Il Pd senza tetto e senza dialogo

Il messaggio del Commissario Dem di Cassino all'ala del "fuoco amico". Dice che "Un'identità si fonda non solo su valori enunciati ma su scelte di campo da praticare”. Ora si attendo segnali concreti da chi vuole il dialogo.

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

L’effetto-Letta ha fatto sentire subito i suoi effetti positivi sul Pd: nel consueto sondaggio settimanale del lunedì sera del TgLa7, il Partito Democratico ha guadagnato nuovamente la seconda posizione con un +0,8%. Gli ha permesso di superare in un colpo solo M5S e FdI appaiati al 17%.

Sono numeri, sono sondaggi. Vanno presi con tutta la cautela del caso. Ma certamente sono indicativi del fatto che il nuovo Segretario è stato ben accolto nella base dei democratici. Enrico Letta ha detto che intende ripartire dai circoli, dalle sezioni. Non potrà visitare, pur volendo, però, quella di Cassino. Non per le norme anti-Covid. E nemmeno perchè sarebbe accolto in malo modo. Ma perchè non sarebbe proprio accolto. Nel senso che una sede fisica, oggi, il Pd di Cassino non ce l’ha.

Il sondaggio di ieri sera su La7

Dopo quella storica in piazza Marconi, l’ex segretario Marino Fardelli aveva optato – con tanto di taglio del nastro insieme a Matteo Richetti – per una più comoda location in via Arigni. Quando Marino Fardelli se n’è andato sbattendo la porta, poco dopo è terminato anche il contratto di fitto.

Pd senza tetto

Durante la gestione commissariale di Romeo Fionda – già presidente di circolo con Marino Fardelli, e attualmente ancora commissario – il Partito non ha mai più avuto una sede.

Non si è mai confrontato. Non si è più svolto un congresso. L’unica occasione di confronto è stata l’assemblea al parco Baden Powell quest’estate chiamata ad esprimersi sulla candidatura di Luca Fantini per il congresso provinciale. Nell’occasione è giunta in città il consigliere regionale Sara Battisti che aveva invitato i Dem a mettere da parte le divisioni e ad avviare un percorso di dialogo costruttivo e unitario anche a Cassino. L’appello sembra non essere stato raccolto dalle “correnti” e il Pd di Cassino è ancora diviso tra il blocco degli amministratori e i detrattori dell’amministrazione. Quello che Salera considera il “fuoco amico”.

Il messaggio di Romeo

Segnali precisi li ha mandati il commissario Romeo Fionda. Nelle ore scorse ha rilasciato una serie di dichiarazioni con cui commentare l’elezione di Enrico Letta. È chiaro che stesse parlando in realtà al Pd di Cassino calibrando bene le parole.

Romeo Fionda con Marino Fardelli

Ii riferimenti al circolo locale sono evidenti quando dice: “Al Pd serve darsi un’identità chiara, coerente con i nostri valori. Un’identità che non si fonda però astrattamente solo su valori enunciati ma su scelte di campo da praticare. La crisi del Ps è anche la crisi del campo progressista, e sicuramente chiarisce definitivamente il bivio a cui ci troviamo. Un bivio che non può essere affrontato soltanto con l’ennesimo cambio di segretario”.

In pratica, se c’è la stessa visione di campo bene; altrimenti è inutile tentare avvicinamenti. Prosegue Fionda “In questa fase è necessario mettere insieme una rete che trasversalmente unisca chi nelle diverse forze sociali e politiche condivide questa stessa visione del futuro, che pone al centro la giustizia ambientale, la giustizia sociale, il tema della parità, il lavoro di qualità. Una rete in cui ognuno metta in gioco la propria sensibilità e la propria identità”.

Il segnale è lanciato: chi vuole riaprire il dialogo deve sole mandare un segnale concreto di condivisione sulla visione del futuro. (Leggi anche Prima le tessere, poi il congresso: per stare sicuri).

L’indifferenza del sindaco

Il sindaco Enzo Salera, dal canto suo, non si sbilancia invece in commenti sulla nuova governance del Pd. Sembra ben poco appassionato alle vicende del Partito, ma decisamente più concentrato sulle questioni amministrative.

Tra le altre cose ha annunciato nei giorni scorsi il bando per affidare la villa comunale ai privati. Chi si aggiudicherà il bando dovrà provvedere alla manutenzione e al decoro della villa e verserà al Comune un affitto di 16.000 euro l’anno per l’immobile che dovrà ristrutturare a sue spese all’interno del polmone verde della città dove potrà nascere un chiosco sul modello del parco Baden Powell.

Enzo Salera. (Foto: Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

Si tratta di una sinergia pubblico-privato ma la villa restà però di proprietà del Comune” ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici Francesco Carlino per spegnere sul nascere le polemiche su chi è subito insorto contro la presunta privatizzazione. C’è tempo fino al 21 aprile per rispondere al bando: trovare un investitore per un’attività del genere è impresa ardua, ma non impossibile, si dicono fiduciosi in Municipio.

Il sindaco Enzo Salera si è sempre detto fiducioso anche quando ha deliberato, un anno fa, il piano di fabbisogno del personale che prevedeva l’assunzione di sei vigili tramite concorso e senza la stabilizzazione dei quattro ex agenti precari che hanno lavorato a Cassino tra il 2012 e il 2015. Tre di loro hanno impugnato quella delibera davanti ai giudici, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Ieri, con la sentenza pronunciata dai giudici del Tar di Latina che ha respinto il ricorso degli ex agenti, è calato il sipario sulla battaglia legale. Chi vorrà proseguire dovrà andare al Consiglio di Stato.

Salera si gode la vittoria e dice: “Ho sempre sostenuto che, riguardo alle assunzioni dei tre lavoratori, mi sarei scrupolosamente attenuto a quanto avrebbe stabilito la Magistratura. Così farò“.