Il pressing di Zingaretti che ha messo all’angolo Conte

Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Per l’intera giornata di ieri il segretario nazionale del Pd e presidente della Regione Lazio ha tenuto altissima la pressione sul Governo per il decreto sul Natale. Ma adesso l’offensiva continua per Recovery Fund e Mes. Al Nazareno non ne possono più del due Giuseppe Conte-Rocco Casalino.

Per tutta la giornata di ieri il presidente della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti ha incalzato il premier Giuseppe Conte: “Se il Governo non decide il Lazio farà l’ordinanza”. Perché sui provvedimenti per il Natale è andata in atto una commedia dell’assurdo.

Infatti Zingaretti aveva spiegato: “Credo che sia corretto prendere dei provvedimenti per mettere in sicurezza il Natale. Sono convinto e mi auguro che oggi ci sia un provvedimento del governo, ma se non ci fosse, domani o nella prossime ore il Lazio sicuramente varerà una ordinanza regionale che riguarderà tutto il periodo delle feste natalizie».

Nicola Zingaretti. Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Ci sono motivi ben precisi. “È evidente che da noi la zona gialla ha funzionato ma durante il periodo delle feste, in cui aumenta la frequentazione tra le persone, questa non basta più. Non bisogna girare intorno al problema, rischiamo un gennaio e un febbraio che possono diventare drammatici e quindi bisogna intervenire. Ripeto, io confido che si possa fare a livello nazionale, ma noi siamo pronti a farlo per il Lazio anche perché i commercianti, i ristoratori e i bar, che hanno collaborato in questo periodo, è giusto che abbiano delle certezze che vanno date in un tempo congruo”.

L’irritazione di Zingaretti

Rischiamo un gennaio e un febbraio che possono diventare drammatici e quindi bisogna intervenire”. È questa la frase centrale dell’intero ragionamento del segretario del Pd, il quale in pubblico mantiene i nervi d’acciaio ma in privato non ne può più dei “balletti” di Giuseppe Conte e dei Cinque Stelle. Anzi, se non ci fosse Matteo Renzi a minacciare la crisi forse l’atteggiamento di Zingaretti sarebbe ancora più duro. (Leggi qui Renzi non scherza. E tutti, si preparano alle elezioni).

Fra l’altro tutti gli indicatori segnalano in modo univoco che la situazione va monitorata costantemente. Il valore Rt, l’indice di trasmissibilità del virus, sta risalendo e si tratta del valore più preoccupante perché attiene direttamente alla capacità di contagio di una persona infetta. Ci sono dunque tutti i presupposti, politici e sanitari, per una “stretta”.

Pure sul piano dei rapporti politici del Governo, considerando che non sono state risolte le due vere questioni sul tappeto. La prima è quella dei 309 miliardi di euro del Recovery Fund: Conte ha proposto una “cabina di regia” che svuoterebbe le competenze dei ministri e del Parlamento. La seconda è il no dei Cinque Stelle al Mes, fondamentale per il versante sanitario.

E se il “balletto” sul Natale fosse stato usato come arma di distrazione di massa dal duo Conte-Casalino? Al Nazareno c’è chi lo pensa.

Il Governo resta appeso a un filo. E non soltanto per volontà di Matteo Renzi. Anche Nicola Zingaretti sta ragionando seriamente.



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