Il senso dei big politici per le roccaforti

Massimo Ruspandini si è blindato a Ceccano, Mauro Buschini non può perdere ad Alatri, che è anche l’ultimo treno per Antonello Iannarilli. Pompeo deve difendere il fortino di Ferentino. Ottaviani a Frosinone dovrà contemperare diverse esigenze.

Ci sono dei Comuni nei quali vincere o perdere le elezioni fa la differenza perché cambia gli equilibri all’interno dei Partiti. E di conseguenza ha poi dei riflessi perfino sulle candidature alla Camera, al Senato e alla Regione. Nei decenni scorsi, però, si parlava delle roccaforti dei Partiti o delle coalizioni. Adesso invece è cambiato tutto e le roccaforti sono di singoli big politici.

Vecchie e nuove roccaforti

Roberto Caligiore alla finestra del municipio dopo la prima vittoria elettorale

L’ultimo Comune di questo tipo andato al voto è Ceccano, feudo elettorale del senatore Massimo Ruspandini, commissario di Fratelli d’Italia. Naturalmente Fratelli d’Italia stravinto, grazie al sindaco Roberto Caligiore. E in questo modo Ruspandini ha conservato il proprio fortino.

Tra pochi mesi al voto andranno i cittadini di Alatri, dove il consigliere regionale Mauro Buschini (Pd) si gioca tutto. Ma davvero tutto. Dopo le dimissioni da presidente del consiglio regionale, adesso ha ricominciato a risalire la china. Non può permettersi di perdere e questo significa che non soltanto deve vincere, ma deve farlo possibilmente con un candidato sindaco di riferimento.

A Sora la partita è diversa. Il sindaco Roberto De Donatis non fa riferimento a nessun partito, ma c’è una partita a scacchi quadrupla: all’interno del centrodestra, all’interno della Lega, tra Carroccio e Fratelli d’Italia, tra lo stesso De Donatis e Luca Di Stefano. Ma sarà ugualmente importante capire chi davvero si intesterà sia la vittoria che la sconfitta.

Da nord a sud

Iannarilli e Buschini

Tornando ad Alatri, c’è anche Antonello Iannarilli: quella città è stata pure la sua roccaforte. E stavolta potrebbe essere ugualmente importante. Iannarilli vorrebbe candidarsi alle regionali, ma per staccare il “pass” in Fratelli d’Italia ha bisogno di mandare un segnale. Potrebbe farlo ad Alatri, dove non sembra proprio così convinto delle scelte che ha effettuato il centrodestra.

Ferentino è la roccaforte di Antonio Pompeo, chiamato da un anno a questa parte a cercare di capire se Pensare Democratico di Francesco De Angelis potrebbe provare a dire la sua.

Poi c’è Frosinone e il nome che si associa è quello del sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore regionale della Lega. Non può ricandidarsi a sindaco, ma non può perdere. E non può neppure non tenere la linea del Carroccio. Se Claudio Durigon dispone che la Lega indichi il candidato sindaco, Ottaviani dovrà seguire questa linea. Proprio per questo ha la necessità di raggiungere un punto di equilibrio: per evitare che la decisione possa essere avocata dal tavolo regionale (Leggi qui Le primarie come un casting. Ottaviani si gioca tutto

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