Il sabotaggio di Adriano Roma che travolge Forza Italia

Chi sta rischiando di far saltare il rientro di Adriano Roma in Forza Italia? I giovani del Partito, preoccupati dal fatto che il vicesindaco di Arnara potesse insidiare il ruolo di responsabile dell’organizzazione di Giammarco Florenzani? Il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli? Uno o più tra i consiglieri provinciali Danilo Magliocchetti, Vittorio Di Carlo, Gianluca Quadrini? E’ scattata inevitabilmente la “caccia grossa”, alimentata dal fatto che c’è un “buco” di dieci giorni tra la nomina e la comunicazione ai mass media, arrivata subito dopo che la notizia del rientro di Roma era stata data (leggi qui il precedente). Un annuncio ad orologeria che ha il profilo del cecchinaggio politico.

Tra le file azzurre c’è lo stesso clima che si respirava a Bagdad dopo il primo attentato all’interno della ‘green zone‘, l’area che si riteneva più sicura ed alla quale avessero accesso solo elementi fidati. Tutti sono sospettati. E così si scopre che l’Operazione Florenzani puzzava fin dall’inizio: la sua nomina a responsabile dell’Organizzazione era sconosciuta a quasi tutti. Nessuno dei sindaci e degli amministratori forzisti di tutta la provincia riuniti giovedì scorso a Cassino per la cena di Natale, ricorda che Pasquale Ciacciarelli abbia annunciato di avere coperto quella casella: eppure proprio loro sono gli interlocutori di quello strategico ruolo. Nessuno dei presenti al pranzo di venerdì a Frosinone, durante il quale è stato sancito de facto il rientro in Forza Italia del suo ex coordinatore provinciale, ricorda che sia stato comunicato alcunché. Nulla ne sapevano i tre consiglieri provinciali, nulla ne sanno molti dei componenti il Coordinamento Provinciale.

Altri indizi. Perché la mail non è partita dall’account istituzionale del Coordinamento dal quale vengono inviati tutti i comunicati ufficiali? Se qualcuno ha compiuto una fuga in avanti, senza concordarla con i vertici del Partito, ha fatto scoppiare il classico zainetto all’interno dell’area verde.

E se non è stato un agguato progettato per far saltare Adriano Roma allora è un trappolone con il quale far saltare Pasquale Ciacciarelli. E indebolire Mario Abbruzzese.

In ogni caso, da vecchio frequentatore della politica, Roma fa come gli sciiti ed i sunniti quando a Bagdad non si voleva creare il governo di unità nazionale dopo avere deposto Saddam: prepara l’esplosivo con cui incendiare le moschee avversarie. Sulla sua bacheca Facebook scrive “In riferimento a vari articoli di stampa che mi riguardano , il sottoscritto comunica ufficialmente quanto segue: 1) non mi sento più già da tempo in questo NCD senza D; 2) per il momento non ho aderito ad alcun partito; 3) sono un uomo di centro destra libero oppure un uomo libero di centro destra. (Fate voi)” . Ma al contrario di quello che ha scritto, nell’agenda del suo telefono risulta segnato un appuntamento per mercoledì pomeriggio nella capitale con l’ex coordinatore regionale del Popolo delle Libertà Vincenzo Piso e con uno dei generali del dissidente forzista Raffaele Fitto.

A Frosinone Forza Italia però sembra non rendersi conto dell’effetto che questa storia comporterà nel rapporto con gli alleati. Fratelli d’Italia e la Lega potranno fidarsi? Poi c’è da risolvere la questione della candidatura a sindaco di Alatri: Antonello Iannarilli non è gradito ad altri settori del centrodestra, orientati su Enrico Pavia, che infatti chiede le primarie. Anche in questo caso non è chiaro il gioco di Mario Abbruzzese nella partita: non vuole o non riesce a prendere in mano la situazione?

Questo alla lunga potrebbe rappresentare un problema.

 

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