Il prezzo della tregua in Forza Italia? La testa di Ciacciarelli

Il prezzo della tregua? La testa del coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli. Servita su un piatto d’argento o sul carrello dei bolliti non fa differenza. E’ il dazio chiesto a Mario Abbruzzese da Antonello Iannarilli per chiudere la stagione delle polemiche in Forza Italia.

La richiesta è stata avanzata lunedì in tarda mattinata. A tavola. Abbruzzese e Iannarilli si sono visti a pranzo, in un ristorante di Frosinone. Poche ore prima che si riunisse il Coordinamento Provinciale del Partito, in una sala riservata dell’Hotel Cesari.

Il consigliere regionale ha proseguito sulla strada tracciata nelle settimane precedenti da Antonio Tajani quando ha messo intorno allo stesso tavolo sia lui che Iannarilli, per un aperitivo, durante la visita all’ospedale di Alatri. Ma questa volta, le cose sono andate in maniera diversa.

L’ex deputato, ex consigliere ed ex assessore regionale, ex presidente della Provincia di Frosinone, ha presentato il conto. Mandando di traverso il pranzo al suo commensale. Gli ha detto – in soldoni – “Se vuoi che torniamo a discutere, devi togliere di mezzo Caccarelli (testuale, riferendosi al coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli) e tutto il coordinamento, si azzera e si riparte”.

Il ragionamento politico fatto da Iannarilli è stato: “Questo coordinamento non ha prodotto risultati, abbiamo perso in tutti i grandi centri perché è mancato il ruolo del coordinamento”. Con chi sostituirlo? “Non voglio il coordinamento, né per me né per Alessia Savo né per uno dei miei, mettiamo uno che non sia né dei miei né dei tuoi” ha concesso Iannarilli.

E poi le elezioni comunali. Iannarilli continua a sognare di fare il sindaco della sua città. Ma ancora non ha deciso se riprovarci: è rimasto scottato dall’ultima tornata, quando non è rientrato nemmeno nel consiglio comunale. “Ad Alatri – ha ammonito – non provate a mettervi in mezzo perché altrimenti faccio tutto il contrario di quello che fate voi. Se decido di candidarmi, scendo in campo”.

La risposta di Mario Abbruzzese? ‘Non possumus’ disse Papa Pio IX al Regno d’Italia che chiedeva di confrontarsi con lui. Ma Mario Abbruzzese non conosce bene il latino. E pare che gli abbia risposto: “Antone’, se te ne tiè stasera vieni se no statt’ alla casa”. E Antonello non è andato al Coordinamento.

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