Il patto al Bellaria e ora l’elezione: chi c’è dietro Costanzo presidente

Come si è arrivati all'elezione di Simone Costanzo a presidente del Consorzio dei Servizi Sociali. E perché è una tappa politica ben più ampia. Tutto nasce dal patto De Angelis - Pompeo. Il ruolo di Salera. E le prossime tappe

Non è il totale a raccontare la somma. Così come il risultato non racconta tutta la partita: non ti dice quanti pali hai scheggiato o quante volte hai messo a sedere il portiere avversario durante quei maledetti novanta minuti di partita. Allo stesso modo non basta dire che Simone Costanzo è il nuovo presidente del Consorzio tra i Comuni del Cassinate per i Servizi Sociali. Perché dietro il risultato maturato nelle ore scorse al termine dell’assemblea dei sindaci ci sono mesi di trattative, scenari politici che sono cambiati, nuovi patti e nuove alleanze. Che quel solo risultato maturato oggi non è sufficiente a raccontare.

Iniziamo dalla fine

Simone Costanzo

Il racconto può iniziare dalla fine: l’assemblea ha eletto all’unanimità il sindaco di Coreno Ausonio ed ex Segretario provinciale del Pd Simone Costanzo nuovo presidente del Consorzio. Ma non è stata un passeggiata. È stato un lento e continuo attraversamento su un campo minato: nel quale in tanti hanno cercato di far saltare in aria la colonna del centrosinistra. Tentando un sabotaggio fino all’ultimo istante. Perché?

Per capirlo bisogna tornare indietro di qualche mese: fino all’inizio dello scorso novembre. In uno dei primi fine settimana del mese si tiene una cena al ristorante Bellaria di Castelnuovo Parano. Ci sono tutti i sindaci Dem e di area che fanno parte del Consorzio. Ma soprattutto ci sono Francesco De Angelis e Antonio Pompeo: è la prima volta che i leader delle due principali componenti Pd sono allo stesso tavolo ed intervengono alla stessa riunione. Di più: sono arrivati insieme. Fino a poche settimane prima, se il Segretario provinciale voleva accendere una lampadina nella stanza del Pd doveva prima tenere una riunione con De Angelis e la sua componente maggioritaria (Pensare Democratico) poi un’altra con gli ex renziani di Pompeo (Base Riformista) e infine tracciare una sintesi. (Leggi qui La guerra nel Pd è finita, votate in pace).

Quella riunione di novembre certifica una serie di cose: la fine delle gomitate tra le due componenti, la nascita di un patto politico, l’apertura di un percorso nuovo dentro il Pd che non si vedeva dai tempi dell’alleanza De Angelis – Scalia che portò il Partito a vincere praticamente tutto: Comunali di Frosinone, Provinciali, Regionali, Europee.

È al Bellaria che si gettano le basi per l’elezione di Simone Costanzo.

La chiave politica

È il riconoscimento del ruolo ed il recupero nel giro che conta per l’ex Segretario Simone Costanzo che era stato il colonnello di Dario Franceschini e Bruno Astorre sul territorio. Ma è anche il riconoscimento che uno spazio di agibilità politica esiste per il sindaco di Cassino Enzo Salera. Perché?

L’assemblea dei sindaci che si è riunita nelle scorse ore aveva un tavolo politico che era stato già apparecchiato da Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. La linea l’avevano definita i due leader, all’interno di un perimetro che vede sempre più sfumato il ruolo delle correnti e sempre più forte l’effetto dell’unità di Partito. Ed Enzo Salera? È entrato in scena nel momento in cui le spinte territoriali hanno iniziato ad essere così forti da rischiare di aprire delle crepe. Il momento di tensione ha raggiunto il punto di rottura quando è stato necessario fare delle scelte: quelle per la definizione del Consiglio d’Amministrazione. Tutti ritenevano di avere diritto ad esserci.

Le tensioni hanno creato ad un certo punto la contrapposizione tra Simone Costanzo ed il sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano Sergio Messore. Prima che fosse troppo tardi il sindaco di Cassino Enzo Salera ha proposto una mediazione: dieci minuti di sospensione per cercare di mettere d’accordo i due candidati. La pausa è durata qualche minuto in più ma al termine i sindaci hanno votato all’unanimità.

Il punto di equilibrio vede Edilio Terranova (Cassino) vice presidente; Consiglieri: Libero Mazzaroppi (Aquino), Giuseppe Sacco (Roccasecca), Francesca Calvani (Cassino), Sergio Messore (Sant’Ambrogio S.G.), Roberto Angelosanto (Sant’Elia Fiumerapido), Vincenzo Iannetta (Viticuso), Giovanni Di Meo (Vallerotonda).

Sta tutto qui lo spazio di agibilità di Salera: in un ruolo di completamento funzionale.

Salera presidente, De Angelis padre nobile

Francesco De Angelis, Antonio Pompeo

Le possibilità di diventare il prossimo presidente della Provincia di Frosinone per Enzo Salera passano tutte da qui: se vuole giocare la partita in proprio e crearsi una forza muscolare da sprigionare sul campo non ha molte possibilità di fronte al patto De Angelis – Pompeo. Se invece il ragionamento si sviluppa su un percorso politico unitario, come avvenuto con l’elezione di Costanzo, il campo è ancora agibile.

Il segnale sta tutto nell’esempio che sta dando in questi giorni proprio Francesco De Angelis. I suoi ragionamenti sono sempre meno in chiave Pensare Democratico e sempre più in ottica unitaria. Per essere ancora più chiari: non c’è spazio per la candidatura unitaria di un presidente che a Sora ha visto i suoi uomini appoggiare il sindaco contrapposto a quello sul quale il Partito Democratico ha deciso di convergere.

Il patto Pompeo – De Angelis è concreto. E sta portando risultati concreti. Come hanno dimostrato le elezioni Provinciali di dicembre, frutto di un’intesa bilanciata e portata a termine in maniera millimetrica; restituendo alla Provincia una maggioranza di centrosinistra. L’elezione di Simone Costanzo è un’altra tappa.

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