Il coraggio delle donne che può rilanciare il Partito Democratico

All’inizio fu Maria Spilabotte, poi ci sono state Sara Battisti, Valentina Calcagni, Alessandra Sardellitti, Francesca Cerquozzi, Stefania Martini, Barbara Di Rollo, Sarah Grieco, Maria Paola D’Orazio, Antonella Di Pucchio. E se partisse da loro la rinascita a livello provinciale?

Circa due anni fa, quando i big del Pd, malgrado gli appelli dell’allora segretario cittadino Norberto Venturi, restarono lontani dall’impegno in prima persona, soltanto la senatrice Maria Spilabotte si candidò come consigliere comunale. Ottenendo un buon risultato, anche se non riuscì ad essere eletta.

Ma dimostrò coraggio, sacrificio e solidarietà.

Qualche settimana fa, mentre l’intero gruppo Pensare Democratico di Francesco De Angelis si posizionava su Bruno Astorre per la segreteria regionale del Partito, il consigliere regionale Sara Battisti alzava la manina per dire, in sede di assemblea provinciale, che lei no. Che lei stava con Claudio Mancini, per la comune appartenenza all’area di Matteo Orfini.

Valentina Calcagni, pasionaria della componente renziana, non ha avuto problemi a partecipare alla riunione della Leopolda. Anche quest’anno che Matteo Renzi è un semplice senatore.

Recentemente a Veroli, presso la Galleria La Catena, è venuto Marco Minniti a presentare il suo libro. In Ciociaria, roccaforte di Francesco De Angelis (posizionato su Zingaretti), non tutti se la sono sentita di farsi vedere. Anche se l’impronta culturale dell’evento in ogni caso era prevalente rispetto al dato politico. Però in prima fine le donne c’erano: Alessandra Sardellitti, Francesca Cerquozzi, Stefania Martini.

Esiste nel Partito Democratico una componente “rosa” molto agguerrita. Nella quale ci sono pure Barbara Di Rollo, Sarah Grieco, Alessandra MaggianiMaria Paola D’Orazio, Antonella Di Pucchio.

Donne forti, competenti, autorevoli, coraggiose. Perché non pensare ad una di loro per il ruolo di prossimo segretario provinciale del Pd?