Il gioco di De Donatis alle tre carte (e le partite nascoste di Pompeo, Ottaviani, Zingaretti)

C0è una sottile logica politica in quello che invece appare un becero gioco delle tre carte intavolato dal sindaco di Sora Roberto De Donatis. Che firma per la candidatura di Pompeo (Pd) ma spinge per Mosticone (FI) al Consiglio. Un gioco nel quale si muovono sullo sfondo Nicola Zingaretti, Nicola Ottaviani, Antonio Pompeo

Il sindaco di Sora Roberto De Donatis sta giocando su due tavoli. Su ognuno dei quali è impegnato nel Gioco delle Tre Carte. In cui, comunque a vincere è sempre il banco.

Nelle ore scorse ha detto con chiarezza che sta lavorando per arrivare ad una candidatura unitaria da schierare alle elezioni provinciali di gennaio 2019: quelle in cui verrà eletto il nuovo Consiglio (il 31 ottobre si vota solo per rinnovare il presidente). (leggi qui Il sindaco di Sora rivela: «Pronti ad appoggiare Mosticone in modo unitario»)

Il nome sul quale far convergere la sua amministrazione è quello di Alessandro Mosticone: capogruppo di Forza Italia, in rotta di collisione con il Partito (leggi qui L’ultimatum di Mosticone: «Prima Sora e poi Forza Italia, vogliamo il Consigliere») se non lo candiderà blindandolo (leggi qui Il patto segreto in Forza Italia: «blindati Ciccone e Ferdinandi»)

Alessandro Mosticone è di Forza Italia. Roberto De Donatis è esponente della direzione provinciale del Partito Socialista. Nelle ore scorse ha firmato per la candidatura di Antonio Pompeo (Partito Democratico) come presidente della Provincia.

Sostiene il presidente di uno schieramento ed il Consigliere dello schieramento opposto.

Non si tratta di una visione epilettica della politica. Tutt’altro. Il pragmatismo socialista di De Donatis gli ha consentito di intravedere uno scenario ben delineato che al momento è solo accennato all’orizzonte.

Forza Italia è destinata ad implodere subito dopo le prossime elezioni europee, nelle quali il Partito – stando alle previsioni di tutti gli autorevoli sondaggisti – verrà svuotato dalla Lega e (solo in parte) da Fratelli d’Italia.

È prevedibile una scissione. Con una parte che diventerà parallela alla Lega. È la visione aggiornata del centrodestra già tracciata con precisione da Nicola Ottaviani. Che con lo stesso pragmatismo di De Donatis si è portato in avanti con il lavoro ed è salito sul palco della festa regionale del Carroccio a Latina, nelle scorse settimane. (leggi qui Nicola Ottaviani sale sul palco della Lega: per mandare in soffitta Forza Italia). Parlando di un ‘partito‘ dei sindaci che raccolga i moderati e li tenga nell’area ma fuori dal Carroccio. (leggi qui Dove vuole arrivare Nicola Ottaviani).

L’altra parte? Finirà sullo schieramento che sta prendendo forma sul fronte opposto: quello teorizzato da Carlo Calenda e riassunto ancora oggi sul Corriere della Sera: un fronte unico che vada da sinistra a ciò che rimane dei liberali azzurri.

Lì potrebbe trovare posto tutta l’area che non intende seguire Ottaviani. Nella quale si collocherebbe senza difficoltà Alessandro Mosticone. E non solo lui.

Nulla esclude che in caso di conferma del presidente uscente Antonio Pompeo, quella parte di Forza Italia possa decidere di appoggiarlo e governare con lui già a gennaio. Così come già avvenne in occasione del Pompeo I.

Dalla partita sui due tavoli al laboratorio politico, il passo può essere breve.