Il Frosinone è andato in riserva. La sosta per fare il pieno di idee

Due punti in 3 gare contro gli 8 nelle precedenti 4 certificano la flessione dei giallazzurri. La sconfitta col Cittadella ha interrotto una serie utile che durava da 10 turni. Ma niente drammi: il ko ci può stare per una formazione che ha iniziato un nuovo percorso. Continua il tabù-Stirpe

Alessandro Salines

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Incidente di percorso? Giornata storta? Campanello d’allarme? Segnale che si deve ritornare con i piedi per terra? O cosa? La sconfitta col Cittadella, la prima in questo campionato, apre il dibattito. Di sicuro non si devono fare drammi: un ko ci può stare per una squadra molto rinnovata, che ha iniziato un nuovo progetto ed ha come obiettivo la salvezza. (Leggi qui la cronaca: Il Frosinone non è imbattibile: con il Cittadella è 0-1; qui la pagella: Il Giudizio Universale: Frosinone – Cittadella 0-1)

Il Frosinone di Grosso  comunque finora aveva convinto al di là dei risultati. Contro i veneti invece la squadra non ha dato le stesse sensazioni. E’ apparsa insicura e sono emerse alcune lacune sulle quali si dovrà lavorare. Certo nella sfida degli episodi non è stata fortunata e poi l’avversario era forse il peggiore da affrontare in un momento un po’ così. “E’ stata una partita tosta – ha spiegato Fabio Grosso – Nei primi 40’ non abbiamo rischiato nulla ma poi nel finale la squadra ha mollato e il Cittadella ha avuto 2 occasioni. Non siamo ripartiti con il piede giusto e quando a questo avversario concedi il vantaggio diventa complicato rimediare. Peccato perché penso che avevamo approcciato bene con diverse palle-gol. E se segni la partita si mette in un modo. Ma se non ci riesci la gara può prendere un’altra piega. Rammaricati dal risultato ma guardiamo avanti e proveremo a fare meglio dalla prossima”.

Peccato perché la sconfitta interrompe una serie positiva che tra vecchia e nuova stagione durava da ben 10 turni. Adesso il campionato si ferma. Si ripartirà sabato 16 dalla trasferta di Cosenza. E sarà un esame importante.

CASA… AMARA CASA

Fabio Grosso

Contro il Cittadella era attesa la prima vittoria interna della stagione ed invece è arrivata la prima sconfitta in generale. Il Frosinone continua a faticare allo “Stirpe” pure se bisogna sottolineare che non perdeva dal 20 marzo (0-3 col Lecce) e Grosso era pure imbattuto. Un solo successo nel 2021 (1 maggio, 3-1 al Pisa) in 15 gare la dice lunga sul rendimento deludente tra le mura amiche che sta proseguendo anche in questa nuova stagione.

E’ difficile capire come mai i canarini non riescano  ad ingranare allo “Stirpe” dove sempre nell’anno solare hanno collezionato 5 sconfitte e 9 pari. La squadra ciociara ha raccolto di più in trasferta: già 2 vittorie nel torneo in corso, nell’anno solare sono state 6. “Io non ho visto una formazione bloccata – ha osservato Grosso – Ho visto una squadra che è uscita dal campo sconfitta e quando si perde si cerca di vedere sempre tutto nero. Siamo delusi dal risultato ma sappiamo di aver fatto delle buone cose anche oggi. Se fossimo stati in grado di segnare, ci sarebbe stato uno svolgimento diverso. E nel primo tempo potevamo andare al riposo avanti noi”.

LA FLESSIONE DEL FROSINONE

Il risultato di sabato frena il Frosinone. Ancor di più perché arriva dopo 2 pareggi di fila. Insomma 2 punti in 3 gare sono pochi dopo averne conquistati 8 in 4. La flessione è nei numeri ed è indiscutibile.

È chiaro che siamo alla settima giornata e quindi i bilanci sono relativi. Il cambio di modulo (dal 4-3-3 al 4-4-2) non ha pagato moneta pesante. Una mossa che nessuno s’aspettava considerando che il Frosinone aveva giocato sempre bene col 4-3-3.

Grosso, come d’altronde aveva fatto intendere, ha cercato d’impostare la gara sull’avversario. Troppo forse, preoccupato di non farsi attaccare alle spalle. Ed invece la squadra si è snaturata perdendo più di qualche certezza. Il Frosinone inoltre è stato meno brillante sotto il profilo atletico. Qualche giocatore inizia a risentire degli impegni ravvicinati (4 gare in 16 giorni) o di una condizione non ancora ottimale. Alcuni elementi poi non hanno mai rifiatato: Zampano, Gatti, Szyminski, Boloca e Ciano. Poche rotazioni: col Cittadella solo un cambio (Novakovich per Rohden) nell’undici iniziale.

Stesso discorso nelle precedenti partite. Eppure la rosa è ampia come è stato detto e ripetuto più volte. Ma evidentemente non tutti gli effettivi si sono integrati completamente e non hanno lo stesso livello di condizione (Novakovich è uno degli esempi più lampanti). L’obiettivo dunque deve essere quello di portare l’intero organico sul medesimo piano. La profondità del gruppo è fondamentale. Prendete la difesa: oggi appare corta e Gatti è entrato in diffida. Bisogna accelerare l’inserimento di Casasola in campo solo per 22’ spalmati in 2 gare.  Idem  Koblar, Bevilacqua e Klitten finora ai margini.

La sosta potrà aiutare. “Vogliamo recuperare tutti – ha detto Grosso – Più siamo e più c’è scelta. Cercheremo di rimettere dentro tutte le forze, compresi i ragazzi che attualmente sono infortunati”. Il riferimento è a Maiello e Charpentier. 

LA DURA LEGGE DEL GOL

Foto: Mario Salati / Alessioporcu.it

Ancora una volta il Frosinone non è stato concreto sotto porta. Soprattutto nel primo tempo ha fallito qualche ghiotta occasione che poteva cambiare il corso della sfida. Un difetto evidenziato anche nelle altre partite.

La formazione canarina ha realizzato 8 reti e tra le prime 8 del campionato è quella che ha segnato meno. Ed è significativo inoltre che in rete siano andati 8 calciatori diversi.  Il gol insomma sta diventando un problema in un campionato equilibrato dove le chance vanno capitalizzate.

Grosso è consapevole di questa lacuna: “Dobbiamo crescere sotto questo aspetto – riconosce il tecnico – Abbiamo fatto una ripartenza nella quale eravamo 4 contro 3 ma non abbiamo trovato il tempo per calciare. Poi un pallone di Zampano per Novakovich che ha calciato di poco fuori”. Non sarà facile trovare soluzioni in una squadra che tra l’altro non ha il classico bomber da 15-20 gol. Tra tutti gli attaccanti a disposizione solo Novakovich la stagione scorsa è andato in doppia cifra (11 reti di cui 3 all’ultima giornata che non aveva valore di classifica). Gli altri: Garritano si è fermato a 9 gol tra campionato e playoff, Satariano a 6 nella Premier maltese, Canotto a 5, Zerbin a 5 in Serie C, Ciano e Manzari (in C) a 3 e  Cicerelli a 2 (Tribuzzi e Charpentier non hanno segnato).

La speranza è che una delle punte possa esplodere e che poi arrivi il contributo di reti da parte dei centrocampisti e dei difensori.

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