Il futuro di Cassino: Elkann non parla più di Automotive

La lucida analisi sui numeri Fca e l'allarme per Cassino. Ma ci sono elementi che nessuno ha considerato. Elkann non parla di Automotive ma di Mobilità Sostenibile: è proiettato nel futuro. Cosa vuol dire. E quali conseguenze potrebbe portare per Cassino

Ferdinando Uliano è un sindacalista di vecchio stampo e moderna applicazione. Ha il rigore del passato e la flessibilità dei tempi moderni. La sua preparazione gli ha spalancato le porte della Segreteria nazionale di Fim, la federazione dei Metalmeccanici Cisl. Nelle ore scorse ha fornito una delle più lucide e dettagliate analisi sullo stato in cui versa la produzione del gruppo Fca in Italia.

Senza ricorrere a toni drammatici, senza disegnare scenari apocalittici: ha lasciato che fossero i numeri a parlare. Individuando l’immensa capacità di ripresa della nostra industria automobilistica (capace di recuperare in in trimestre da un -35% di giugno e da un -27% a settembre). Indicando l’anello debole nella catena: Cassino Plant è uno stabilimento premium che lavora appena al 10% delle sue possibilità.

La grinza di Uliano

Ferdinando Uliano

C’è solo una grinza nel suo ragionamento. Sta nel passaggio in cui indica la via per la salvezza dello stabilimento: chiede a Stellantis di investire sulle produzioni premium a Cassino.

Ferdinando Uliano non è un sindacalista di primo pelo: non è un caso che abbia chiesto alla politica «di non far prevalere i nazionalismi, la fusione deve portare equilibrio e non un predominio di Francia rispetto ad Italia e viceversa».

Stellantis è un gruppo che avrà in John Elkann il volto sorridente per i fotografi e le strette di mano ufficiali, in Carlos Tavares il manager spietato che dovrà guidare il gruppo in una sfida mondiale nella quale o si mangia o si viene mangiati dai competitor.

In questo contesto non è più possibile ragionare sul tema “A Cassino abbiamo Alfa Romeo e Maserati, investite qui per il prossimo modello Stellantis di segmento alto”.

Dove sta la grinza? Alfa Romeo e Maserati non le abbiamo “noi” a Cassino: con la fusione sono due tra i tanti marchi di un gruppo pieno di doppioni. Biscione e Tridente non sono più un patrimonio dell’industria italiana ma una voce di bilancio all’interno di un gruppo che non ha alcun obbligo di garantire l’equilibrio ed evitare il predominio tra Italia e Francia.

Automotive
Foto © Imagoeconomica

La mission di Tavares sarà quella di rendere competitiva la fusione e inglobare un’altro maxi player mondiale oppure farsi inglobare: dipenderà dall’utilità che riterranno più conveniente gli azionisti.

Ragionando i questo senso, ad oggi, e sia chiaro ad oggi, tutto dice che la nuova quattoporte nascerà su piattaforma DS9 in Francia.

Il nuovo paradigma

Finirà così perché nel giro di pochi anni tutto cambierà. Non è un caso che John Elkann nel suo intervento non abbia mai usato la parola Automotive. Ha parlato di ‘mobilità sostenibile‘, dicendo «Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici».

Cos’è la mobilità sostenibile? È il modello ideale del sistema dei trasporti e per realizzarlo servono nuove auto, nuove tecnologie e progetti. Un esempio pratico? A Berlino, come a Londra, è possibile vivere senza possedere un’auto, ci si sposta con bus e metropolitane. Che vengono gestite in maniera così intelligente da non incendiarsi e non rimanere imbottigliati nel traffico come invece accade a Roma. In 15 minuti di bus dal centro di Berlino si arriva all’aeroporto.

Non è moda, non è snobbismo: si calcola che il settore dei trasporti bruci un quinto dell’energia primaria prodotta nel mondo. Quasi la metà (il 40% cento) viene usata dal traffico urbano. Che ci sta avvelenando. Lo dicono le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove la qualità dell’aria è oltre i limiti di sicurezza; in Italia l’aria più inquinata è nelle città e l’Oms attribuisce in Italia 59mila morti premature all’anno a causa delle polveri sottili, 21mila morti a causa del biossido di azoto, 3mila per via dell’ozono.

La salvezza per Cassino

La salvezza per Cassino non sta in un’auto del segmento Premium. Sta piuttosto in una scommessa coraggiosa sulla Mobilità Sostenibile. Fatta in stretta collaborazione con l’università di Cassino che in campo di ricariche elettriche è stata tra le prime in Italia a dire qualcosa di nuovo applicato alle auto.

Viaggeremo, ci sposteremo, lo faremo però in modo diverso da oggi. Non subito. Cassino può diventare il centro avanzato delle nuove tecnologie sulle automobili connesse, sul car sharing, sulla mobilità per le smart city sempre più elettrificate.

Per comprendere quanto sia concreta la questione: in Francia è stata varata la legge d’orientamento sulle mobilità al termine di due anni di discussione.

Tra i suoi principi c’è quello di rompere con la dipendenza dall’auto. Prevede servizi di mobilità come il carsharing, il carpooling, il DRT. Istituisce un nuovo tipo di piano della mobilità (plans mobilités) che si occupa di tutte le diverse forme di mobilità.

Il Ceo Stellantis, carlos Tavares ed il ceo Fca Mike Manley

La norma punta ad accelerare crescita e diffusione delle nuove mobilità. Prevede il divieto d’immatricolazione di nuovi veicoli diesel e benzina nel 2040; misure d’incentivazione non finanziarie all’elettrificazione e quintuplicazione dei punti di ricarica al 2022.

Bisogna guardare in quella direzione se si vuole capire cosa fare di cassino Plant nei prossimi anni. Guardare ai nuovi modelli richia di dare risposte efficaci ma di breve durata. Con le quali sarà possibile fare pochi chilometri nel tempo. E poi ritrovarci tutti a piedi.

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