Il Pd verso un passaggio storico: dalla stagione dei due Francesco al binomio Pompeo-Buschini

Francesco De Angelis si sta ritagliando un ruolo di regista e di punto di riferimento universale del partito in Ciociaria, mentre l’ex senatore è ormai un semplice militante. E’ l’ora di un nuovo assetto, che probabilmente emergerà al congresso. Per il futuro i protagonisti e i capi saranno Mauro Buschini da una parte e Antonio Pompeo dall’altra. Ma attenzione a Sara Battisti.

Il 26 gennaio la campana suonerà per tutti. Le elezioni dell’Emilia Romagna avranno un formidabile effetto a cascata, anche in provincia di Frosinone. Dove il Partito Democratico in realtà si sta riposizionando anche al proprio interno. In maniera chiara e importante. 

Iniziamo da Pensare Democratico. Il leader Francesco De Angelis ha ormai indossato  i panni del regista, non quelli del centravanti di sfondamento. Si è messo a disposizione per rappresentare un punto di riferimento per tutti (non solo per la propria area) in vista del congresso. Ha avviato un confronto con il presidente della Provincia Antonio Pompeo, ha investito l’attuale segretario Domenico Alfieri del compito di traghettare il Partito in questo importante periodo (ma il silenzio di Alfieri è assordante). Poi ha detto alla propria componente che è arrivato il momento di andare oltre l’impostazione correntizia, guardando all’esempio delle “sardine” emiliano romagnole. (leggi qui Pd, la rivoluzione di De Angelis. Ora si va alla conta)

Francesco De Angelis Foto: © Imagoeconomica Giacomo Quilici

Questo non vuol dire smobilitare, ma effettuare uno scatto diverso. Lui, Francesco De Angelis, è concentrato sul ruolo di commissario del Consorzio industriale unico del Lazio, in attesa di diventare presidente. Nella sua componente il delfino è il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. Ma c’è anche Sara Battisti, consigliere regionale. Oltre a tantissimi altri: da Nazzareno Pilozzi a sindaci, assessori, consiglieri, militanti.

De Angelis sarà tenuto in considerazione alle politiche, in ogni caso. La sua carriera parla per lui. Fra l’altro è tra i pochissimi che davvero ha fatto crescere una classe dirigente di giovani. Non soltanto Mauro Buschini e Sara Battisti.

Al congresso provinciale non rivendicherà nessuna candidatura, ma si aspetta che si arrivi ad un percorso veramente condiviso. Con l’area di Antonio Pompeo, il quale a questo punto dovrà cercare di aggregare il più possibile. Iniziando da un’accelerazione sul versante del confronto con l’ex segretario Simone Costanzo. Il terreno è fertile. La componente di Pompeo, Base Riformista, annovera diversi amministratori locali. È su quello che punterà.

Simone Costanzo, sindaco di Coreno Ausonio

Ma da un punto di vista perfino generazionale il confronto interno è destinato a cambiare. La stagione dei due Francesco (De Angelis e Scalia) ha riservato vittorie a raffica del Pd in provincia di Frosinone. Una stagione culminata da un lato con l’elezione ad europarlamentare dello stesso De Angelis e poi con l’elezione a senatore dello stesso Francesco Scalia. Adesso, dopo che Scalia ha fatto dieci passi indietro tornando un semplice militante, De Angelis è intenzionato sì a restare protagonista ma con ruoli diversi.

Per il futuro il prossimo binomio dei Democrat sarà quello formato da Mauro Buschini da una parte e da Antonio Pompeo dall’altra. Non con un ruolo paritetico: ognuno dovrà conquistare con i voti e con il consenso i propri spazi.

Il congresso di febbraio sarà il primo test per capire equilibri e scenari.

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