Il risultato delle Comunali? Conta solo se si vince

La politica è ferma

Alatri, Sora e poi Frosinone: tutti i partiti vogliono il successo, ma nessun leader è disposto ad immolarsi come un pasdaran. Troppo delicata la posta in palio, troppe le variabili, troppi i rischi di fare brutta figura. Ma intanto c’è pure chi valuta l’opzione del terzo incomodo su base civica.

Alatri e Sora saranno elezioni comunali importanti, ma non rappresenteranno le prove generali né per le amministrative di Frosinone (giugno 2022) né per altri possibili appuntamenti. Ormai è evidente che, nonostante i confini tra gli schieramenti siano chiari, il risultato rappresenterà una tappa destinata a non influire sugli assetti generali. Né del centrodestra né del centrosinistra.

I big a distanza

Perché? Perché i big si stanno tenendo a distanza. Nel Partito Democratico, per esempio, Mauro Buschini ha iniziato la risalita dopo lo tsunami mediatico derivato dalla vicenda del concorso di Allumiere. Non può permettersi il lusso di “vivere o morire” in quella che comunque resta la sua roccaforte. Francesco De Angelis si avvia a diventare presidente del Consorzio industriale unico: ha una dimensione regionale. Sara Battisti si muove alla perfezione nei meccanismi regionali dei Democrat. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo sta cercando di costruirsi una candidatura alle regionali o alle politiche. Tutti sosterranno Fabio Di Fabio, non è questo in discussione. Ma non ci saranno pasdaran.

Stesso discorso nel centrodestra, dove il candidato sindaco è Maurizio Cianfrocca. Tutti i partiti di questa area hanno come obiettivo una roccaforte del centrosinistra. Ma i leader della Lega (Claudio Durigon e Francesco Zicchieri), di Fratelli d’Italia (Massimo Ruspandini) e Forza Italia (Claudio Fazzone) non hanno alcuna intenzione di salire sulle barricate per intestarsi “al buio” l’esito di qualunque campagna elettorale. Perfino quella per Frosinone tra un anno.

Terzi incomodi e fuori schema

Il perché è evidente: non ci sono certezze su quelle che saranno le regole e perfino le indicazioni in vista di regionali e politiche. Certamente i parlamentari uscenti saranno ricandidati, ma bisognerà vedere dove e come.

Tagliaferri, Ottaviani, Mastrangeli e Magliocchetti

In questo quadro alle comunali possono esserci spazi veri per eventuali terzi incomodi? E’ il caso, per esempio, dell’avvocato Enrico Pavia ad Alatri. Ma potrebbe essere il caso pure di chi potrebbe essere tentato dall’idea di schierarsi al di fuori degli schemi dei partiti o delle coalizioni nel capoluogo. Nel centrodestra, anche con le primarie, una sintesi è obiettivamente complicata. Troppi i pretendenti: Riccardo Mastrangeli, Danilo Magliocchetti, Adriano Piacentini, Fabio Tagliaferri, Carlo Gagliardi, Massimiliano Tagliaferri, Antonio Scaccia. Neppure Nicola Ottaviani riuscirà a tenerli tutti insieme se non si partirà con un accordo preliminare granitico.

Nel campo del centrosinistra invece uno come Stefano Pizzutelli potrebbe provare a rompere gli schemi, come ha già fatto in passato. E lo stesso ex sindaco Michele Marini potrebbe pensare ad una coalizione civica. In buona sostanza, l’esito delle prossime elezioni comunali in Ciociaria sarà importante per i big dei partiti solo in caso di vittoria. Una sconfitta invece verrebbe archiviata come una situazione strettamente locale.

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