Il sasso di Capodanno e quando ce lo rubarono per fare Halloween

Il sasso di Capodanno e quando ce lo rubarono per fare Halloween: non era dolcetto scherzetto ma bon', bonì bonanno

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Basta un sasso, un sasso da portare davanti all’uscio di signore, prete o contadino e chiedere un dono. Un dono, comunque sia ma un dono. Con cui “accaparrarsi la grazia del domani“.

Lo so dirette ma è uguale a “dolcetto-scherzetto” nella tradizione di Halloween, forse solo che questa è prima molto prima. Quando a Sezze facevano il sasso di Capodanno in America manco sapevano che sarebbero stati scoperti da quel genovese di Cristoforo Colombo. Poi… sai tu con le navi, con l’andare per il mondo delle nostre genti qualcuno ha rubato l’idea. Del resto noi non abbiamo rubato i bachi da seta ai cinesi?

La consegna del sasso (Foto: Compagnia dei Lepini)

Ora, loro, gli americani dicono che sono antiche tradizioni celtiche… Ma de che? I celti erano passati di qua e si erano stupiti di come in cambio di un sasso degli uomini piccoli (per noi dei bimbi per loro degli elfi) potessero fare dolci, rosolio, fichi secchi, ciambelle ed ogni ben di Dio. Giravano i bimbi e facevano gli auguri la notte di capodanno senza paura della femminella, del Bobo, del lupinaro (del lupo mannaro). Perché quel giorno non era delle paure di oggi, dei ricordi di ieri ma annuncio di una vita nuova, di domani. E l’augurio di buon anno veniva dai bimbi, da noi mammocci, perchè loro avevano, e hanno l’esclusiva di domani. 

La notte di Capodanno era la notte della libertà i bambini erano protetti dal nuovo. E il vecchio? Si briciava, ma questa è un’altra storia. A me me lo ha insegnato papà a cui lo aveva insegnato nonno, e a nonno… Perché da noi era costumanza che la notte dell’ultimo dell’anno i bambini folletti facevano un miracolo, con un sasso.

La filastrocca che recitavano i bimbi setini

Bonì, bonì bonanno, teccot’i sasso di Capodanno!

Damme ‘na zippola e dàmmela bona, puzzi fa ‘na figlia signòra!

Si mi dai ‘nu bicchierino puzzi fa ‘nu figlio principino!

Si ni’ mi dai ‘na ficora secca, puzzi fa ‘na figlia senza recchia!

Si mi dai ‘nu bicchiero di vino, puzzi fa ‘nu figlio contadino!

Si mi dai ‘na ciammella, puzzi fa ‘na figlia bella bella!

Dammi gli struffolo e dàmmiglio sincero puzzi fa ‘nu figlio cavagliero!

Si mi dai ‘na caciata, puzzi fa ‘na figlia maritata!

Dammi gli struffolo e dàmmiglio bono, puzzi fa ‘nu figlio signòro!

E se mi dai ‘nu pummodoro, puzzi fa ‘nu figlio d’oro d’oro!

Si mi dai ‘nu biscotto puzzi fa ‘nu figlio poliziotto!

Quisto è gli sasso digl’orto me, puzzi fa nu figlio re!

Bonì, bonì, bonanno puzzi pussède tant’oro gl’anno!

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