Il Pd non può ignorare le comunali di Frosinone

Situazione di stallo assoluto nel capoluogo, dove i problemi da risolvere sono tantissimi. E non si può far finta che la volta scorsa nella lista tanti candidati presero zero o una preferenza. Non c’è solo il tema del candidato, ma soprattutto quello di recuperare delle situazioni e pacificarne altre. Il tema sul tavolo di Fantini.

Il Partito Democratico continua a non porsi il problema dei problemi nel panorama politico ciociaro. Cioè le elezioni comunali di Frosinone, in programma nel giugno 2022. Tra poco più di un anno. Come se non ci fossero. (Leggi qui Marzi, Marini, Cristofari: perché De Angelis vuole tutti).

Mesi fa Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico, lanciò l’idea delle primarie, che però è caduta letteralmente nel vuoto. Ogni tanto riemergono le possibili scelte per provare a riconquistare un Comune che il centrosinistra ha guidato per tre mandati. Due volte con Domenico Marzi e una con Michele Marini. Una terza sconfitta consecutiva costringerebbe la coalizione a restare all’opposizione per cinque anni e a quel punto si imporrebbe davvero una rifondazione anche della classe dirigente.

La pacificazione sconosciuta

Fabrizio Cristofari (Foto: A.S. Photo / Andrea Sellari)

A non dare segnali di vita è soprattutto il circolo cittadino del Partito. Comprensibile la scelta del profilo basso del segretario Andrea Palladino, persona riservata e per nulla avvezzo alle telecamere. Naturalmente preferisce che prima si risolva la vicenda che vede anche lui protagonista, quella della graduatoria degli idonei dalla quale ha attinto il consiglio regionale del Lazio nell’ormai famoso concorso. Però il Pd non può non porsi diversi problemi.

Intanto l’eventuale recupero dell’ex sindaco Michele Marini. Lo si vuole tentare o no? Quindi il ruolo di Fabrizio Cristofari, mandato letteralmente allo sbaraglio nel 2017? Qualcuno si è davvero scusato con lui? Poi c’è il macigno della lista. La volta scorsa fu presentata all’ultimo istante utile, con tanti candidati che raccolsero zero voti. O uno, o due. Non si può replicare quella figuraccia. Poi c’è il problema del gruppo consiliare. L’anomalia più vistosa è la “guerra” senza quartiere tra il capogruppo Angelo Pizzutelli da una parte e il consigliere provinciale e comunale Alessandra Sardellitti dall’altra. Ma i Democrat farebbero bene a non sottovalutare neppure la demotivazione di Norberto Venturi e, per certi versi, anche di Fabrizio Cristofari.

Alleanze comunali sconosciute

Francesco De Angelis e Stefano Pizzutelli

C’è poi il tema delle alleanze: da Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) al gruppo Frosinone Indipendente. Nessun segnale neppure sul versante di una possibile intesa con i Cinque Stelle.

Infine, Mauro Vicano: l’ex direttore generale della Asl di Frosinone sta lavorando ad una coalizione civica, ma è chiaro che anche lui vuole aspettare per capire come evolverà la situazione. In queste condizioni è complicato pensare di costruire una coalizione forte e competitiva per tempo.

Probabilmente dovrà essere il segretario provinciale Luca Fantini a caricarsi  la situazione in questa fase. Per poter dare in tempi rapidi una sorta di road map verso le Comunali 2022.

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