Il “Recovery” di Ceccano: il piano per diventare (quasi) normale

Tutto ma proprio tutto sul futuro sviluppo di Ceccano. Il Documento Unico di Programmazione. E le connessioni con i fondi del Recovery. Dove l'amministrazione ci sta e dove no

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

In tre anni Ceccano diventerà una città normale. O quasi. Lo dice il Dup: il Documento unico di programmazione. Cioè il principale strumento per la guida strategica e operativa di un ente: il Dup è il presupposto necessario sul quale poi deve orientarsi il Bilancio e tutti gli altri strumenti di programmazione.

Lo ha messo a punto la Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Caligiore. Che ha definito i suoi obiettivi strategici in vista dell’approvazione del Bilancio di previsione 2021/2023 e dei relativi allegati. La cui scadenza, per via dell’emergenza Covid, è slittata prima al 31 gennaio e poi al 31 marzo. Ora, con il “Decreto Sostegni“, il termine ultimo è stato fissato al prossimo 30 aprile.

Il sindaco Roberto Caligiore e la vice Federica Aceto

Nell’apposito Consiglio comunale, tra l’altro, verrà evidenziato che il disavanzo di amministrazione è sceso da tre milioni e mezzo di euro a due. È il buco creato per metà dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra e per metà dal Caligiore 1 (Leggi qui Disavanzo milionario, Corsi ci mette il dito ma gli ricordano il ‘tradimento’).

In attesa del recovery

Nel Dup non si pensa in grande: Ceccano non sarà di certo straordinaria. Anche se entro aprile il Governo Draghi consegnerà il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) alla Commissione Europea. Quello che, nel quadro del Next Generation EU, è ormai noto come Recovery plan. E stanzierà ulteriori 25 miliardi di euro per il rilancio dei Comuni. Si parla di 43 miliardi complessivi, ma 18 sono destinati a progetti già in essere.

Del resto è così anche per un quinto degli oltre 220 miliardi del Pnrr: i fondi attribuiti all’Italia per fronteggiare la sua crisi sanitaria, sociale ed economica. La fetta più grande, quasi 70 miliardi, è notoriamente finalizzata a mettere in atto la rivoluzione verde e la transizione ecologica.

Ed è quello il dente dolente su cui batterà l’opposizione di centrosinistra. Anche se, d’altro canto, risulta più urgente un’altra transizione. Quella burocratica. (Leggi qui La mina politica nascosta nell’Ambiente di Ceccano e anche qui Transizione Ecologica? Più urgente quella burocratica).

La rivoluzione verde di Ceccano

L’assessore Riccardo Del Brocco immortalato da una fototrappola

Quale sarà la rivoluzione verde di Ceccano? Darà maggior senso a uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione Caligiore: la creazione dell’Ufficio Ambiente. La missione dello sviluppo sostenibile e della tutela del territorio si intreccia inevitabilmente contro un’altra: quella dello sviluppo economico.

In tal senso onore al merito dell’amministrazione Caligiore 1 di aver promosso e cofinanziato un progetto: la BioSaccoValley. Sarà agganciato, all’insegna della fitodepurazione e dell’economia circolare, a quello della Green Valley a partire da mercoledì 24 marzo: è la data in cui ne discuteranno l’assessore all’Ambiente di Ceccano Riccardo Del Brocco e il presidente del Cosilam Marco Delle Cese. Che sostiene la rivoluzione green dell’area industriale di Roccasecca, una grande piantagione di canapa industriale che la bonifichi e venga utilizzata per la produzione di bioplastica. E nell’universo industriale c’è già chi ha mostrato forte interesse. (Leggi qui Unindustria ci crede: «Si alla Green Valley»). 

L’assessore Riccardo Del Brocco, che per la BioSaccoValley ha ricevuto il testimone dal predecessore Alessandro Savoni, è impegnato nel frattempo in un’altra missione: la guerra contro gli inquinatori seriali. Sono i “caccanesi”, come li ha da tempo ribattezzati il professor Pietro Alviti nelle sue vesti di blogger, ma non solo. Sono quelli che continuano a gettare rifiuti dal finestrino dell’auto e abbandonare per strada rifiuti ingombranti ed elettronici.

Ceccano smart e green

Riccardo Del Brocco

«Ormai non si scherza più: saranno tempi duri per chi vorrà inquinare la nostra splendida città», ha avvertito Del Brocco pubblicando sé stesso e la sua auto. Entrambi immortalati da una delle fototrappole appena installate nelle aree in cui nascono solitamente mini discariche abusive. L’obiettivo strategico è quello di far diventare Ceccano «una città intelligente e green»: una smart city.

Quindi una città normale, visto che se ne parla da almeno dieci anni. Una città in cui, giusto per cominciare, utilizzare per davvero più energie rinnovabili e avere finalmente un piano del traffico, una promozione del trasporto pubblico e le tanto attese piste ciclabili. Al netto della solita questione irrisolta dell’adozione di Bosco Faito, per ora più politica che altro, a tenere banco. (Leggi qui Caligiore 1 e Caligiore 2 su Bosco Faito, la differenza è “Fratello Pompeo”). 

Ma se si parla di transizione ecologica, si parla anche di sviluppo economico sostenibile. Quindi entrano in gioco anche l’assessora all’Urbanistica Ginevra Bianchini e il consigliere delegato alle Attività Produttive Alessandro Savoni.

Verso le zone artigianali

Ginevra Bianchini

Cos’ha annunciato di recente Bianchini? Che è iniziata la ricognizione delle zone artigianali. Le principali sono via Anime Sante, che va dalla zona del Ponte fino ai confini con Patrica, e l’Asse Attrezzato di Ceccano. Che si interseca con tale tratto locale della Sr Monti Lepini e la raggiunge nuovamente all’altezza dell’ex Carlsberg.

Si parla di una macroarea in cui vari siti ricadenti nel Sin della Valle del Sacco attendono di essere bonificati. «La materia è molto complessa, visti i vincoli derivanti dal Sito di interesse nazionale – ha dichiarato, nell’occasione, l’assessora all’Urbanistica – ma è fondamentale trattarla assieme alla rigenerazione urbana in modo da intrecciarle e avere una visione di insieme». Anche con le politiche ambientali.

E Del Brocco, se non fosse di Fratelli d’Italia, sarebbe ormai delegato alla Transizione Ecologica come il Ministero del Governo di unità nazionale e il neo assessorato M5S della Giunta regionale Zingaretti. FdI? Non sia mai: mai, neanche idealmente, con il Pd e i Cinque Stelle. (Leggi qui Lazio, via alle nozze Pd-M5S: a Lombardi la Transizione Ecologica e anche qui Il coraggio di cambiare il vocabolario della politica nel Lazio). 

Puntare sulle Apea

Il rendering dell’Apea di Cassino

Di più, in materia di aree artigianali, dice il Dup. L’amministrazione Caligiore punta alla nascita delle Apea. Ovvero le Aree produttive ecologicamente attrezzate: quelle create dal Decreto Bassanini, risalente al lontano 1998, e disciplinate dalla Regione Lazio l’anno seguente. Le linee guida, però, sono state approvate nel 2015: da allora si punta all’eco-innovazione di infrastrutture, processi produttivi, servizi e prodotti. (Leggi qui La solita fortuna di Mario: arriva al Cosilam e si sblocca il maxi progetto).

Anche in tal caso Ceccano si appresta a diventare una città normale.  Cos’ha detto il consigliere Savoni a riguardo? Ancora niente. Anche perché, non essendo delegato “solo” alle Attività Produttive ma anche al Commercio, è alle prese con la redazione del regolamento per i dehors. Le regole per gli spazi esterni di bar e ristoranti che Caligiore, in campagna elettorale, aveva promesso di stilare entro i primi cento giorni di mandato. Invece la questione è stata affrontata a partire dal centesimo giorno del Caligiore 2. Dicendo che anche questa promessa è stata onorata. Non è così. Ma in tempi di Covid e serrande spesso abbassate, d’altronde, baristi e ristoratori ci fanno ben poco con i dehors e altro ben altro di cui lamentarsi.  

A Ceccano si torna ad assumere

Roberto Caligiore

La Missione 1 del Recovery plan italiano, con tanto di stanziamento di oltre 46 miliardi, è “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”. È uno dei sei pilastri del Pnrr. E per avere una Pubblica Amministrazione capace, come vorrebbe in primis tale punto del Piano di ripresa e resilienza, bisogna puntare sul reclutamento di capitale umano.

Nei giorni scorsi il sindaco Caligiore, che ha tenuto per sé la delega al personale, ha annunciato che si tornerà ad assumere dopo ben vent’anni. Nello specifico quattordici dipendenti a tempo indeterminato. «Molto probabilmente – ha fatto sapere – riusciremo in tempi brevi ad assumerne la metà».

Perché nell’indebitato Comune di Ceccano non c’è più il blocco delle assunzioni? Grazie al Dpcm anti Covid firmato il 17 marzo 2020 dall’allora premier Giuseppe Conte. Che ha anche messo in pratica il comma 2 dell’articolo 33 del Decreto Crescita 2019. Quello che, andando oltre le restrittive regole del turn over, ha introdotto un sistema più flessibile. L’importante è dimostrare che i costi del personale rappresentino al massimo il 27% delle entrate correnti. Nel caso di Ceccano le specifiche spese sono quasi il 24%: 3.2 a fronte di più di 13.5 milioni di euro. 

Istruttori, vigili, operai

Per questo si potranno reclutare altri dieci istruttori (quattro amministrativi, tre tecnici e altrettanti amministrativi), due vigili urbani e due operai.

Giancarlo Santucci

Si resta, però, ampiamente sotto organico. La dotazione ottimale dovrebbe essere di 176 dipendenti, ma tra tagli e pensionamenti il Comune ne conta per ora 88. Con gli altri 14, senza contare le cessazioni nell’anno in corso, si arriverebbe a 102. Eppure, anche se il Pnrr stanzia oltre 200 mila euro in tal senso, non si è redatto un piano organico straordinario di assunzioni di personale a tempo indeterminato.

Un reclutamento che, come ha avvisato l’Anci, «verrà effettuato sulla base della rilevazione del fabbisogno svolta entro maggio 2021 da ciascuna amministrazione in collaborazione con il Dipartimento della Funzione pubblica». È una delle principali battaglie vinte dall’Associazione nazionale dei comuni italiani. Anche in rappresentanza della “sorda” Ceccano. Dove un ruolo chiave è, ovviamente, ricoperto dalla digitalizzazione: se ne occupa il consigliere Giancarlo Santucci, esponente della lista Grande Ceccano in quota FdI come Del Brocco. Che, a parte preannunciare il Piano nazionale “Banda ultra larga” come se fosse comunale, è già rimasto “scottato” – manco a dirlo – per colpa di un’e-mail. (Leggi qui Santucci ‘bipolare’ per colpa di una mail: è scivolone). 

Il caso ex Mediateca

E affinché la PA non sia solo “capace” ma anche “smart” assume notevole rilevanza anche la creazione di poli territoriali per il coworking, lo smart working, il reclutamento e la formazione. Sempre l’Anci, infatti, sottolinea come «l’investimento da 100 milioni prevede la progettazione e la realizzazione, anche attraverso il recupero di beni demaniali, di poli tecnologici territoriali delle amministrazioni pubbliche».

Sì, a Ceccano c’è qualcosa che calza a pennello: l’ex Mediateca comunale. Dopo aver perso una grande occasione in passato, ovvero la sua trasformazione in Bic Lazio (ora Spazio Attivo e sta a Ferentino), è proprio quello che ci vorrebbe. Nel Dup? Non ce n’è alcuna traccia. Ma proprio dell’ex Mediateca in sé.

L’ex Mediateca Comunale

Ultimamente, visto che alcuni locali scolastici sono stati restituiti alla Provincia di Frosinone per via delle esigenze legate al Covid, la struttura è ridiventata una “Casa delle associazioni” sfrattate. Una soluzione-tampone attuata dall’ex commissario straordinario del Comune Giuseppe Ranieri.

Ma sfruttando la famosa “visione d’insieme”, si potrebbe riportare alle origini l’ex Mediateca: nata nel 2005 come incubatore d’impresa al posto dell’ex Cartiera Savoni grazie a un finanziamento europeo di 7 miliardi di vecchie lire. E, sempre riqualificando ad esempio qualche scuola dismessa, si avrebbe una dignitosa sistemazione per le associazioni. Che nel frattempo, però, stanno anche investendo risorse proprie nelle opere di manutenzione straordinaria.

L’assessore alla Cultura Stefano Gizzi, però, tira dritto verso la vocazione culturale del polo e intende farlo diventare una sede di importanti masterclass musicali e corsi di cinematografia. Come andrà a finire? Chissà. Resta il fatto che lo sviluppo economico, per un comune indebitato come Ceccano, passerebbe anche da lì. In tema di cultura, soprattutto legata al turismo curato dall’altro leghista Pasquale Bronzi, meglio puntare su altro. (Leggi qui Sfida Lega-FdI a Ceccano: a chi sta più lontano da Lucia).

Istruzione, Inclusione, Salute

Federica Aceto

Altre missioni del Pnrr che interessano direttamente, anche se in parte, i Comuni sono anche “Istruzione e ricerca”, “Inclusione e sociale” e “Salute”. Nel primo caso rispetto al Piano asili nido e al potenziamento delle scuole dell’infanzia.

In questo caso il Comune di Ceccano c’è: ha preventivato investimenti triennali pari a oltre mezzo milione di euro. In quanto all’inclusione e al sociale, al di là dei Servizi Sociali in larga parte delineati e foraggiati dal Distretto sociale B, si sta riaffidando la gestione del servizio ex Sprar: Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Con il Decreto Salvini era diventato Siproimi: Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati. Ormai, dopo la modifica del primo Decreto Sicurezza, si chiama Sai: Sistema di accoglienza e integrazione. In poche parole, il Siproimi aveva escluso i richiedenti asilo – chi è in attesa dello status di rifugiato – dalla seconda accoglienza – assistenza alla persona e integrazione – e il Sai li ha riconsiderati.

A Ceccano, però, la linea è sempre la stessa: non si punta all’integrazione socio-culturale, delega che detiene la vicesindaco Federica Aceto. Viene ribadito anche nel Dup: «Lo Sprar ci ha permesso di attivare la clausola di salvaguardia, riducendo così il numero di rifugiati presenti sul territorio comunale da 125 a 65 unità». Hanno aderito, con intenti condivisibili o meno, solo ed esclusivamente per tale motivazione: per mettere un tetto al numero di immigrati sul territorio comunale

L’Housing Sociale

Consegna degli alloggi Erp Vigne Vecchie

Voltando ancora pagina, il Recovery plan prevede mezzo miliardo per l’housing sociale. Nello specifico, per progetti di recupero territoriale e d’incremento della disponibilità di alloggi pubblici per sostenere le persone vulnerabili e le famiglie a basso reddito.

Si parla di Edilizia residenziale pubblica (Erp): le case popolari di proprietà comunale e non dell’Ater. Un esempio recente in città sono gli alloggi Erp “Vigne Vecchie”. Quelli realizzati grazie a un finanziamento regionale di quasi 3 milioni di euro ottenuto nel 2009 dall’allora amministrazione Psi guidata dal sindaco Antonio Ciotoli. E consegnati prima dello scorso Natale, a distanza di ben 12 anni, dal sindaco Caligiore: di Fratelli d’Italia. Al fianco dell’assessore regionale alle Politiche Abitative Massimiliano Valeriani: del Partito democratico.

Tra l’altro affidati alle famiglie aventi diritto prima di terminare gli ultimi interventi di manutenzione straordinaria: dovuti anche ai danni provocati nel tempo da atti vandalici, furti e tentativi di occupazione. Dopo tre mesi, però, i lavori sembrano ormai a un passo dall’essere conclusi per davvero. E, visto che la parte bassa della città è stata già oggetto di Erp, bisognerebbe cambiare strada. C’è da fronteggiare lo spopolamento del centro storico e, Dup alla mano, non sembra proprio che l’Edilizia residenziale pubblica sia contemplata come soluzione. Sarebbe come prendere non due ma tre piccioni con una fava: la riqualificazione di edifici fatiscenti in un centro spopolato per assegnarli a chi ne ha bisogno.

Tutta Salute per Ceccano

La Casa della Salute di Ceccano

Infine, il capitolo “Salute”. Il Pnrr dà 7 miliardi all’implementazione di strutture assistenziali di prossimità per le comunità, offrendo così prestazioni sia sanitarie che sociosanitarie. A tal riguardo l’amministrazione Caligiore sta sul pezzo.

Propone difatti la trasformazione della Casa della Salute in Ospedale di Comunità: una via di mezzo tra cura domiciliare e ricovero. Non solo: anche la realizzazione di un Hospice, che offre cure palliative per malati terminali. Sempre all’interno dell’ex ospedale Santa Maria della Pietà di Ceccano.

Oltre a quanto previsto dal documento presentato alla Asl, bipartisan ma non troppo, e al netto delle solite polemiche politiche che finora non hanno mai portato a niente: se non, ovviamente, a screditare l’avversario politico in una perenne campagna elettorale. (Leggi qui Dalla Sanità alla Santità: Ceccano ai margini e si va sul ring, ma anche qui Ex ospedale, Caligiore bipartisan ma non troppo e qui Il S.Maria della Pietà rinasce. Ceccano? No quello di Roma).