Il patto di fine mandato per salvare il sindaco di Sora

Un patto di fine mandato per salvare la maggioranza al Comune di Sora e far nascere il De Donatis Due. Deve passare per le dimissioni previste per oggi. Intanto in Pd rimette in riga D’Orazio e Vinciguerra. E prende le distanze dal sindaco nonostante la telefonata di solidarietà fatta da Pantano

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Un Patto di fine mandato per salvare l’Amministrazione comunale di Sora. È quello su cui si sta lavorando in queste ore da quando, venerdì scorso, Roberto De Donatis, dopo l’ennesima mancanza di numero legale ha annunciato le dimissioni da sindaco. Che protocollerà lunedì. (leggi qui Il sindaco: “Mi dimetto”. Anzi no, “lo faccio lunedì”).

Quel Patto è una risposta all’appello lanciato dal presidente del Consiglio comunale Antonio Lecce per evitare il commissariamento (leggi qui “Una giunta di larghe intese” Appello di Lecce al Consiglio ).

Un Bilancio… Cencelli

Antonio Lecce (Foto: IchnusaPapers)

Quattro o cinque punti da portare a termine entro settembre, con un Bilancio elaborato in base al Manuale Cencelli. In pratica con stanziamenti equamente distribuiti fra i vari gruppi: in questo modo non ci saranno più strappi come quello che ha fatto saltare la scorsa seduta del Consiglio. Perché, fondamentalmente c’è questo dietro alla crisi dell’altro giorno: l’accusa di avere inserito in Bilancio una serie di lavori concentrati solo nelle aree storicamente favorevoli a FdI. Adesso ogni Gruppo avrà la sua quota, in proporzione al suo peso elettorale.

Fra questi interventi ci potrebbe essere la Ex Tomassi, il Cimitero e altre questioni da risolvere, ma tutte nell’alveo di quanto era previsto nel programma elettorale. Visto che l’attuale maggioranza in campagna elettorale sarà sparpagliata in vari raggruppamenti antagonisti fra loro.

Nessuna nuova programmazione. Così da impedire a chiunque dell’attuale maggioranza di fare campagna elettorale a discapito di altri. Questa è la linea entro la quale i cosiddetti dissidenti della maggioranza De Donatis potrebbero aprire il dialogo per trovare un accordo di fine mandato.

Si lavora per ricucire

Roberto De Donatis

Del resto la stessa cosa l’aveva chiesta all’ultima riunione di maggioranza proprio Fratelli d’Italia. In quella circostanza il consigliere Massimiliano Bruni si era scontrato duramente con il sindaco proprio perché non voleva si prevedessero nuove opere, definite il libro dei sogni per gettare fumo negli occhi degli elettori. (Leggi qui Vertice da psico dramma «La maggioranza non esiste più»).

Per ora l’unica cosa certa è che il sindaco De Donatis protocolla le dimissioni. Ma già dalle ore immediatamente successive all’annuncio dato in diretta a margine del Consiglio comunale hanno cominciato a muoversi le diplomazie. Infatti la ricucitura deve avvenire nel perimetro della originaria maggioranza. Soprattutto con i tre che hanno fatto mancare il numero legale, ossia Francesco De Gasperis, Floriana De Donatis e Alessandro Mosticone. Perché altrimenti “ci sarebbe bisogno di una seria riflessione” riferiscono per esempio fonti interne a Fratelli d’Italia.

In sostanza l’appello è rivolto principalmente a quelle forze politiche ed a quei consiglieri comunali che, seppur adesso sono in opposizione, nel 2016 erano in maggioranza. Come per esempio Serena Petricca, Antonio Farina e Augusto Vinciguerra.

Pantano telefona al sindaco

Adamo Pantano

A far scattare il campanello di allarme nell’ala destra di quel che resta della maggioranza, venerdì mattina era stata la telefonata di solidarietà al sindaco De Donatis, fatta dal sub commissario del Pd di Sora, Adamo Pantano.

Da aggiungere a un post su Facebook con cui la capogruppo consiliare Maria Paola D’Orazio stigmatizzava l’atteggiamento dei tre consiglieri di maggioranza e si appellava al senso di responsabilità, soprattutto per il primo punto che riguardava la possibilità di poter acquistare le case popolari.

Un senso di responsabilità che la capogruppo Pd D’Orazio aveva mostrato già in mattinata durante l’Assise telematica. Quando si era dissociata dal resto della minoranza consiliare rispondendo “presente. Senza contribuire a far mancare il numero legale. Anche il consigliere Pd Augusto Vinciguerra aveva fatto un’apertura dalle colonne di Ciociaria Oggi. Lui del resto in maggioranza già ci era stato: se ne era andato dopo non essere stato sostenuto alle elezioni provinciali.

Il Pd rimette in riga D’Orazio

Maria Paola D’Orazio

Ieri pomeriggio c’è stata una Direzione del Pd di Sora con la presenza del segretario provinciale Luca Fantini. In cui sostanzialmente si sono prese le distanze da Roberto De Donatis.

È una posizione totalmente opposta a quella che si era prefigurata venerdì, quando i messaggi di solidarietà al sindaco erano stati abbondanti. Messaggi a cui era seguita una telefonata del sindaco a Maria Paola D’Orazio per invitarla a entrare in maggioranza. Lei ha risposto che ci avrebbe pensato, forse più per cortesia che per convinzione. Nonostante lei abbia smentito. Di sicuro da ieri sera non ci pensa più.

Le indiscrezioni che emergono sui retroscena della direzione Pd, infatti, sono pesanti. D’Orazio è stata attaccata frontalmente per la sua presenza in Consiglio senza aver avvisato il Partito. Una bella strigliata anche per il dottor Vinciguerra per aver sùbito fatto un’apertura. E una a tutti gli altri che già si immaginavano in maggioranza a soli sei mesi dal voto. Una presa di posizione che difficilmente si sarebbe potuta spiegare agli elettori.

In pratica è un No a qualunque ipotesi di Patto di fine mandato.

La riunione di maggioranza negata

Il sindaco non avrebbe dovuto annunciare le sue dimissioni, nessuno lo ha sfiduciato”: lo hanno fatto capire a chiare note Floriana De Donatis e Francesco De Gasperis. La mancanza del numero legale? “Quando non ci sono materie di bilancio non significa nulla” è la sostanza del loro pensiero.

Al primo cittadino sarebbe bastato convocare una riunione di maggioranza. Gliela avevano chiesta lunedì mattina il vicesindaco Fausto Baratta e il consigliere Alessandro Mosticone. Il sindaco non l’ha invece convocata, sostenendo che l’ordine del giorno era lo stesso del 4 marzo. Quei punti però non erano stati discussi con i consiglieri comunali. Questa la contestazione dei tre consiglieri di maggioranza. Motivo per cui hanno fatto mancare il numero legale. Il che non significa passare all’opposizione. In pratica volevano costringere il primo cittadino al convocare quella riunione.     

Il sindaco da oltre un anno a questa parte ci ha provato più volte a far sottoscrivere a tutti i consiglieri un patto di fine mandato. La prima volta è stato dopo che Fratelli d’Italia ha costituito il gruppo consiliare ufficializzando l’ingresso del Partito nella sua piattaforma civica: De Donatis in quell’occasione aveva capito che era destinato a tramontare il suo esperimento del 2016, quello della Piattaforma Civica con cui aveva convinto i Partiti ad ammainare i simboli.

L’ora del Patto

Il sindaco aveva capito subito che avrebbe ripreso piede la politica e si sarebbero creati schieramenti interni alla sua maggioranza pronti a intraprendere strade diverse. L’unico modo per tenerli tutti insieme era un patto di fine legislatura.

Allora forse i tempi non erano maturi. Ma oggi, allo stato dell’arte, converrebbe a tutti. Nessuna nuova opera in bilancio e investimenti perfettamente equilibrati fra i gruppi, perché il Manuale Cencelli non tramonta mai. A Roma è riuscito a far andare al Governo insieme Lega e Partito Democratico. A Sora potrebbe continuare a tenere in piedi una maggioranza che già esiste.   

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