Il leader del centrodestra e il marasma nel centrosinistra

Nicola Ottaviani guida la coalizione e può permettersi il lusso di celebrare le primarie anche all’ultimo istante. Il centrosinistra invece, senza un candidato sindaco in tempi brevi, rischia di ripetere i risultati del 2012 e del 2017. Ecco perché.

Lo schema è lo stesso degli ultimi dieci anni. Nel centrodestra a Frosinone c’è un solo leader: Nicola Ottaviani. Il centrosinistra invece fatica da matti a trovare uno schema unitario e se non individua in tempi rapidi un candidato sindaco rischia l’ennesimo percorso in salita. A rincorrere.

Chi può attendere

Nicola Ottaviani

Il centrodestra può permettersi il lusso di aspettare più tempo: Nicola Ottaviani, sindaco e coordinatore provinciale della Lega, ha deciso che si faranno le primarie, pur in presenza di un accordo regionale che attribuiva al suo Partito la candidatura a sindaco a Frosinone, a Fratelli d’Italia quella di Rieti, a Viterbo quella di Forza Italia. Dimostrando di essere lui il “dominus” nel capoluogo.

Naturalmente al termine delle primarie si capirà chi è il candidato sindaco ma i nomi in corsa (Mastrangeli, Magliocchetti, Piacentini, Scaccia) sono tutti protagonisti della sua maggioranza. E in ogni caso, restando Ottaviani alla guida del Comune fini alle elezioni, nel centrodestra è riconoscibile la leadership. Sia politica che amministrativa.

E chi sta nel marasma

Nel centrosinistra invece no: ai due tavoli in questo momento attivi siedono tantissime forze politiche e liste civiche. Perfino troppe. Ma non esiste una sola parvenza di unità vera. Soprattutto Pd e Psi si guardano in cagnesco.

In questo quadro diventa molto complicato per le liste civiche che vorrebbero entrare nella coalizione fare passi ufficiali. Perché c’è un forte fuoco di sbarramento. L’unica soluzione sarebbe quella di individuare il primo possibile il candidato sindaco, attraverso le primarie. Pero poi dargli la possibilità di presentare il programma e la coalizione.

Nicola Ottaviani è già insediato, è già in vantaggio. La situazione però non si blocca e più tempo si perde, più sarà difficile recuperare. Il centrosinistra sembra non aver imparato le lezioni del 2012 e del 2017. Continua a proseguire disunito e disomogeneo.

Francesco De Angelis, leader del Pd, ad un certo punto dovrà trarre le conclusione e provare a dare un’accelerata in prima persona. Altrimenti sarà veramente difficile competere per vincere.

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