Il Pd a rimorchio di Casapound. Ma i big lo sanno?

Quello che è successo ad Anagni va oltre ogni immaginazione. E deve indurre ad una riflessione tutti coloro che avevano tuonato contro il ruolo di Fratelli d’Italia alla Provincia.

Ad Anagni il Pd che aiuta Casapound per la convocazione di un Consiglio comunale. Sarebbe un tema adatto a realtà come Dagospia. O magari anche Striscia La Notizia. Hai visto mai che può scapparci la consegna di un Tapiro d’oro? In ogni caso è successo, in uno dei Comuni più grandi e importanti della Ciociaria. Anche sul piano della valenza politica.

Per carità, a volte nelle dinamiche trasversali delle opposizioni succede di tutto, però il Pd provinciale è stato molto netto nel recente passato su quello che succede alla Provincia, guidata peraltro dal presidente Antonio Pompeo. Un esponente di punta dei Democrat, anche se dall’area minoritaria di Base Riformista.

FdI no ma Casapound si

DANIELE MAURA E ANTONIO POMPEO

Nessuno può dimenticare le critiche che Sara Battisti, consigliere regionale e presidente di  Commissione, ha rivolto allo stesso Pompeo per il fatto che alla Provincia il consigliere Daniele Maura (Fratelli d’Italia) ha le deleghe alla Presidenza dei Lavori dell’Assemblea. Inoltre, quando Maura ha esternato il suo pensiero sui social su temi di carattere sociale o identitario il fuoco di fila è stato micidiale. Silenzio assordante invece sull’episodio di Anagni. Forse perché le levate di scudi dipendono dalla corrente alla quale uno appartiene?

Certamente però una riflessione globale il Pd dovrebbe farla. E di corsa. Perché in ogni caso se il principale Partito della sinistra ha come obiettivo massimo quello di andare a ricasco di Casapound per la convocazione di una seduta di Consiglio comunale, certamente c’è da interrogarsi. Non poco. E dovranno farlo tutti, senza scorciatoie.

Ma dov’è finito il Pd?

Fantini e Astorre

A cominciare dal segretario provinciale Luca Fantini, sempre molto attento a “marcare” Pompeo su Fratelli d’Italia. Dovranno farlo i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti. Dovrà farlo Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico. Non può essere certamente il “suo” Pd quello che converge su Casapound. Lui faceva accordi trasversali con Antonello Iannarilli (Forza Italia), Alessandro Foglietta (An) e Annateresa Formisano (Ccd) per motivazioni politico-elettorali di livello diverso. E comunque nell’ambito di una leadership del Pd.

Sarebbe pure interessante capire cosa penserebbe il neo segretario Enrico Letta di un episodio del genere. O quale idea di è fatto il senatore e segretario regionale Bruno Astorre. Oppure il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, autore dell’accordo con il Movimento Cinque Stelle proprio per spostare nel centrosinistra l’asse di una coalizione alternativa al centrodestra.

Magari il Pd provinciale potrebbe perfino interrogarsi sul recente passaggio di Lucio Fiordalisio (sindaco di Patrica ed ex reggente dei Democrat) a Fratelli d’Italia. Evidentemente certi confini non sono più tanto delimitati. E a perderci è il Pd. (Leggi qui Quel Pd che sui rifiuti gioca su due tavoli).

Ma i Democrat in soccorso di Casapound va oltre ogni immaginazione.

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