Il consigliere destabilizza il sindaco: «Ora mi tocca un assessore. E lo voglio»

Verso due soluzioni per la Farmacia Comunale di Sora. E poi una commissione: per far scegliere a maggioranza ed opposizione, insieme, la via migliore per la città

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Si faccia un bando per riassegnare il 49 per cento della Farmacia comunale a un socio privato oppure si venda la quota comunale. Io sosterrò soltanto una soluzione che non porti alla chiusura“. Perentoria e chiara, dopo la riunione dell’altra sera, la posizione della consigliera di maggioranza Floriana De Donatis.

Il Consiglio Comunale di Sora

Che torna anche sulla vicenda del rimpasto: “mi sarei fatta carico dell’assessore Sandro Gemmiti (rimasto senza consigliere di riferimento in Aula da quando il dottor Augusto Vinciguerra è passato all’opposizione, NdA) solo se in Giunta non fosse variato nulla. Ma ora che un assessore è stato sfiduciato da un consigliere comunale e sostituito con un altro, anche la mia lista “Sora che verrà” ha diritto di essere rappresentata in Giunta. È la seconda per voti fra quelle che compongono la maggioranza del sindaco“.

Ottobre, temperatura in salita

Che per l’Amministrazione comunale di Sora sarebbe stato un autunno “caldo” si era compreso già da qualche settimana. Ora la presa di posizione dell’esponente della maggioranza rende ancora più chiara la delicatezza del momento. 

Il suo punto di vista circa la gestione della farmacia comunale è chiaro. Paradosso vuole che sia più vicino a quello dell’opposizione. Il che ha legittimato la convinzione che Floriana De Donatis sia pronta a sostenere la proposta delle minoranze. E’ vero?

La farmacia comunale di Sora

Non so cosa farà l’opposizione. Voglio vedere le proposte del sindaco. L’altra sera in riunione di maggioranza ha parlato di due soluzioni che vorrebbe proporre a noi e all’opposizione. Vorrebbe costituire una commissione composta da maggioranza e opposizione per analizzare quelle due possibili soluzioni, che ovviamente non sono state ancora rese note. Così facendo il sindaco punterebbe a raggiungere un punto di sintesi più condiviso possibile. Pertanto non posso dire ora quale linea sposo, perché devo ancora vedere quali sono le proposte”. 

Ma, di fatto, una scelta di metodo l’ha già fatta….,

Non voglio la chiusura della farmacia quindi alla fine sceglierò la soluzione che va in questo senso”. 

Quindi la consigliera De Donatis non si preclude alcuna soluzione. Il sindaco ha parlato di riscoperta dello scopo sociale dell’attività al posto della gestione “privatistica”, come è quella attuale. Come se ne esce? 

Il titolo farmaceutico è tenuto dalla società “Farmacia comunale srl”, formata dal Comune con il 51% delle quote e da una parte privata con il 49%. Si tratta di una società mista pubblico-privata, regolata da una normativa nuova rispetto a quella in vigore in passato. Il decreto legislativo 175 del 2016, che all’articolo 17 regola le società miste pubblico-private, prevede che la quota del socio privato venga assegnata tramite bando. A questo punto le soluzioni potrebbero a mio avviso essere due: che la quota privata venga riassegnata con bando pubblico oppure che il Comune venda la propria quota e quindi la farmacia diventi privata. E, in quest’ultimo caso il Comune potrebbe utilizzare gli introiti per nobili cause. Lo scopo sociale della farmacia potrebbe essere salvaguardato destinando gli utili ai servizi sociali”.

E il privato?

Se si arrivasse alla decisione di vendere, il dottor Manetta, attuale socio privato, andrebbe liquidato. E gli andrebbe permesso di partecipare alla gara per acquisire la farmacia”.

A proposito invece del rimpasto di Giunta, circolano voci secondo cui lei non sarebbe disposta ad “accollarsi” l’assessore alla Cultura Sandro Gemmiti, orfano di lista dopo che Vinciguerra è passato all’opposizione.
Al centro l’assessore Gemmiti

Quando è emersa la necessità di un rimpasto di Giunta da parte di alcuni, non da parte mia, anch’io ho proposto un assessore in quota alla mia lista “Sora che verrà” – oltretutto seconda della coalizione per consensi raccolti – e ho anche fatto un nome. Non mi è stato dato perché si è deciso di non far ruotare le deleghe. E, siccome la mia lista non ha assessore, dargliene uno avrebbe significato spostare una delega e quindi farla ruotare. Non ho mai dichiarato di essermi fatta carico di Gemmiti. Avrei anche potuto sostenere Gemmiti, a condizione che non si fosse mosso nulla. Ma, visto che dopo un mese si assiste a un assessore sfiduciato da un consigliere non è vero che non si è mosso nulla. E nel momento in cui si cambiano le carte in tavola io torno sulla mia tesi. Perché la mia lista non dovrebbe avere un assessore?‘”

Un interrogativo politicamente “pesante” quello posto dalla consigliera De Donatis se è vero che il metodo scelto è quello da Manuale Cencelli per cui ogni gruppo consiliare sceglie il proprio assessore indicandolo al sindaco, come del resto ha fatto l’altro giorno Alessandro Mosticone.