Il frastuono delle piazze per coprire la marcia indietro sulla manovra economica

Sabato Cinque Stelle a Torino e Lega a Roma per due manifestazioni diverse che hanno un obiettivo unitario sul piano della comunicazione: far passare in secondo piano l’Indietro Tutta sul 2,4%. Intanto il consiglio comunale di Roma (grillino) molla uno schiaffo in pieno volto a Salvini sul decreto sicurezza.

L’idillio gialloverde si è rotto, ma Cinque Stelle e Lega hanno ancora due cose in comune che tengono saldo l’asse: la comunicazione e l’assoluto bisogno di nemici da esibire al popolo urlante.

Schiaffo 5 Stelle a Salvini

Intanto però un nuovo schiaffo in pieno viso è arrivato in queste ore al leader del Carroccio Matteo Salvini. Direttamente dal consiglio comunale di Roma, con l’approvazione da parte dell’aula Giulio Cesare di una mozione che impegna la sindaca Virginia Raggi a “chiedere al ministro dell’Interno e al Governo di aprire un confronto istituzionale con Roma e le città italiane per valutare le ricadute concrete del decreto sicurezza in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori“. 

Un’iniziativa durissima, adottata, dicono i ben informati, con il via libera del vicepremier Luigi Di Maio. La mozione è stata approvata da quasi tutto il gruppo consiliare pentastellato: 22 consiglieri su 28. Mette in discussione il Decreto che è una bandiera per la Lega. Ma che per i consiglieri comunali grillini di Roma metterà sulla strada circa mille migranti, togliendoli – dalla sera alla mattina – dal sistema di protezione Sprar. E trasformandoli in fantasmi.

M5s contro Lega contro M5S

Una maggioranza di governo che più dissociata da se stessa non potrebbe essere. Come dimostra il fatto che sabato, Cinque Stelle e Lega faranno delle rumorose scampagnate in piazza.

I grillini saranno a Torino, al fianco della sindaca Chiara Appendino, per manifestare contro la Tav, riunendo tutti i comitati e le associazioni contrarie all’opera. Una prova di forza in piazza per i Cinque Stelle, che suona come un no alle aspettative del mondo imprenditoriale del nord, quello che ha sostenuto la Lega e che adesso è critico nei confronti del Carroccio per la difficoltà a mantenere certi impegni sul piano degli investimenti.

A Roma invece la Lega di Matteo Salvini manifesterà sull’onda di una folla che si preannuncia oceanica. Immancabile l’individuazione del nemico. Anzi, dei nemici. Con la riuscitissima formula del “lui non ci sarà”. D’altronde è così da sempre. Cinque Stelle e Lega hanno bisogno di nemici per parlare alle rispettive truppe: in questo caso da Matteo Renzi a Roberto Saviano.

Ciao quota 100

Lontano dai riflettori, un sempre più inquieto Giovanni Tria pensa alle dimissioni per non passare da capro espiatorio e il premier Giuseppe Conte tratta con l’Europa per una diminuzione dal 2,4% al 2,2%. E forse al 2%.

Probabilmente sia il reddito di cittadinanza che “quota 100” slitteranno di qualche mese. Per guadagnare qualche risorsa in avvio 2019. Però il problema è che l’Unione Europea guarda alla traiettoria di lungo periodo (3 anni). Risparmiare all’inizio per poi “bruciare” tutto successivamente non è un’operazione che Bruxelles farà passare.

Intanto però il Governo si prepara alla marcia indietro sui conti dopo le assicurazioni all’insegna del “tiro dritto” e  del “me ne frego”.

Perciò le due piazze. A Torino e a Roma. Affinché il frastuono e la mobilitazione guadagnino le prime pagine degli odiati giornali e le aperture di tutti i telegiornali. Coprendo il fallimento dell’Indietro tutta sulla manovra.

Il piano di comunicazione sostituisce la strategia politica.