Il Riesame dice No: la discarica di Albano resta chiusa

Il Tar respinge il ricorso e tiene chiusa la discarica di Albano. Roma ha evitato l'emergenza raddoppiando l'invio all'estero. Problemi per la Città Metropolitana. E preoccupazioni per Roccasecca

La discarica di Albano Laziale resta chiusa. Per Roma è il caos rifiuti, per Roccasecca è un ulteriore segnale di allarme. Perché dalla scorsa estate quell’impianto era la valvola di sfogo per le 2.600 tonnellate di rifiuti indifferenziati che Roma produce ogni giorno. Ora serve un’area alternativa. E da mesi Ama (la municipalizzata che si occupa della raccolta delle immondizie nella Capitale) suggerisce di andare a Roccasecca.  (Leggi qui Ama chiede al prefetto: “Riaprite la discarica di Roccasecca”. E leggi qui: Roccasecca, verso la riapertura della discarica).

Sequestro e conferma

Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica

Il mese scorso Albano era finita sotto sequestro. Per due motivi: uno ambientale ed uno amministrativo. Quello ambientale: il superamento delle soglie di contaminazione registrato dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, esaminando i pozzi – spia. Quello amministrativo: per i magistrati mancava il versamento della fideiussione per la gestione post mortem; in pratica: la società che gestisce la discarica deve versare una somma a garanzia dei lavori per mettere in sicurezza tutta la zona una volta che avrà esaurito la sua funzione di discarica.

Contro quel sequestro era stato presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Roma. Che oggi lo ha respinto. Il Riesame ha detto no per un vizio di procedura. Cioè, l’impugnativa è stata presentata dall’amministratore di Ecoambiente (la società di gestione) mentre i giudici ritengono che dovesse essere presentata dalla Ecoambiente direttamente.

Con ogni probabilità il caso finirà di fronte alla suprema corte di Cassazione.

Tempi lunghi

Una delle linee di lavorazione della Saf

Anche se i giudici Supremi dovessero dare ragione al gestore della discarica di Albano i tempi sembrano destinati ad allungarsi in maniera concreta. Così, sia Roma che i tanti Comuni della Città Metropolitana che vedevano finire ad Albano i loro rifiuti non riciclabili dovranno entrare nell’ottica di fare a meno di quella discarica per qualche altra settimana.

Roccasecca non corre rischi. Non a breve almeno. Perché? Roma sembra essersi messa al sicuro per qualche mese. Lo ha fatto raddoppiando il quantitativo delle esportazioni all’estero dei suoi rifiuti: da 50mila è passata a 100mila tonnellate. In questo modo potrà consentire ai due tmb di Malagrotta (gli impianti che tritano e vagliano i rifiuti riciclando il possibile, come fa in provincia di Frosinone lo stabilimento pubblico di Colfelice) di riprendere a trattare ogni giorno 1.250 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Il ritorno in attività dei due Tmb è previsto dalla metà della prossima settimana.

Il problema invece rischia di riguardare tutti quei comuni della Città Metropolitana che ora, visto l’allungamento dei tempi per il dissequestro della discarica dI Albano, potrebbero chiedere di accedere nella già ingolfata discarica di Viterbo. Un nodo che dovrà sciogliere la Regione Lazio.

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