Il morso di Leone su Mario Abbruzzese: “È finito”

Clamorosa rottura nel centrodestra. Benedetto Leone molla Mario Abbruzese. Non disconosce il passato. "Ma ora non funziona più". Dall'enturage reagiscono: "Ingrato". Lui accusa: "Soffocato dal Cerchio Magico”

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Sembrate il Cerchio Magico intorno a Berlusconi. E mi fermo qui. Non lo state aiutando, ma lo state solo massacrando da tempo. Peccato che non ve ne rendiate conto. E Meglio che non continuo“. L’uomo ostaggio del suo enturage è Mario Abbruzzese, la narrazione che denuncia il cerchio magico nel quale è prigioniero viene da Bendetto Leone: già vicesindaco di Cassino, strategico candidato per il centrodestra con la sua lista civica.

Benedetto Leone con la fascia da vicesindaco

Nel pomeriggio l’ex cerimoniere abaziale scrive una lunga nota sul suo profilo Facebook. Con la quale prende le distanze in maniera netta da Mario Abbruzzese e dal suo modello politico. Non lo rinnega: spiega però che andava bene nel passato e ora occorre qualcosa di nuovo e diverso.

Veleni e colpi di spillo

La reazione a quel post è velenosa. Dalla ex segeretria del già presidente del Consiglio Regionale del Lazio commenta Roberta Di Padua. Lapidaria: “La riconoscenza è il sentimento della vigilia“.

Benedetto Leone evita lo scontro limitandosi a dire che si tratta di un commento fuori luogo. Lei affonda il colpo: “Si vede che ti ha colpito… e mi fermo qui“.

Appena lui fa riferimento al Cerchio Magico lei lancia un hashtag: ionondimentico.

Fine del modello

Cosa aveva detto di così dirompetente Benedetto Leone in quel post? Spiega di avere preso un periodo di “riflessione” dopo la sconfitta elettorale di giugno, “ma nonostante questi sei mesi, mi sembra che si continui a mascherare la sconfitta, fingendo che sia stata qualcosa di diverso da quello che invece è stato. È finito un modello. The end. Game over. Il modello finito è quello del centrodestra di Cassino, e dobbiamo con sincerità riconoscerlo, non avendo paura di toccare la suscettibilità dei vertici. Perché la gente di Cassino è stata chiara”. 

È il taglio dei ponti con Mario Abbruzzese ed il suo schema politico, la sua organizzazione, la sua gestione dei percorsi politici. Un taglio netto e fragoroso. Perché Bendetto Leone era uno dei pilastri fondamentali su cui si poggiava quel sistema di consenso e di governo.

Benedetto Leone con l’allora sindaco Carlo Maria D’Alessandro

L’ex vicesindaco non risparmia nemmeno le macerie, passa su di loro e le riduce in polvere. Dicendo: “Il centrodestra di Cassino può anche continuare con lo stesso modello di questi anni, cambiandone solo gli attori principali, come si continua a pensare. Ma il risultato sarebbe lo stesso di giugno 2019”.

Togliere il tappo

 Benedetto Leone dice che esiste un’alternativa. Capire che “bisogna liberare tutte le energie presenti nella coalizione, togliere il tappo di questi anni, aprirsi alla società civile senza paura. Diventare un centrodestra più civico che cinico“.

Il paradosso è che chiede sul territorio le stesse cose che Mario Abbruzzese chiedeva a livello nazionale dentro Forza Italia.

Dice che non bisogna avere il timore della condivisione e delle primarie. Chiede di “Modificare il linguaggio. Cambiare non di nome ma di fatto. Basta con la logica dei tavoli romani. Basta con il modello di un centrodestra a trazione-prima i Partiti, per poi vedere le civiche prendere più voti dei Partiti tradizionali. E basta con le scelte calate dall’alto senza essere mai condivise”.

Non rinnega quel modello “perché ci ha visto crescere, vincere e governare. È però un modello che non funziona più”.

Il momento è adesso

La mossa di Leone ha un senso politico se si guarda in prospettiva. In queste ore c’è stato il clamoroso aut aut di Mario Abbruzzese al suo delfino Pasquale Ciacciarelli: ha tutta l’aria di una separazione dolorosa e traumatica, al confine con l’avvertimento politico. (leggi qui Ciacciarelli alla Lega, il caso Ottaviani, la caduta di Cassino: le verità di Mario)

Leone coglie al volo il tempo. Punta a costruire lo schieramento da contrapporre al centrosinistra del sindaco Enzo Salera tra quattro anni, alle prossime elezioni comunali di Cassino.

Mario Abbruzzese

Perché proprio ora? La risposta è tra le righe del post. “Non abbiamo elezioni in agenda. Il governo della città è in mano alla sinistra per altri 4 anni. Occupiamoci di noi. Questo è il momento in cui o usiamo la lezione della sconfitta per costruire una coalizione politica moderna, liberale, aperta, coraggiosa e innovativa in grado di competere, vincere e mantenere il governo; o accettiamo di aver esaurito tutta la nostra energia, missione originale e non essere più in grado di realizzare lo scopo per il quale il centrodestra è chiamato a fare“.

L’esame di coscienza

Attacca il centrosinistra “che governa questa città. Non è certo progressista; anzi, ha un sindaco che è divisivo e rancoroso. Ma sbagliamo a pensare che oggi sia lui il nostro problema. Siamo noi. Il nostro problema siamo noi. Si può tornare a vincere solo costruendo un centrodestra nuovo. Aperto. Coraggioso. Libero. Forte. Tornare ad ascoltare la gente, nelle piazze che sono già Comunità, non ascoltando solo le parti che vogliamo ascoltare”.

Infine l’appello ai Liberi e Forti che vogliono con noi un nuovo centrodestra“.

La prima reazione è stata  quella di chi lo ha definito ingrato. E che lui ha bollato come Cerchio Magico. Il centrodestra a Cassino riparte da qui.

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