Il Pd a formula Zingaretti in attesa della via green

Per la prima volta dopo anni c’è il tentativo di rimettere insieme la coalizione di centrosinistra per provare a vincere a Frosinone. Il modello di riferimento è quello regionale, ma inizia ad occorrere una linea green per il dopo: sia in caso di vittoria che di sconfitta.

Francesco De Angelis e Luca Fantini assicurano che l’entusiasmo sta crescendo e Domenico Marzi si mostra più fiducioso. Fino all’ultimo minuto disponibile continueranno a lavorare per compattare un centrosinistra che al momento resta comunque diviso: sia Vincenzo Iacovissi (Socialisti) che Mauro Vicano (coalizione civica) ad oggi non ritireranno le loro candidature e non ci pensano proprio a convergere su quella di Marzi.

Domani sera la manifestazione di Nicola Zingaretti al Dream Cinema potrà far capire quali possibilità reali può avere il centrosinistra di giocarsi fino in fondo la partita delle comunali di Frosinone. Sul palco con il Governatore del Lazio ci saranno Mauro Buschini, Sara Battisti e Antonio Pompeo, ma anche Luca Fantini e Bruno Astorre. I massimi rappresentanti politici ed istituzionali del Pd.

Perché sarà una cartina di tornasole sulla solidità dell’alleanza? Perché sarà l’occasione per verificare se saranno in prima linea anche i nomi ai quali nei giorni scorsi De Angelis e Buschini hanno mandato un forte segnale: l’ex sindaco Michele Marini, il candidato sindaco di cinque anni fa Fabrizio Cristofari, l’ex presidente d’Aula Norberto Venturi. Tutta gente capace di spostare in modo sensibile l’ago della bilancia.

La dottrina Zingaretti – Letta

Nicola Zingaretti ed Enrico Letta (Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Nicola Zingaretti inizierà da Frosinone il tour nelle province laziali per illustrate le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A Frosinone, su input preciso di Zingaretti, si sta costruendo una coalizione di centrosinistra simile a quella che c’è alla Regione Lazio: dal Movimento Cinque Stelle fino a Italia Viva, strizzando l’occhio a diverse liste civiche.

Basterà? Bisognerà aspettare naturalmente il voto. Negli ultimi anni però il Pd non aveva avuto una linea precisa sulle alleanze nelle Comunali. Per essere chiari: in altri tempi la candidatura di Mauro Vicano sarebbe passata, senza troppe riflessioni e perplessità; determinando l’ennesima lacerazione interna, una delle tante che ha portato il Pd al tracollo del 2018. La dottrina Zingaretti – Letta non lo consente più: tanto al centro quanto sui territori.

Ci sono state sconfitte durissime, l’ultima quella di Alatri. Ci sono state poche vittorie, ottenute grazie a strategie buone per una singola occasione. Come è successo a Sora. O quasi a dispetto del Partito, come avvenuto a Cassino. Ma a Frosinone, per volontà proprio di Nicola Zingaretti, si prova a ricominciare dal senso di coalizione, anche se non ci saranno il Psi di Gian Franco Schietroma  e Azione di Carlo Calenda.

Il laboratorio ed il green

Luca Fantini

Se Domenico Marzi dovesse riuscire a vincere, sarebbe una specie di evento di svolta e Frosinone diventerebbe immediatamente un “laboratorio”. Come lo fu in occasione della sua prima vittoria: vide insieme nella stessa parte del campo i Ds e la Margehrita precedendo la nascita del Partito Democratico; un “laboratorio” è stata la Regione Lazio quando nel 2018 Zingaretti ha vinto in controtendenza nazionale. Nello stesso giorno della rovinosa sconfitta del Pd di Matteo Renzi.

Ma al di là del laboratorio politico, in caso di vittoria come pure in caso di sconfitta, queste elezioni Comunali di Frosinone mettono in evidenza la necessità anche di un’altra strategia. È quella del rinnovo generazionale che non può limitarsi alla scelta di un Segretario giovane e di una Segreteria con un’età media finalmente più bassa. Inizia ad essere evidente la necessità di nuova linfa, nuove idee, nuove sensibilità. Quando vennero individuati come candidati, Domenico Marzi e Michele Marini rappresentarono, a prescindere dall’età anagrafica, un’ondata di novità e di freschezza, capace di generare una nuova generazione.

L’avvio del rinnovo generazionale sarebbe più urgente in caso di sconfitta del centrosinistra: sarebbe veramente difficile altrimenti immaginare una strategia di ripartenza.

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