Il pugno del Covid all’edilizia ciociara

La pandemia ha acuito le problematiche di un settore già claudicante. Il quadro del segretario provinciale Feneal Uil Flavio Fareta. Tra numeri, agognate svolte green e strumenti “non ancora assorbiti”.

Alessio Brocco
Alessio Brocco

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo

Ci mancava soltanto il Covid a infliggere un colpo (quasi) da ko all’edilizia. Uno dei settori più importanti a livello nazionale, già colpito da una crisi che lo ha visto perdere oltre 500.000 lavoratori dal 2008, con la pandemia ha caracollato prima di aggrapparsi alle corde del ring per continuare, comunque, a combattere.

Ma fino a quando? E con quale strategia? Quali armi? Proviamo a capirlo.

La provincia di Frosinone non è stata di certo risparmiata dalla crisi e la pandemia ha acutizzato un malessere che aveva portato gli occupati del settore da 17.600 (2012) a 13.200 (2019) con una variazione in termini di percentuale del 25%, così come evidenziato nel rapporto Federlazio sullo stato di salute dall’edilizia nel Lazio.

Non solo numeri

Flavio Fareta

Flavio Fareta, segretario Feneal Uil Frosinone, ripercorre le tappe recenti e scatta una fotografia del comparto edilizia in provincia. Ma non solo. Parte da numeri, ma li inquadra da un’angolazione diversa.

“È doveroso iniziare da alcuni dati – sottolinea – e da una crisi che ha colpito il settore dell’edilizia a partire dal 2010”. Una crisi che ha colpito in modo violento. Basti pensare che nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017 la provincia di Frosinone ha fatto registrare-6.000 lavoratori. Spesso micro e piccole aziende.

Nei tre anni successivi c’è stata la ripresa nazionale. Ha avuto effetti anche sul territorio. “Sulla scorta della ripresa nazionale, anche in provincia di Frosinone è stato registrato un segno più, 15%, in termini di performance e fatturati aziendali”.

Poi arriva il Covid e quel dato viene decimato. Viene contenuto. “Contenuto, poi, -8% nel paragone tra gli anni solari 2019 e 2020 dove ad incidere è stata la prima parte dello scorso anno con i blocchi derivanti dal Covid”.

Qui sta il nocciolo della prima riflessione. “Qui – spiega Fareta – vorrei soffermarmi un attimo. Troppo spesso ragioniamo soltanto in termini di performance e fatturati aziendali ma non è, seppur rilevante, l’unico elemento da considerare. Mi preme mettere al centro della discussione anche la questione relativa alla cosiddetta massa salariale. Perché è fondamentale anche discutere sui dati riguardanti il numero dei lavoratori e sul loro monte ore”.

Nell’ultima parte del 2020 e nel mese di gennaio 2021 l’edilizia ha lanciato, come la famosa canzone del maestro Battiato, “segnali di vita” facendo registrare, così come afferma Flavio Fareta, “un+20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Eppure la luce in fondo al tunnel non è così vicina.

Armi, obiettivi e il fattore umano

Edilizia
Foto © Imagoeconomica

Tanta carne al fuoco. A partire dal Superbonus, l’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Si può fareper specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Misura che si aggiunge alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus).

Ma il Superbonus in provincia di Frosinone è davvero super? “Stiamo parlando di una leva importante – sottolinea il segretario provinciale Feneal Uil – ma che ancora non è stata completamente assorbita dalle persone. Siamo ancora, se così si può dire, in una fase di studio in cui poco è stato “cantierato”. Sul numero delle persone che aderiranno, inoltre, bisogna fare i conti con la diffidenza della gente nei confronti delle promesse del Governo e con coloro che non potranno accedere all’agevolazione poiché in situazione di abuso edilizio”.

C’è diffidenza verso un meccanismo che promette di ‘regalare’, in una società dove mai nulla viene regalato. E in effetti qualcosa da pagare c’è. Ma più di qualche intervento è partito, un segnale di ripresa si vede,

La transizione green

Foto di Yury Kim da Pexels

Nella sua panoramica sul comparto dell’edilizia Flavio Fareta pone l’attenzione anche sulla cosiddetta svolta green.

“Bisogna accelerare. Avere una casa più performante vuol dire avere meno inquinamento. Ne gioverebbe, allargando il discorso, anche la vivibilità della città. E oggi questo è un tema su cui investire e puntare in maniera decisa”.

La rotta della svolta green, anche a livello europeo (vedi il patto verde europeo che mira a rendere la nostra economia più adatta a un futuro verde, a rafforzarne la competitività proteggendo nel contempo l’ambiente e che mira a sancire nuovi diritti per i consumatori), è stata tracciata e passa per l’economia circolare che, in parole semplici, vuol dire autorigenerarsi garantendo l’ecosostenibilità.

Anche qui l’Europa ha tracciato la rotta con un preciso piano d’azione. Efficienza energetica e delle risorse, gestione dei rifiuti di costruzione e di demolizione, accessibilità, digitalizzazione. Tutti fattori chiave che passano anche per le competenze. Sempre più specifiche e necessarie.

Su questo punto il segretario provinciale Feneal Uil punta l’indice su quelle situazioni “che vedono operai qualificati come generici, ma che in realtà avrebbero già competenze più alte che potrebbe fruttare loro un salario più alto”.

Il pugno (quasi) da ko dato dal Covid ha fatto caracollare l’edilizia anche in provincia di Frosinone. Ma la spugna non è stata ancora gettata.