Il senso di Ottaviani per la Lega dura e pura (Perché il sindaco ha cambiato pelle)

Percorso deciso dalla Questura e mancato patrocinio da parte del Comune capoluogo: sul Lazio Pride il sindaco di Frosinone effettua una brusca virata. Dopo gli spazi di autonomia su 25 aprile e 2 giugno, un cambio di rotta che ha una sola spiegazione: la candidatura a Camera o Senato. Elezioni anticipate dietro l’angolo.

A meno di una settimana dal Lazio Pride a Frosinone la metamorfosi politica del sindaco Nicola Ottaviani è compiuta. Per quanto riguarda la scelta del percorso, la centralissima via Aldo Moro, la posizione ufficiale del Comune è la seguente: l’ha decisa la Questura, ignorando i nostri rilievi contrari, non possiamo fare altro che obbedire. Non tacendo però, dicendolo. Inoltre, il Comune di Frosinone ha deciso di non concedere il patrocinio ad una manifestazione che celebra l’orgoglio Lgbt e che quindi ha molto a che fare con la materia dei diritti e della espressione della personalità nelle sue molteplici forme.

Quello che maggiormente sorprende, però, è che Ottaviani finora (anche da leghista) aveva assunto posizioni “autonome”: nella celebrazione del 25 aprile e del 2 giugno innanzitutto, cioè per la Festa della Liberazione e per la celebrazione della Repubblica.

Chi conosce bene Nicola Ottaviani, sa perfettamente che non è né un oscurantista né un paladino dell’intolleranza.

Allora, cosa può essere successo? Semplicemente che le elezioni politiche sono vicinissime. Dalla visita in Ciociaria del ministro Giulia Bongiorno alla riunione del direttivo provinciale della Lega il comportamento politico di Ottaviani è cambiato moltissimo. Il comizio di Matteo Salvini a Veroli è stato indicativo, perché in quell’occasione il sindaco di Frosinone non ha voluto sentire ragioni, pretendendo la celebrazione in prima convocazione del consiglio comunale (seconda volta in due anni, terza negli ultimi cinque), proprio per essere presente sul palco con Salvini.

E dopo un lungo periodo di sostanziale indifferenza per i diktat del deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri, adesso Nicola Ottaviani ha stipulato un accordo di ferro con Zicchieri. (leggi qui Ecco perché hanno fatto i due documenti a difesa di Zicchieri: servono ad uno scopo preciso).

Ricordate le polemiche dell’onorevole Francesca Gerardi e del senatore Gianfranco Rufa, anche contro il sindaco Ottaviani, per non essere stati invitati “magno cum gaudio” al taglio del nastro del Parco Matusa? Svanite.

Adesso Ottaviani è una colonna portante della Lega. L’atteggiamento sul Lazio Pride si spiega solo in un modo: Ottaviani sa che si andrà presto alle urne e lui avrà una candidatura alla Camera. Collegio maggioritario o proporzionale è da vedere. Ma la soluzione si troverà, considerando anche che il sottosegretario Claudio Durigon e lo stesso Francesco Zicchieri hanno una enorme potenzialità di azione.

La linea “dura e pura” sul Lazio Pride si spiega soltanto così. Bisogna ancora definire però  quale sarà il futuro politico dei fedelissimi di Ottaviani, nessuno dei quali al momento è collocato nella Lega. Parliamo del presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini e degli assessori Riccardo Mastrangeli e Massimiliano Tagliaferri.

Sì perché se Ottaviani si candiderà alle politiche, entro i successivi sei mesi si tornerà al voto pure a Frosinone. E tutti e tre potrebbero concorrere per la “successione”.

Infine, la moschea in viale America Latina. Ottaviani ha sempre detto che va costruita. Cambia qualcosa con la svolta leghista?

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