Il profilo democristiano dei presidenti della Provincia

Da Loreto Gentile a Francesco Scalia, da Antonello Iannarilli ad Antonio Pompeo: tutti provenienti dall’ex Dc. Cambiano i sistemi elettorali e le funzioni, ma per guidare l’ente di piazza Gramsci occorre un dna moderato e centrista. Lo dicono i fatti.

All’inizio fu Loreto Gentile, il primo presidente della Provincia di Frosinone eletto direttamente dai cittadini. Esponente della Margherita-Ppi. Insomma degli eredi della Democrazia Cristiana.

Poi iniziò l’era di Francesco Scalia, leader della Margherita-Ppi, democristiano nel dna culturale prima che politico. La prima volta sconfisse Attilio Turchetta, la seconda Paolo Fanelli. Entrambi  candidati del centrodestra.

Poi arrivò il turno del successo di Antonello Iannarilli, numero uno di Forza Italia. Anche lui però proveniente dalla Democrazia Cristiana. Riuscì a battere al ballottaggio il segretario del Psi Gian Franco Schietroma.

Francesco Scalia (Foto © Imagoeconomica / Sara Minelli)

Da quel momento in poi, dopo il commissariamento targato Peppe Patrizi, è arrivata la riforma Delrio. Province trasformate in enti di secondo livello, voto ponderato, sistema elettorale stravolto: popolo sovrano a casa, sindaci e consiglieri comunali alle urne. In entrambe le occasioni ha vinto Antonio Pompeo, uno degli uomini di punta del Pd. Ma dell’area di Scalia. Insomma, un ex democristiano anche lui. Nel 2014 si aggiudicò il derby con Enrico Pittiglio (Pd), nel 2018 vinse su Tommaso Ciccone, del centrodestra.

Animo democristiano

I sistemi elettorali cambiano, il profilo del presidente della Provincia no. E quel profilo è democristiano. Da Loreto Gentile a Francesco Scalia, da Antonello Iannarilli ad Antonio Pompeo. Importa poco sotto questo punto di vista se votano i cittadino o gli addetti ai lavori. Importa come viene percepito un ruolo che è di equilibrio, di garanzia e di spessore istituzionale.

Giuseppe Patrizi

La Provincia è un ente di coordinamento in materie come i rifiuti, l’acqua, l’edilizia scolastica, le manutenzioni, la protezione civile. I precedenti dicono che la differenza la fa la capacità di aggregare.

Adesso, il 18 dicembre, si vota per eleggere i 12 consiglieri. Mentre il mandato di Antonio Pompeo scade il 31 ottobre 2022. Ma gli schieramenti cominceranno da febbraio a porsi il problema del candidato. Perché i partiti sanno bene che, nonostante i tagli di risorse, di personale e di deleghe, la Provincia ha una sua specificità. E allora occorre scegliere il candidato con il profilo migliore. Meglio se ex democristiano.

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