Il Comune è in bilico: Forza Italia pronta a salutare

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Il Comune di Itri rischia di saltare. la situazione tra Forza Italia ed il sindaco è ad un punto di non ritorno. Tutta colpa di un terreno. Che ha innescato uno scontro politico ferocissimo. Ma dietro potrebbe esserci una precisa scelta di campo

Sull’orlo del precipizio. La consiliatura al comune di Itri rischia di finire in anticipo. I rapporti tra Forza Italia ed il sindaco Antonio Fargiorgio siano giunti al capolinea ormai da tempo. Ma ora rischiano di toccare il punto di non ritorno. Il momento della verità è stato calendarizzato alle ore 11 di lunedì 26 aprile.

Il nodo del Bilancio

Quel giorno la Giunta sarà chiamata ad approvare il Bilancio di previsione 2021. È il check politico prima del ‘visto’, amministrativo del Consiglio comunale. Che dovrà dare il suo voto entro venerdì 30 aprile. Se non ci sarà il supporto di Forza Italia il Bilancio non verrà approvato. E in quel caso, a distanza di cinque anni, ci sarebbe il ritorno del commissario prefettizio in municipio.

Il municipio di Itri

Il rischio è concreto perché mercoledì ci sono già state le avvisaglie di un clamoroso crash, replicate appena nelle ore scorse.

Forza Italia in Consiglio è rappresentata dai consiglieri Serena Ciccarelli (che è anche assessore ai Lavori Pubblici), Nicola Orlando Di Fazio e Stefania Saccoccio (da alcuni mesi siede anche nel consiglio provinciale). Venerdì mattina l’esecutivo avrebbe dovuto approvare la manovra contabile ma gli assessori di Forza Italia hanno detto di no. O meglio di attendere. Un semaforo rosso che è stato acceso da Serena Ciccarelli e dal vice sindaco Andrea Di Biase.

È in atto ancora una fase di discussione” ha ammesso Andrea Di Biasio. “Ci sono diverse di vedute che riguardano la materia tributaria ed il contenuto del Piano triennale delle opere pubbliche”.

I numeri li ha Forza Italia

La delegazione azzurra nella riunione di venerdì ha fatto pesare la sua importanza. Sapeva che la Giunta non avrebbe potuto approvare il Bilancio. Il motivo? Semplice, il sindaco Antonio Fargiorgio ed il fedele assessore al ramo Giovanni Colucci non erano sufficienti a mantenere il numero legale della seduta. E la strategia “al rialzo” di Forza Italia è stata resa possibile dalle assenze degli assessori Mario Di Mattia (Lega) – impegnato nel turno di infermiere in ospedale – e Tiziana Ialongo (Pd ma molto vicina al sindaco  di Itri) che per un disguido di natura personale non aveva risposto all’appello della segreteria Margherita Martino.

L’Aventino politico di Forza Italia si era, di fatto, realizzato il pomeriggio precedente in Consiglio comunale. Si svolgeva in seconda convocazione perché ventiquattrore prima era mancato il numero legale: troppo pochi i consiglieri presenti per considerare valida la seduta. Alla maggioranza Fargiorgio era mancato il consigliere Silverio Sinapi.

Serena Ciccarelli (Foto: Enrico Duratorre)

L’ordine del giorno era squisitamente tecnico. Sei punti, propedeutici all’approvazione del bilancio 2021 entro il 30 aprile. Il colpo di scena si è verificato al momento dell’approvazione del quarto argomento che, leggendolo, avrebbe provocato soltanto una noia da morire: la presa d’atto della restituzione di alcuni terreni da parte dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Questa presa d’atto è diventata, invece, un caso, politico e personale, tra il sindaco e l’assessore ai Lavori Pubblici Serena Ciccarelli. Uno dei più importanti ed influenti (sinora) della squadra di governo itrana.

La delegata è vicinissima alle posizioni del consigliere regionale e presidente della commissione Sanità Pino Simeone. Ha proposto una mozione che per il sindaco Fargiorgio è stata “peggio di una coltellata alle spalle, per la sorpresa delle stesse minoranze Fdi, progressiste e pentastellate.

La coltellata di Serena

L’assessore Ciccarelli cosa chiedeva? Tutto e niente. Proponeva, contrariamente alla posizione del sindaco Fargiorgio, che tutti i terreni un tempo in odore di criminalità organizzata venissero restituiti agli originari proprietari. Perché? Sosteneva che lo richiedesse con una dettagliata comunicazione proprio l’agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie.

Lo scontro tra l’assessore di Forza Italia ai Lavori Pubblici ed il sindaco c’è stato perché il capo dell’amministrazione comunale chiedeva una deroga per un solo terreno, in località San Cristoforo, attiguo ad un’area archeologica dove, al termine di una campagna di scavi, è stato rinvenuto un santuario in onore di Ercole.

Mattia Punzo

Non facciamo figli e figliastri” ha ribattuto l’assessore Ciccarelli. “Assolutamente no, il Comune – le ha replicato Fargiorgio- ha bisogno di questo terreno perché è di fondamentale importanza per realizzarvi una strada di collegamento ed un parcheggio a servizio di questa zona nel momento in cui diventerà un’attrazione turistica”.

Sono volate scintille tra la delegata di Forza Italia ed il sindaco Fargiorgio. Perché, al di là della mera questione tecnico-amministrativa e di un futuribile esproprio “non mi sarei mai aspettato questo colpo basso da Serena. Me ne poteva parlare. Le avrei spiegato che in base all’articolo 46 del Codice antimafia gli enti locali, come i Comuni, possono trattenere il bene e liquidare per equivalente il legittimo proprietario. Il mio assessore avrebbe potuto sapere, se mi avesse interrogato, che gli uffici del Comune hanno contatto Efrem Romagnoli, il presidente dell’ordine dei commercialisti di Latina che, in qualità di coordinatore della procedura dell’iniziale confisca, ha ricevuto una nostra richiesta per determinare la stima, il valore, di quel terreno. E invece….”.

Frittata politica

Invece, la frittata politica all’interno della maggioranza è stata completata tra lo stupore e  l’incredulità delle minoranze che partecipavano in videoconferenza al Consiglio Comunale.

La spaccatura con Forza Italia è stata poi sugellata dai numeri che, in politica, contano eccome. La mozione della Ciccarelli, messa ai voti, non passava. Quella della maggioranza sì ma i tre consiglieri di Forza Italia si astenevano insieme alle minoranze di centro sinistra, di Fdi e del M5S. 

Il sindaco Fargiorgio ha dovuto incassare un brutto colpo. Nel senso che al Comune di Itri per le sempre più agguerrite opposizioni, in questo momento “la mano destra non sa quel fa la mano sinistra”. 

A cinque mesi dal voto amministrativo lo spettro dello scioglimento del Consiglio comunale di Itri ora è dietro l’angolo. Il fuoco che covava sotto la cenere tra il sindaco e l’alleato Forza Italia è affiorato in maniera dirompente alimentando un incendio che non potrà essere domato in tempo. O almeno.

La strategia di Forza Italia

Antonio Fargiorgio

Fargiorgio ha capito che Forza Italia da mesi sta cercando, attraverso la routine amministrativa, di sganciarsi dalla sua maggioranza e dalla coalizione elettorale in fase di riadattamento. Forza Italia starebbe compiendo quel percorso di avvicinamento alla candidatura dell’odiato ex sindaco Dc e di Alleanza Nazionale Giovanni Agresti.

Il sindaco di Itri ha messo anche in conto, nella peggiore delle ipotesi, di terminare anticipatamente il suo mandato di governo. È convinto, tuttavia, che il Bilancio sarà approvato dal Consiglio entro il 30 aprile e lunedì dalla Giunta dove “mi hanno assicurato la loro presenza gli assessori Di Mattia – lo hanno assicurato i vertici della Lega – e Ialongo”.

Ma ha lanciato un guanto di sfida ai suoi due assessori di Forza Italia. “Votino come crederanno più opportuno. Ma se parteciperanno alla seduta di Giunta vorrei tanto guardarli negli occhi. Questo coraggio ce l’ho, degli altri non rispondo..” (Leggi qui Il quinto in lizza è De Santis, outsider in cerca di vendetta).

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