Il grido d’allarme degli industriali e l’assenza di sindaci e politici

Nel convegno di Unindustria su giustizia e impresa a tutela dell’ambiente sono stati toccati temi fondamentali per lo sviluppo e la salvaguardia del territorio. Servono risposte rapide. In platea c’erano tutti, ma è brillata l’assenza di sindaci e parlamentari.

Il tema è stato quello della Giustizia e dell’impresa per la tutela dell’ambiente. Il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello e il numero uno di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani lo hanno illustrato nel quarto incontro annuale. Quello che viene organizzato per mettere in contatto i due mondi: quello dell’Industria e quello della Giustizia. Spiegando che non sono avversari. Ma che lavorano per la stessa parte della barricata. Anche quest’anno c’erano tutti. O quasi. C’erano le imprese. Presenti i magistrati. Al tavolo degli interventi, professori e dirigenti della burocrazia. Con un assente.

Mancava la politica. E’ brillata l’assenza dei sindaci. E anche dei parlamentari. Il punto è proprio questo. Ancora una volta la politica ha perso l’occasione per battere un colpo, per far vedere che è parte di un gioco di squadra fondamentale per pensare al rilancio del territorio. Il tema ambientale è una priorità assoluta e soltanto l’industria può avviare una seria ripresa economica.

Ma ancora una volta il grido d’allarme dell’associazione di categoria più rappresentativa degli imprenditori non è stato colto da sindaci e parlamentari. Quasi non fosse un tema del quale farsi carico. Perlomeno a livello di pressione politica da far sentire laddove si assumono le decisioni che contano davvero. Ed è proprio questo deficit di rappresentanza politica che appare insuperabile in Ciociaria.

Noi abbiamo il nome sul citofono

Un assenza che pesa. Perché Giovanni Turriziani ha spiegato che il mondo dell’impresa e dell’industria è la soluzione del problema, non  certo la causa. Ha indicato i dati Inps del 2017, dai quali emerge in maniera chiara “che il 35% dei lavoratori a tempo indeterminato della provincia è impiegato nelle attività manifatturiere (29% il dato medio nazionale)”. E che a questi lavoratori “è destinato il 44% del monte retribuzioni dei contratti a tempo indeterminato contro il 34% a livello nazionale”.

Ha detto Turriziani: “Noi siamo quelli che hanno il nome sul citofono, noi siamo quelli che non interrano i rifiuti e scappano. C’è la necessità di salvaguardare la competitività e l’ambiente”.

Il problema è sempre quello legato ad una burocrazia matrigna, che ha tempi inconciliabili con quelli delle imprese. Le aziende si trovano a fronteggiare situazioni nelle quali per ottenere la chiusura di un procedimento servono anni.

La proposta

In assenza della politica è l’industria allora a fare la sua proposta.

Ha affermato Turriziani: “Proponiamo una legge di modifica del Sin che contempli la pubblicazione dei risultati delle analisi, la fissazione di parametri, la riperimetrazione. Proponiamo procedure semplificate per escludere rapidamente chi non c’entra niente e suo malgrado si trova all’interno”. Il tema dei tempi di rilascio delle autorizzazioni ambientali rimane centrale.

Era presente il vicepresidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe. C’erano il presidente del Tribunale Paolo Sordi e il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Pasquale Fimiani. C’erano circa 200 persone accomodate in platea, con rappresentanti autorevoli del mondo industriale e della magistratura. Ma anche di altri settori. C’erano poi il Vescovo Ambrogio Spreafico, il Prefetto Ignazio Portelli e il professore di diritto costituzionale Marcello Cecchetti.

Assente la politica. peccato.

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