Il sigillo dell’Accademia di Belle Arti sull’alta moda di domani

La sfilata dei modelli disegnati dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone convince Altaroma. La strategia vincente per valorizzare i corsi. Il ruolo del territorio con Camera di Commercio, Aspiin e Unindustria

di Davide Aronne

Guardare lo sposo mentre entra la sposa. È il segreto per capire, l’unico per sapere. La sposa è bellissima. Quale non lo è? Ma è la scintilla negli occhi di lui a svelarne fascino, attrazione, passione. Senza quella resta un vestito sul corpo di una donna. Nelle sfilate di moda accade la stessa cosa. Uguale, identica. Direte che per gli sposi subentra l’amore, ma è quella stessa scintilla che si deve andare a guardare per dire se quelli sfilati, usciti in passerella, indossati da donne altissime e bellissime siano semplici abiti o qualcosa di più. 

Settanta quelli sfilati in passerella per Lrw, Luxury rewear. Ad AltaRoma, la settimana della moda attesa ogni anno per osservare da vicino novità, cambiamenti, proposte alternative, sfilano i modelli disegnati e realizzati dagli studenti del corso di fashion design dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone!

I riti scaramantici, nel backstage, ci sono tutti. I ragazzi fremono, gli insegnanti li rassicurano. Il direttore, Loredana Rea, si aggira tra gli abiti che sembrano lasciati così, alla rinfusa. In realtà c’è un ordine preciso, puntuale, perfetto e ogni modella, tutti i modelli, sanno perfettamente cosa indossare e in quale ordine. Glielo ricordano numeri e foto polaroid, scattate qualche giorno prima con gli stessi vestiti e che offrono l’indicazione di quale sarà la sfilata.

Parte la musica nel grande capannone del PratiBus District. È a due passi da piazza Mazzini, nel cuore della capitale. Un simbolo di rigenerazione urbana che oggi accoglie eventi di questo tipo. Rigenerazione è proprio una delle parole della scommessa Luxury rewear. Il tema è quello della sostenibilità e di una nuova ricerca tipologica. Gli abiti sono destrutturati e ricostruiti in maniera originale e diventano novità con applicazioni, ricami, nei tagli che li fanno rinascere con una nuova anima. (leggi qui Il lusso rivisitato dall’Accademia sfila ad Altaroma)

La giacca maschile si contamina, così come la camicia, in asimmetrie che incantano e cuciture a vista, in un miscuglio che invita al futuro senza dimenticare il passato.

È una collezione attuale, contemporanea. Una collezione che rispetta l’ambiente. 

Sfilano i modelli. Sfilano dietro di loro, quando tutti gli abiti sono stati presentati, gli studenti che hanno messo in piedi tutto. L’applauso è per loro. Sono loro a sapere il lavoro che c’è dietro. Sono i loro insegnanti, il direttore Loredana Rea, il presidente Ennio De Vellis, a conoscerne la storia, i primi passi, i primi che hanno creduto in tutto ciò. 

Accanto all’Accademia, per il progetto AltaRoma, c’è la Camera di Commercio di Frosinone. Ma anche dietro questa ci sono nomi, persone, idee. C’è il presidente Marcello Pigliacelli, che già alla guida di Unindustria ne aveva capito l’importanza e il prestigio scommettendo su quattro parole: giovani, talento, moda, territorio. A distanza di anni la scommessa è vinta, sostenuta nel tempo e che ha trovato in Genesio Rocca, alla guida di Aspiin, e in Giovanni Turriziani, attuale presidente di Unindustria, due alleati preziosi. 

Cala il sipario. L’urlo degli studenti dietro le quinte strappa un sorriso. Gli occhi di chi guarda sono come quelli dello sposo quando entra la sposa. Non è solo un abito. È magia. 

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