Il regolamento di conti tra le due anime della Lega

Cosa c'è dietro allo scontro culminato con l'autosospensione del gruppo dirigente della Lega di Gaeta. È l'assalto finale tra due realtà troppo diverse che non si sono mai amalgamate.

Un regolamento di conti. Quello andato in scena venerdì a Gaeta è stato l’assalto finale tra le due anime che si agitano nella Lega. Che nel Golfo nulla ha da spartire con il carroccio di Matteo Salvini, le sue teorie autonomiste e le sue convinzioni sovraniste. La Lega di Gaeta è altra faccenda: perché sotto la bandiera di Alberto da Giussano si agita una specie di Frankenstein, un mostro politico assemblato con pezzi di due entità del tutto diverse e che per decenni si sono combattute. Se non si parte da questo non sarà possibile comprendere la conferenza stampa dell’altro giorno. (Leggi qui La Lega si slega: Rufa indica Leccese, il Direttivo si dimette).

La Lega di Frankenstein

Claudio Durigon (Foto © Imagoeconomica / Vincenzo Livieri)

Si deve partire da qui se si vuole comprendere cosa sta accadendo. La Lega a Gaeta fino a poco tempo fa non esisteva. Ha preso vita sull’onda del successo nazionale ottenuto da Matteo Salvini fino al crollo del governo Conte 1 di cui faceva parte.

A salire con convinzione su un carroccio che praticamente correva vuoto sono stati due gruppi. Quello degli ex Udc del compianto senatore Michele Forte, accompagnati dal coordinatore regionale Claudio Durigon; gli ex An di tradizione missina, in sintonia con il capogruppo regionale Angelo Tripodi. La coabitazione non è stata né facile né difficile, semplicemente i due gruppi non si sono amalgamati ma si sono ignorati, procedendo ciascuno per la propria strada ed arrivando ogni volta alla conta per vedere chi dovesse prevalere.

Così è avvenuto anche per le elezioni Comunali di Gaeta che si terranno la prossima primavera. Sono quelle che dovranno eleggere il successore del sindaco Cosimino Mitrano e della sua amministrazione civica nella quale coabitano senza problemi Forza Italia, il Pd di Pina Rosato, i Fratelli d’Italia di Marco Di Vasta. La Lega a dicembre ha proposto a FdI di creare un polo alternativo, unendo le loro forze; se n’è fatto nulla. (Leggi qui I Fratelli restano a casa con Mitrano ed il suo erede).

La scelta del candidato

Vittorio Ciaramaglia

A quel punto il coordinatore Vittorio Ciaramaglia (area Tripodi) ha proposto di proseguire su quella rotta, creando un’alleanza insieme ai civici. Ha indicato come possibile candidato sindaco l’appuntato dei carabinieri in congedo Italo Taglialatela. Una mossa che ha accelerato la spaccatura interna con l’altra ala della Lega, quella di Giuseppe Matarazzo: non è stato nemmeno invitato al Coordinamento riunito per parlare di elezioni; perché in quella sede avrebbe proposto la sua candidatura. (leggi qui La Lega agitata chiama un carabiniere).

Nasce da qui la conferenza stampa di venerdì. Doveva annunciare ufficialmente la candidatura di Taglialatela. Ma è stata stoppata dal senatore Gianfranco Rufa, commissario provinciale della Lega, in totale sintonia con l’onorevole Claudio Durigon. In che modo? Prospettando una strategia diversa: la convergenza con il cartello del sindaco Cosimino Mitrano ed il sostegno al suo erede designato Cristian Leccese. (Leggi qui I Progressisti provano a parlarsi per le elezioni).

Il contrordine di Rufa impartito a Ciaramaglia doveva centrare un obiettivo: bloccare la presentazione della candidatura a sindaco. È andato ben oltre: i componenti del Direttivo si sono autosospesi. Lo hanno fatto Mauro Pecchia, Mario Macera e Tommaso di Nitto.

Il mercato delle vacche

Gianfranco Rufa con Matteo Salvini (Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica)

Che fosse tutta una manovra per stoppare la candidatura lo conferma Cristian Leccese. Il candidato alla successione dell’amministrazione Mitrano giura di sapere nulla di un appoggio della Lega al suo progetto. Con il senatore Gianfranco Rufa non ha avuto contatti: “non ho neppure il suo numero di telefonino”.

Durissimo il commento di Vittorio Ciaramaglia e degli autosospesi: “Traditi perché scomodi in un mercato delle vacche“. I componenti del coordinamento locale della Lega hanno spiegato di avere deciso d’autosospendersi “perché abbiamo capito, contrariamente a quanto viene pubblicizzato, non siamo il Partito delle autonomie. Per niente”.

L’indicazione di virare su Leccese sarebbe arrivata con una telefonata effettuata alle ore 13 di giovedì dal senatore di Veroli. Mentre la sera precedente “il coordinatore regionale del Partito Claudio Durigon – ha accusato Ciaramaglia – ci aveva detto una cosa diversa, di andare avanti  presentando alle prossime elezioni amministrative di Gaeta il nostro simbolo”.

Ci hanno venduti

La conferenza stampa

Il coordinatore della Lega di Gaeta ha detto “Ci hanno venduti. Noi abbiamo operato una scelta orgogliosa, leale e trasparente della cui evoluzione sono sempre stati informati i nostri vertici provinciali e regionali. Temevano che forse potevamo diventare una spina nel fianco nella corsa elettorale di Leccese. Forse davamo fastidio. Stiamo sbagliando noi? – si è interrogato aggiungendo l’ormai ex coordinatore di Gaeta della Lega  – Attendiamo ora solo qualche giorno per capirlo”.

Il gruppo dirigente del Carroccio di Gaeta spera in un intervento personale del “capitano” Matteo Salvini. Il  direttivo di Gaeta della Lega si è imposto un termine di dieci giorni per evitare che “l’autospensione si trasformi in un’irrevocabile lettera di dimissioni”.

A quel punto il processo di commissariamento del partito di Gaeta, nelle fasi iniziali della campagna elettorale, sarà inevitabile con un giocatore, attualmente in panchina, pronto ad entrare in campo: l’avvocato Giuseppe Matarazzo. L’ex sindaco potrebbe diventare destinatario di una duplice investitura: commissario e candidato a sindaco con l’imperativo di portare la Lega nel consiglio comunale di Gaeta. 

Alla componente autosospesa della Lega rimarrebbe una sola via d’uscita: confluire nello schieramento di Alternativa C’è. Guidato dal parlamentare ex Movimento cinque stelle Raffaele Trano, proprio sabato mattina ha lanciato la sua sfida a Cristian Leccese.

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