Il Pd sceglie la prof e si avvia alla seconda spaccatura

Il Pd rompe gli indugi e va alla conta. Appoggerà la professoressa Sabina Mitrano alle elezioni Comunali di Gaeta. Avviandosi così verso una nuova spaccatura. Il Partito è diviso su tre candidati. Inaugurati i Point

Il dado è tratto: il Partito Democratico stamperà per la prima volta il suo simbolo sulla scheda delle elezioni Comunali di Gaeta: sosterrà la professoressa Sabina Mitrano. Ma questo gli costa l’unita costruita a fatica con il Congresso di due settimane fa. L’opposizione interna non seguirà il Partito ma sosterrà l’ex sindaco Silvio D’Amante candidato. Nemmeno la componente maggioritaria ci sarà: aveva disertato il Congresso contestando la validità delle convocazioni; sosterrà l’erede dell’amministrazione uscente Cristian Leccese.

Il Rubicone del Pd

Il Segretario Pd Gianluca Conte

 Il suo Rubicone il Pd l’ha attraversato nella tarda serata di venerdì. La decisione l’ha presa presso un locale messo “gentilmente a disposizione” del Partito dal centro servizi Leonardo, in località 25 Ponti, ai confini con il comune di Itri. Qui il Partito senza una sede (la scorsa riunione è avvenuta in un locale parrocchiale) ha rotto gli indugi ed ha messo ai voti la decisione sulla linea da seguire per le prossime Comunali di metà giugno. (Leggi qui la riunione precedente: Il Pd al bivio, le primarie rischiano di diventare una trappola).

La conta aveva un esito già scritto: da sempre la maggioranza interna intende appoggiare la candidatura a sindaco di Sabina Mitrano. La Direzione ha raccolto il messaggio lanciato una settimana fa dalla professoressa di Lettere quando ha ufficializzato la sua candidatura. Quel giorno ha invitato ufficialmente il Pd a convergere sul suo nome ed affiancarsi ai civici di Gaeta Comunità di Valore, di Una Nuova Stagione ed al circolo cittadino di Europa Verde. (Leggi qui: La prof lancia l’appello, il Pd in settimana lo raccoglie).

Il neo segretario Gianluca Conte ha messo ai voti la proposta. Che di fatto è stato un No alla richiesta della minoranza interna: reclamava le Primarie di Partito o almeno di coalizione.

La conta interna

Giovanni Di Bernardo

L’esito della Direzione è stato schiacciante. Dodici sono stati i voti contro le Primarie e per convergere su Sabina Mitrano; con un’astensione nelle file della maggioranza del Segretario Conte (cui si è aggiunta un’assenza). Tre voti per le Primarie sono stati espressi dalla minoranza interna; con un’assenza e la scelta, polemica, di allontanarsi al momento della votazione presa dagli altri due componenti della Direzione e cioè l’ex primo cittadino Pds Silvio D’Amante e l’ex presidente del Consiglio comunale Damiano Di Ciaccio.

Inutile è stato il tentativo, disperato, di Silvio D’Amante di salvare il salvabile. Aveva mandato in avanscoperta l’avvocato Giovanni Di Bernardo  chiedendo in un intervento – definito dai presenti “appassionato e sofferto” – lo svolgimento delle Primarie nel rispetto delle previsioni Statutarie. “Chiedo il rispetto delle regole, delle regole che il mio Partito – ha detto l’avvocato Di Bernardo – si è dato con il suo Statuto”.

Il Segretario Conte ha illustrato con un documento di una pagina le ragioni dell’inopportunità di svolgere le primarie: non ci sono le condizioni numeriche, la scelta é netta e sostenuta da una maggioranza molto ampia. “Le Primarie in queste condizioni diventerebbero divisive”.

Scelta suicida e masochistica

Silvio D’Amante

A quel punto D’Amante e Di Ciaccio, di fronte a quella che hanno considerato una provocazione politica, hanno alzato i tacchi e si sono allontanati stigmatizzando quella che hanno definito una scelta “suicida, masochistica ed opportunistica”. 

Insomma non è andata giù la decisione di schierare il simbolo del Pd con Sabina Mitrano che non è iscritta al Pd a differenza di Silvio D’Amante. Soprattutto non è andata giù la motivazione: la prof Mitrano è stata definita “più competitiva ed appetibile nell’ambito di un processo di rinnovamento generazionale”. 

Presso il centro Leonardo si è consumato lo stesso strappo vissuto sette mesi fa nel Partito Democratico della vicina Formia. Anche lì la Direzione, con un solo voto di scarto (il famoso 7 a 6), decise di affidare il simbolo Pd alla candidatura del Segretario Luca Magliozzi piuttosto che alla componente interna guidata dal quattro volte sindaco Sandro Bartolomeo che invece proponeva di sostenere l’infettivologo civico Amato La Mura. È finita con la vittoria del centrodestra per poche decine di voti.

Divisi in tre

Cristian Leccese

Il Partito Democratico nei fatti a Gaeta si divide in tre blocchi. La componente vicina all’ex segretario provinciale Claudio Moscarelli ha contestato la validità del Congresso e non vi ha preso parte. Ha deciso di sostenere la candidatura di Cristian Leccese schierando la civica “Gaeta Democratica”, in continuità con l’amministrazione uscente che quell’ala Pd sostiene da dieci anni.

A meno di imprevedibili ripensamenti in extremis, Silvio D’Amante sarà protagonista della campagna elettorale. Scenderà in campo mantenendo fede al dialogo costruito con il Movimento 5 stelle, Demos, il Movimento Progressista e Insieme Per Gaeta.

Se così sarà, il Partito Democratico porterà come valore aggiunto alla corsa di Sabina Mitrano solo il simbolo Pd e poco o nulla altro. Ma ne è consapevole: è una scelta di identità, fatta per dare visibilità al Partito. Che poi si rischi di far vincere l’avversario come avvenuto a Formia è un altro ragionamento.

L’ora del Point

Il Point di Sabina Mitrano

Silvio D’Amante non tornerà in dietro. Non può fare diversamente dopo aver inaugurato in  Corso Cavour il suo point elettorale. È equidistante rispetto a quelli di Cristian Leccese e di Sabina Mitrano.

La professoressa lo ha aperto al civico 155 della storica via Indipendenza nei minuti in cui iniziava il direttivo del Pd presso il centro “Leonardo”. Una coincidenza non casuale.

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