Il Pd, De Angelis e Pompeo: ci pensa Astorre

Decine di telefonate al segretario regionale del Partito Democratico, che rappresenta le vera “sintesi” tra due “anime” diverse ma complementari e necessarie. Perché l’unità è imprescindibile.

Il telefonino del senatore Bruno Astorre, segretario regionale del Pd, è stato “bollente” tra ieri ed oggi. Perché se c’è uno che in questo momento può rappresentare un momento di sintesi in Ciociaria è lui. Forse la lista unitaria a sostegno della candidatura alla segreteria nazionale di Nicola Zingaretti non si farà, ma l’unità è fondamentale per essere alternativi a Cinque Stelle e Lega. Anche dalle nostre parti.

La componente Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti sta crescendo ulteriormente: nell’ultimo mese ci sono state le adesioni del coordinatore provinciale Domenico Alfieri, dell’ex parlamentare Nazzareno Pilozzi, dell’ex consigliere regionale Marino Fardelli, di Francesca Cerquozzi e di tanti altri.

Ma, sempre nell’ultimo mese, si è delineata l’area di Antonio Pompeo, presidente della Provincia e sindaco di Ferentino, il quale ha stretto un patto di ferro con l’ex segretario Simone Costanzo, peraltro leader provinciale di AreaDem, la componente di Astorre. Ma in questo gruppo ci sono anche tantissimi esponenti centristi, alcuni dei quali si erano allontanati negli ultimi tempi: Michele Marini su tutti.

La “mission” di Pompeo è recuperare voti che al Pd non sono andati più o che mai andrebbero. Anche guardando al centrodestra. Perché esattamente come nel Lazio una parte di elettori di Forza Italia ha votato per Zingaretti, in Ciociaria una parte di Forza Italia ha votato per Pompeo. Di elettori (a Ferentino) e di amministratori (alla Provincia).

Perfino in queste ore a Pompeo guardano autorevoli esponenti di centrodestra. In realtà Francesco De Angelis e Antonio Pompeo sono complementari e in qualche modo “condannati” a stare insieme. De Angelis tiene il fronte interno, Pompeo cerca di recuperare voti all’esterno. Entrambi sosterranno Nicola Zingaretti. Entrambi hanno sostenuto Bruno Astorre. Il quale in queste ultime pre ha ricevuto decine di telefonate. A tutti ha risposto: “Dai, dobbiamo restare uniti. Ci penso io”. Eh già, ci pensa Astorre.


error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright