Il golpe di Fondi, la salita di Terracina: i veleni nelle urne

Il giorno dopo il conteggio dei voti. A Fondi e Terracina. I voti che sono mancati. La 'vendetta' di Parisella. Ed il segnale a Fazzone. In salita la fascia tricolore per Tintari a Terracina

Novanta. Nella cabala rappresenta la paura. Ma è anche il numero  di voti, al termine di una giornata da vietare ai cardiopatici ed ai possessori di coronarie in attesa di  revisione, che sarebbe stato necessario al medico di famiglia Beniamino Maschietto per diventare il nuovo sindaco di Fondi.

Quei 90 voti sono mancati. E così l’uomo scelto per ereditare da Salvatore De Meo la fascia tricolore della città di Fondi dovrà andare ai tempi supplementari. Affronterà nel turno di ballottaggio l’avversario che più si è avvicinato alla montagna di voti accumulata da Maschietto.

Il corpo a corpo sarà contro Luigi Parisella: il sindaco azzurro che fu ‘invitato‘ a dimettersi per opportunità quando la città fu cinta d’assedio mediatico con l’accusa di avere collusioni con le mafie e se ne reclamava lo scioglimento. Luigi Parisella non ha mai metabolizzato quell’invito. Si è sentito abbandonato. Ora ha presentato il conto. (Leggi qui Fondi e Terracina, il centrodestra diviso cerca credibilità).

A Fondi, feudo politico del coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, un over time per eleggere il primo cittadino non si vedeva dalle amministrative del 1994.

Il golpe silenzioso di Fondi

Beniamino Maschietto

Claudio Fazzone martedì sera l’ha definito “un risultato straordinario”. Ma così non è stato: Beniamino Maschietto è stato vittima di un golpe all’interno del suo schieramento. La percezione è stata chiara fino dai primi minuti dello spoglio: i voti per il candidato sindaco quasi mai sono arrivati a toccare punte oltre il 50% mentre quelli delle sei liste che lo sostenevano hanno sfiorato anche il 65%. Lo hanno impallinato facendo ricorso al voto disgiunto: preferenza ai suoi candidati al Consiglio ma voto ad un altro candidato sindaco, suo avversario. Lo consente la Legge.

Numericamente ne ha beneficiato Luigi Parisella. E c’era da aspettarselo. Perché la designazione di Beniamino Maschietto era stata accompagnata dalle polemiche: interrotte solo dal Covid-19 quando aveva chiuso tutti in casa e relegato la politica in terzo piano. Polemiche per cosa? I quarantenni ritenevano fosse arrivato il loro momento: ma così non è stato. Scegliendo il 69enne Beniamino Maschietto, Claudio Fazzone ha ritardato la crescita della nuova generazione. I maligni dicono che non volesse ombre, i benigni dicono che sia stata solo prudenza politica, i neutrali riconoscono che Maschietto è una scelta ponderata.

Al momento di benedire Beniamimo Maschietto, nessuno ufficialmente ha alzato la propria mano per esprimere il relativo dissenso. Ma quando  ha avuto la possibilità di rendere pan per focaccia  – l’election day  di domenica e lunedì – non ci ha pensato due volte a lanciare un chiaro messaggio politico.

Fazzone e l’antra zoppa

CLAUDIO FAZZONE. FOTO © STEFANO CAROFEI / IMAGOECONOMICA

Ma Claudio Fazzone ha già lanciato il leit motiv delle prossime due settimane di campagna elettorale suppelementare. “Si sappia che se dovesse vincere Luigi Parisella avrà un Consiglio Comunale contro!”. A cosa si riferisce? Le liste di Maschietto hanno superato già il 60% dei voti al termine del primo tempo, hanno già ottenuto il premio di maggioranza: sedici consiglieri. Se vincesse, Parisella sarebbe sindaco ma senza la maggioranza in Aula. La stessa cosa capitata a Nicola Zingaretti nel 2018.

Che i rapporti tra il senatore Claudio Fazzone e l’ex sindaco Luigi Parisella siano a mini termini era un fatto risaputo. Ma l’ex primo cittadino, incassato il “pass” con il 19,42% dei voti per affrontare il turno di ballottaggio, ha rinnovato le accuse, personali e politiche, contro il dominus di Forza Italia.

Niente caffè da 12 anni

Luigi Parisella

Sono 12 anni che ho smesso di prendermi un caffè con lui – rivela l’ex sindaco Parisella – . Ha voltato le spalle alla città di Fondi e ad un gruppo di suoi amici che gli hanno permesso di diventare quello che è. Rispetto chiunque ma non voglio intrattenere alcun tipo di rapporto politico con Claudio Fazzone”.

Lo strappo risale al 2010. All’epoca Parisella era sindaco di Fondi, appoggiato da Claudio Fazzone. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni (Lega) chiese lo scioglimento del Consiglio Comunale. Lo fece alla luce di un’istanza formalizzata dall’allora prefetto di Latina Bruno Frattasi che teneva conto del lavoro effettuato dalla commissione d’accesso. Riteneva ci fossero chiari segnali di infiltrazioni mafiose.

Parisella ha rivelato tanti aspetti sinora inediti.Noi volevamo dimetterci volontariamente dopo due mesi dall’insediamento della commissione Prefettizia perché ritenevamo di avere la coscienza pulita. Saremmo andati alle elezioni e le avremmo sicuramente vinte. Dopodichè ci fu suggerito da qualcuno – e ancora il riferimento al Senatore Fazzone – di non fare questa scelta e i cittadini ci hanno dato ragione perché rispetto a tutto quel polverone sollevato non è rimasto praticamente quasi nulla”.

A Fondi parenti no ma amici si

Il risultato ottenuto dall’ex sindaco ha scatenato qualche rammarico nelle file dei Fratelli d’Italia. Che hanno appoggiato l’avvocato Giulio Mastrobattista. “E pensare – dicono – che Luigi Parisella aveva detto di sì ad un nostro sostegno pur di ridimensionare Forza Italia. Ma Roma e anche Latina ci hanno fermato”. 

Ai Fratelli ed anche al candidato del Pd Raniero de Filippis: intende rivolgersi Parisella. Nessun apparentamento ufficiale ma “uniti insieme” contro Beniamino Maschietto sì.

I supplementari di Roberta

Roberta Tintari

Se Atene piange, Sparta non ride. Nella vicina Terracina lo spoglio è stato più regolare e soprattutto più snello. Ma martedì sera c’era poca voglia  di sorridere nel quartier generale di Roberta Tintari in un albergo nel tratto terminale del lungomare Circeo.

La candidata sindaco di Fdi si è fermata al 43,76% quando in molti giuravano che potesse farcela già al primo  turno. In camicia, bermuda ed un vecchio paio scarpe da tennis della Diadora, l’ex sindaco Nicola Procaccini è stato costretto a vestire i panni dello psicologico e del motivatore. Lo ha fatto per dire che “Roberta ha fatto meglio nel primo turno di quanto ho vinto io due volte”.

Oltre duemila voti in più rispetto al candidato della Lega e di Forza Italia Valentino rappresentano un margine di sicurezza ma l’incognita dello schieramento della Tintari – come quello di Maschietto – è motivare in queste due settimane le proprie truppe.

Siamo partiti tardi , è vero , e abbiamo cominciato a parlate di liste meno di quaranta giorni fa – ha commentato il coordinatore regionale della Lega Francesco ZicchieriLa nostra campagna elettorale vera e propria oggi e lo scarto due oltre 2200 voti è colmabile”.

Zicchieri dà per scontato il ritorno – o meglio il sostegno – sul Carroccio di Gianfranco Sciscione che, orfano di una delle due liste civiche l’avrebbero dovuto sostenere, ha centrato quasi 1500 preferenze personali. Ma l’imprenditore televisivo, ripudiato dalla Lega meno di due mesi, accetterà queste avance che sembrano essere fisiologiche, quasi scontate?

La politica resta sempre una delle arti dell’impossibile. O quasi.

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