Il Lazio resiste: primo in Italia per nuove imprese

I dati di Unioncamere mettono il Lazio al primo posto in Italia per il saldo tra nuove imprese e quelle che hanno cessato. Nel 2020 numeri eccellenti in tutte le province, nonostante il Covid. Tagliavanti: Tenaci e dinamici

Il Lazio resiste, le imprese del Lazio stringono i denti. Rimangono al loro posto, continuano a produrre, cambiano, si reinventano: lo rivelano i numeri di Movimprese, il report delle Camere di Commercio su nuove aperture e cessazioni delle attività in Italia. In un anno con conti da catastrofe per via del Covid il Lazio risulta la prima regione italiana tra imprese che hanno chiuso e le nuove che hanno aperto.

I numeri

Il saldo è +6.801. In pratica nel 2020 hanno cessato l’attività 25.476 imprese. Nello stesso tempo hanno iniziato in 32.277.

Numeri che messi in fila danno un tasso di crescita delle imprese nel Lazio pari a +1,03%. Per capire se è tanto o poco basta guardare cosa hanno fatto tutte le altre: la media nazionale è appena a +0,32%. Il numero totale delle imprese registrate nel Lazio, al 31 dicembre 2020, è pari a 657.968.

Foto di Kateryna Babaieva da Pexels

Il Lazio cresce e lo fa tutto insieme. Sono in zona con il segno più tutte le province della regione. Non solo: tutte le province del Lazio registrano un valore positivo e superiore alla media italiana.

Nel 2020 la crescita del numero delle imprese a Frosinone è stata del +0,64% a Frosinone, a Latina del +0,44, del +0,88% a Rieti, del +1,17% a Roma e del +0,57% a Viterbo.

In provincia di Frosinone si sono iscritte 2.275 nuove imprese, hanno cessato l’attività in 1967, il saldo è di +308. La Ciociaria in termini percentuali è andata meglio del Pontino: in provincia di Latina si sono iscritte 2.908 nuove imprese mentre hanno chiuso in 2.656 con un saldo di +252.

Il dato di Rieti parla di 813 nuove imprese aperte nel 2020 contro 678 che hanno chiuso, con un saldo di +135. Nello stesso periodo in provincia di Viterbo hanno iniziato l’attività 1.823 imprese mentre l’hanno cessata 1.609, per un saldo di 214.

Imprese tenaci e dinamiche

È il segno della voglia di resistere, di andare avanti. Nonostante il Covid. Lo mette in evidenza Lorenzo Tagliavanti, presidente di Unioncamere Lazio: «Abbiamo vissuto una situazione di estrema sofferenza dettata dall’emergenza sanitaria. Nonostante la quale, i dati diffusi oggi dalla rilevazione di Unioncamere/Infocamere confermano una tenace dinamicità del nostro tessuto produttivo. Emerge una diffusa capacità delle imprese di adattarsi alle nuove esigenze e alle mutate condizioni del mercato economico. Roma, con un saldo attivo di 5.892 imprese, è tra le prime città italiane per tasso di crescita e il fatto che tutte le province del Lazio hanno questo dato superiore alla media nazionale, induce a un po’ di ottimismo“.

LORENZO TAGLIAVANTI. (FOTO: LIVIO ANTICOLI / IMAGOECONOMICA)

Il presidente di Unioncamere ammette che la situazione resta complessa, sottolinea che bisogna continuare a sostenere adeguatamente i
comparti più colpiti.

Una tesi confermata da l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Paolo Orneli: I numeri di Unioncamere rappresentano “un segno della capacità di resistenza del nostro settore economico che continua a dare segni di vivacità pur nella situazione molto complicata in cui stiamo vivendo attualmente a causa della pandemia di Covid-19.”

Il dato del 2020 conferma il trend registrato nel 2019: anche in quell’occasione il Lazio era risultato la regione con il miglior saldo in Italioa tra attività cessate e nuove aperture. (Leggi qui La locomotiva ora è il Lazio: prima nel 2019 per la nascita di imprese).

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