Il ruggito del Pd e il segnale dei Socialisti a Pompeo

Per i Democrat è fondamentale avviare una stagione congressuale dove ci sia una piattaforma condivisa per il dopo. Chiunque vinca. Intanto a Pofi il Psi di Gian Franco Schietroma lancia un segnale forte alla coalizione di centrosinistra

Il segnale partito ieri da Piazza del Popolo a Roma è destinato a far riflette Lega e Movimento Cinque Stelle. A prescindere dai numeri. (leggi qui Il Pd ritrova il suo popolo: in piazza contro il Governo).

Non bastano le piazze per salire nel consenso elettorale, però era anche tempo che quelle piazze non venivano riempite e in qualche modo partecipate. Adesso è importante che il Pd celebri la stagione congressuale senza paura delle “conte”, ma soprattutto senza il timore di dividersi.

Ci sono visioni diverse, ma la piattaforma deve per forza essere unica. Indipendentemente da quelli che saranno i candidati alla segreteria. Ad ogni livello.

 

Se alla fine la sfida sarà tra Graziano Delrio e Nicola Zingaretti, è fondamentale che entrambi assumano l’impegno di proseguire insieme. Con Matteo Renzi, Marco Minniti, Dario Franceschini, Andrea Orlando. Con tutti.

Stesso ragionamento su base regionale, quando nel Lazio concorreranno Bruno Astorre e Claudio Mancini. In questo senso le provinciali possono rappresentare una spinta.

Anche, anzi soprattutto, quelle di Frosinone. Dove il centrosinistra, non solo il Pd, può dare segnali significativi. Sabato a Pofi si è svolto il Forum degli amministratori socialisti, evento che ha visto la partecipazione del presidente della Provincia Antonio Pompeo. Il quale è stato accolto e coinvolto dal Psi di Gian Franco Schietroma e Vincenzo Iacovissi.

Rispetto a quattro anni fa un passo avanti enorme, visto che i Socialisti furono costretti a ritirare la candidatura di Gian Franco Schietroma, per poi convergere su quella di Enrico Pittiglio.

Il tutto dopo che l’allora senatore Francesco Scalia aveva raggiunto un accordo con Forza Italia e Ncd per sostenere proprio Pompeo. Questo significa che la provincia di Frosinone può tornare ad essere un laboratorio di un centrosinistra che per decenni ha vinto alla Provincia e alle comunali di Frosinone, il capoluogo.

Con Loreto Gentile, Francesco Scalia, Domenico Marzi, Michele Marini. Con un asse di ferro tra Francesco De Angelis e Gian Franco Schietroma.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright