di lavoro, quanti migranti sono sfruttati da scafisti senza scrupoli e da datori di lavoro che li utilizzano come schiavi a due passi dalle nostre case.

Affaristi sulla fame e la guerra

Foto © МВС України

Venderemo anche lo scarto del grano… Quanti produttori di grano nel mondo hanno esultato per l’invasione dell’Ucraina. Li vediamo già nei loro uffici mentre si strofinano le mani pensando alle grandi opportunità di profitto che una guerra suscita. Lo avevano già fatto i costruttori edili al momento del terremoto dell’Aquila e non solo…

Ma Amos li ammonisce: Il Signore non dimentica

Mi sembra di riascoltare il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993, rivolto ai mafiosi. Disse: “Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane: convertitevi! verrà il giudizio di Dio”.

La Parola sovrabbonda di situazioni di questo genere: nel libro dei Salmi più volte di mettono a confronto le vite di coloro che si sono arricchiti illegalmente con quelle di coloro che invece seguono la via indicata da Dio. Il salmista mette in guardia dal pericolo: non li imitate!, La loro ricchezza è effimera, scomparirà con loro. E’ un rischio molto forte: l’attrattiva del potere, della ricchezza illecita può essere elemento decisivo nella nostra vita e portarci a compiere errori che possono costare cari a noi stessi e alle nostre famiglie. Cerchiamo di essere il vanto di Giacobbe!

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