Il G20 e la scorzetta di limone

Negli ultimi anni le notizie principali sui G20 infatti sono più per i menù che per i risultati ottenuti. Ed il G20 di Roma non ha fatto eccezione. Il clima? Nessun accordo. La Tax ai colossi del web? Si ma 'minimum' così non si urtano

Franco Fiorito

Ulisse della Politica

Per antipasto verrà servito salmone marinato all’aneto con polvere di olive, poi un risotto alla zucca seguito da filetti di spigola con verdure della tenuta presidenziale di Castelporziano, di contorno sfoglia di pomodoro e sedano rapa, cuori di carciofi e patate farcite, per dessert una crema di mandarino al vapore”.  

All’estero no, ma in Italia la prima che notizia che ti danno all’annuncio dei meeting internazionali è il menù e la splendida location da sogno in cui si terrà il luculliano banchetto. Non si sa bene se per esaltare l’italica virtù culinaria o se invece per rimarcare subito l’abissale distanza tra i potenti del mondo ed il popolino che li osserva.

In genere negli ultimi anni le notizie principali sui G20 infatti sono più per i menù che per i risultati ottenuti e già questo è tutto dire. Al massimo ci sono spunti modaioli di look vestitini sgargianti scarpe e borsette. Tutte paillettes che servono a distrarre l’osservatore dal vuoto pneumatico dei contenuti. E questo G20 non fa eccezione se non per il fatto che tenendosi a Roma, nel nostro Paese, ha avuto maggiore risalto.

Il grande vuoto del G20

Mario Draghi

D’altronde cosa ti aspetti. Come sempre l’argomento principale doveva essere il clima. Ma appena vedi sbarcare dalla flotta aerea usa il corteo di macchine che trasportano Biden già capisci che non è aria. Quasi ottanta autovetture, quasi tutti suv di grandissima cilindrata, con consumi ed inquinamenti record che scorrazzano nel centro di Roma. La sola vettura di Biden consuma quasi due litri al km. Non due km al litro eh, proprio due litri a km. E dopo averci appestato il centro di Roma con questi macchinoni scopri infatti che per il clima non solo non c’è nessun accordo ma le posizioni sono, come sempre, lontanissime.

Eppure quel cattivone di Trump è stato eliminato e cariatide Biden è stato per tutta la presidenza precedente a rimarcare le sue differenze con le politiche repubblicane annunciando sfaceli sul clima appena eletto ma niente, nisba, zero. Nemmeno una proposta, un accorduccio, manco un idea.

Però, comunque,  quanto è ecologista Biden. Ed in giro non si vede nemmeno Greta coi suoi gretini.

La Tax è al minimum

Biden e Johnson al G20 di Roma

La priorità è invece la minimum tax, quella si. Il meccanismo per il quale si faranno finalmente pagare le tasse a tutti quei colossi dell’economia, in particolare dei social media che pur guadagnando spropositi non pagano tasse nei Paesi in cui operano ma solo dove hanno sede.

Una grande vittoria? Se vedi il fatto che non hanno mai pagato una lira si. Ma se pensi che i grandi del mondo ritengano una priorità stabilire una tassa che per non disturbarli troppo chiamano “minimum” a ribadire la loro sottomissione a quelle aziende, (non più di un centinaio che superano il fatturato di venti miliardi annui) capisci quanto sia distante dai reali obiettivi che un consesso dei Paesi più civilizzati al mondo dovrebbe avere.

Ti conosco mascherina, pure al G20

Però lo dovevamo capire subito l’atteggiamento studiando gli arrivi dei leaders a Roma. Perché la scena era questa scendevano dai macchinoni e facevano la passerella esterna con la mascherina indossata. Poi entrati nell’edificio al chiuso se la toglievano. Tutti senza nessuna eccezione.

Ma come fuori da soli ed all’aperto la mascherina si e dentro no??? E come se non bastasse, di mascherine per tutto il G20 non se ne sono viste fino al superparadosso finale. La foto di gruppo con membri della Croce Rossa e sanitari italiani nella quale apparivano tutti i medici belli in mascherina ed i leaders mondiali no. Ed è per me quest’ultima foto in stile Marchese del Grillo, io so io e voi non siete… l’emblema di questo G20.

Viene da chiedersi, e lo faccio con spirito di paradosso,  se una volta sbarcati ai vari Merkel, Macron, Biden o al principe Carlo per entrare nei palazzi sede del G20 abbiano chiesto il green pass visto che non è prevista nessuna deroga per i cittadini stranieri nella legge e tantomeno vi è l’ombra di un provvedimento apposito da parte del governo per autorizzarli.

Ed anche qui la seconda umiliazione di gruppo. Ad esempio al cameriere che li serve a tavola è servito il green pass per entrare e lavora con la mascherina. Ai potenti, che mangiano nella stessa stanza, no. Bell’esempio.

Vaccineremo il mondo

La location del G20 di Roma

Però tra un buffet ed un aperitivo si è annunciato un nuovo piano vaccinale per aiutare i Paesi più poveri che sono indietro con le vaccinazioni. Gioiranno i paesi in difficoltà e come sempre le big pharma.

Non so se abbiano scelto appositamente questi giorni coincidenti col cosiddetto ponte dei Morti in Italia per la concomitanza delle note ricorrenze in ricordo dei nostri cari ma l’assonanza si è sentita tutta. Come la coincidenza col ritorno con l’ora solare che accorciandoci le ore di luce è da sempre considerata un evento depressivo. 

Allora se non fosse per qualche siparietto divertente tipo l’interprete che quando traduce Biden sorride e quando traduceva Trump pareva che gli era morto il gatto o che non si trovava Boris Johnson imboscato al momento della foto finale e per le perplessità dei giornalisti italiani che si chiedevano se fosse giusto ospitare un consesso così altamente democratico in un quartiere fascistissimo come l’Eur e facezie similari dei risultati di questo G20 nemmeno l’ombra. Se non come detto a vantaggio dei ricchissimi che con la minimum tax pagheranno si qualcosa ma scongiurano di dover pagare le tasse alle aliquote normali della gente comune che si aggirano intorno al 50 % in italia mentre a loro sarà riservato il 15. Ed ovviamente per le case farmaceutiche che hanno visto incrementare il loro ordinativi vertiginosamente dovendo adesso fornire gli stati più arretrati. Vedete voi cosa pensare.

Il clima niente però. Può aspettare ancora . Adesso però è una nobile attesa illuminata, democratica e progressista. 

Super Mario

Mario Draghi

Impeccabile padrone di casa Mario Draghi con la moglie Serena. Apparso sicuro di sé, spesso accompagnato dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che sovente appariva inquadrato dietro al premier che parlava, con un aria assonnata, quasi appennicata di quello che vuole fingere di capire quello che succede intorno ma non ce la fa.

In tutto questo bailamme mondialista, tornando nello scenario italiano una notizia però mi è parsa di nota. Lo stop ai negoziati tra Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. Che come saprete è stata al modico prezzo di 5,4 miliardi rilevata dal Tesoro ai tempi del governo Gentiloni e che deve essere ceduta entro dicembre per le normative europee.

Unicredit forte della spada di Damocle del termine imposto da Bruxelles fa la voce grossa e chiede allo Stato prima di acquisirla una ricapitalizzazione di 7 miliardi di euro che andrebbero ad aggiungersi alla dote fiscale di 2 miliardi di euro prevista per il compratore nel decreto sostegni.

Detta in soldoni Unicredit la prenderebbe solo dopo che lo Stato ha versato a spese dei contribuenti 14,4 miliardi di euro in una banca decotta e depredata dalle varie dirigenze del Pd ed antenati vari che si sono succedute. Un bell’affare non c’è che dire. Che Draghi all’epoca visse da protagonista con Bankitalia ed oggi  da Premier.

La scorzetta di limone

Una richiesta che mi ha ricordato l’imitazione di Guzzanti che faceva un Rutelli sottomesso a Berlusconi il quale parlava a mo’ di Alberto Sordi e rivolgendosi al Cavaliere diceva. “A berluscò t’avemo portato l’acqua co le orecchie che mo ce vuoi pure la scorzetta de limone?”

Che suona molto come la richiesta di Unicredit al ministero dell’economia. Non gli basta la banca la vogliono pure piena di soldi. Degli italiani.

Avranno visto il G20 ed avranno pensato soldi alle big tech soldi alle big pharma e che solo noi siamo fessi?

Con l’avvertenza semplice e chiara che quando ci accorgeremo che tutti questi soldi di cui si parla sono quelli dei contribuenti e che saremo chiamati noi a ripianare debiti e scelte fatte da altri allora si ci servirà la scorzetta di limone, ma come antiacido.

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