Il Pd si riunisce per guardarsi l’ombelico

Via alla riunione del Pd a Cassino. Ma non per parlare di tesseramento o alleanze. In agenda "funzione" e "senso". Mentre Stellantis ridisegna la mappa mondiale dei suoi stabilimenti. E nessuno ricorda che il sindaco Salera non ha l'autosufficienza elettorale

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Una prima riunione per fare il punto in vista del Congresso da svolgere dopo il tesseramento che scade a fine a mese? Niente affatto. Un incontro per discutere dei primi due anni dell’amministrazione Salera e più in generale delle azioni da fare come Partito Democratico in seno a un gruppo consiliare che vanta ben sette esponenti in assise? No, neanche questo. Il circolo del Pd di Cassino sembra faccia proprio fatica a parlare di politica. Nessun dibattito sui grandi temi. Ma neanche sulle piccole questioni amministrative. Il commissario di circolo Romeo Fionda ha convocato gli iscritti per questa sera per discutere come organizzare le Agorà democratiche.

UN PD FUORI TEMPO E FUORI LUOGO

Romeo Fionda e Simone Costanzo

Il punto 21 della consultazione avviata dal neo segretario Enrico Letta reca il titolo “Come organizzare le Agora democratiche?”. – sottolinea Fionda – Va considerato come uno dei più impegnativi e dei più decisivi per il rinnovamento del Partito democratico. Si tratta, infatti di una radicale riforma organizzativa dei circoli territoriali del Partito, che punta a rifondarli come luogo permanente di consultazione e di proposta sui temi più vitali e più problematici del dibattito politico e amministrativo delle città e dei territori”.

L’appuntamento è per questa sera alle ore 21 sulla piattaforma zoom. Ma appare come una discussione fuori tempo e fuori luogo all’interno di un Partito che da due anni è chiamato a ritrovare a una propria identità, a costruire una leadership, ad incidere nel dibattito politico. Un Partito che in due anni ha divorato 4 leader e annessa classe dirigente. passando da Matteo Renzi a Matteo Orfini, poi di nuovo a Renzi, quindi a Maurizio Martina, a Nicola Zingaretti ed ora a Enrico Letta.

Un Partito che a Cassino esprime ben 7 consiglieri comunali – pari a circa il 30% dell’assise – il presidente del Consiglio comunale e il vice sindaco. Ma anche il sindaco Enzo Salera e molti assessori hanno in tasca la tessera del Pd. Eppure non è in grado di avviare un dibattito interno, pesare le sue sensibilità, stabilire una maggioranza ed una minoranza, costruire una dialettica, elaborare una proposta politica.

FUNZIONE E SENSO

Nella riunione di questa sera si parlerà invece, in maniera astratta, di “funzione” e “senso”. Lo scrive nella sua relazione il commissario del circolo del Pd Romeo Fionda. «Con il termine “funzione” – dice – si fa riferimento alla città come sede delle attività istituzionali del Comune e punto di riferimento delle attività politiche (relazioni col governo regionale del Lazio) e sindacali; sede del Tribunale ed epicentro di una vasta area di utenza pubblica connessa alle sue competenze territoriali; sede dell’Università degli Studi (con le implicazioni per il sistema dei trasporti e delle strutture di accoglienza degli studenti e del personale docente e amministrativo); come centro nella gestione dei rapporti internazionali (Enti per la promozione del turismo e il coordinamento delle agenzie turistiche); sede per la programmazione delle attività economiche e sociali (Cosilam e produzione industriale: sede dello stabilimento Fiat Chrysler e delle piccole e medie imprese sparse nel territorio cittadino)».

«Con il termine “Senso”, invece, si intende l’elaborazione sociale e culturale di stili, tendenze, paesaggi ed eventi, che definiscono un’immagine riconoscibile della Città a livello nazionale e internazionale, con riferimento alla prestigiosa presenza dell’Abbazia di Montecassino e alla memoria storica legata agli eventi della seconda guerra mondiale, nonché all’attività di promozione e diffusione della cultura connesse alla presenza dell’Università degli Studi. Il senso, pertanto, attiene ai valori e alle istanze del civismo, sulle quali si fonda ogni autentico progetto di cittadinanza attiva, incentrato sul “sentimento comunitario” che alimenta la partecipazione ad uno sforzo collettivo, e la condivisione di una visione comune che attiene al fondamento dell’essere cittadino”.

QUESTIONE FCA E TESSERAMENTO

Una discussione che appare ancora più fuori tempo e fuori luogo in relazione al passaggio su Fiat Chrysler. Fuori tempo, perchè lo stabilimento Fiat che da mezzo secolo è il motore dell’economia del territorio oggi si chiama Stellantis, non più Fiat Chrysler; fuori luogo. Perchè gli operai di Stellantis e delle aziende dell’indotto si aspetterebbero dal Partito maggiormente rappresentativo della sinistra italiana un’azione incisiva in questa difficile fase che stanno vivendo.

Giovedì è in programma un importante vertice tra il Ceo Tavares e i sindacati: migliaia di posti sono saltati in questi ultimi due anni tra azienda ed indotto. Non v’è una strategia politica, non c’è una politica industriale, non c’è una politica energetica. Non c’è chi da Cassino alzi la voce per dirlo ai Parlamentari che hanno assistito silenziosi alla vendita di Fca ai francesi di Psa. (Leggi qui Stellantis, a Cassino Plant il peggiore resultato).

Dal punto di vista squisitamente politico, invece, il tesseramento procede a rilento e non si dovrebbe andare oltre le 200 tessere. Significa cioè che non c’è nessuna lotta a fare pacchetti e pacchettini di tessere e non si arriverà dunque a numeri imbarazzanti. Ma l’unità appare difficile da raggiungere fino a quando non si affronteranno i veri nodi che ad oggi dividono il Partito. Non si costruisce l’unità senza un confronto. A Cassino invece si preferisce continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto parlando di altro.

LE ALLEANZE DA FARE

È altrettanto vero anche un altro punto. Questa sera il commissario Fionda “costringerà” gli iscritti al Pd a discutere di alleanze e di come immaginano il futuro dei Dem. E lo farà pur non snocciolando temi amministrativi che riguardano da vicino la città di Cassino.

Il non detto è uno. Senza la ventata di freschezza portata da Demos, dal civismo della lista “Salera sindaco” e dal sostegno al secondo turno di altre forze civiche e parte del M5S, il Pd oggi non sarebbe al governo della città. L’ottimo risultato portato alle scorse elezioni comunali non è frutto di autosufficienza politica.

ENZO SALERA E ROMEO FIONDA

Il commissario del circolo di Cassino Romeo Fionda nella sua relazione che sarà discussa questa sera dagli iscritti quindi spiega: “Occorre dare finalmente metodo e sostanza al concetto di apertura e di confronto, uscendo dalle vuote formule della retorica dell’ascolto e del dialogo, in cui troppo spesso ci si rifugia – in mancanza di meglio- nell’immediata vigilia delle consultazioni elettorali».

Significa cioè che bisogna lavorare da subito a un piano di alleanze, anche e soprattutto sul territorio. Ma affinchè ciò accada c’è bisogno di un Pd forte e strutturato, di un Partito unito. Altrimenti pur trovando convergenze con altre forze, c’è il rischio di spaccature interne: le elezioni del 2019 lo hanno dimostrato, e i cocci non sono stati ancora reincollati!